Bambino iperattivo? Scopri se è solo esuberante.

Spesso, specialmente negli ultimi anni, si fa una grande confusione tra il bambino esuberante, che è una caratteristica positiva, e il bambino iperattivo che può essere vittima di un disturbo.

Questa confusione ha portato delle conseguenze nel nostro modo di educare e, sfortunatamente, all’uso eccessivo di medicinali per tentare di “curare” un disturbo che magari nemmeno c’è.

In questo articolo cerchiamo di fare un po’ di chiarezza.

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ADHD: il bambino iperattivo

La ADHD è un disturbo da deficit di attenzione e iperattività.

Questo disturbo rende molto difficoltoso il raggiungimento di obiettivi personali e porta con sé una grande frustrazione sia per il bambino che per l’intera famiglia.

La ADHD comprende una serie di caratteristiche molto ampie tra cui ANCHE l’iperattività.

Per definizione l’iperattività è:

“chi è attivo in modo eccessivo, esagerato, chi ha un comportamento particolarmente irrequieto (riferito specialmente a un bambino)”

Nel linguaggio comune, molti genitori utilizzano il termine bambino iperattivo per descrivere un comportamento molto attivo, vivace e esuberante del proprio figlio.

Diagnosi di ADHD

Diagnosticare l’iperattività ADHD non è semplice. Ma è questo il bambino iperattivo.

Bisogna fare inizialmente una valutazione globale.

Vengono fatti dei test, in sede medica, per valutare la presenza o l’assenza di altre patologie.
Questi test vengono fatti analizzando il rendimento e le interazioni scolastiche, le relazioni emotivo-affettive e le competenze sviluppate dal bambino.

I primi sintomi compaiono durante l’infanzia. I criteri per la diagnosi sono contenuti nel “Manuale Diagnostico e Statistico” (DSM-IV) e i sintomi si devono presentare per una durata di almeno sei mesi prima dei sette anni di vita.

A chi ci dobbiamo rivolgere, per tentare questa diagnosi?
A un neuropsichiatra infantile.

Se avete dei dubbi sul fatto che vostro figlio presenti o meno questo disturbo è bene contattare quanto prima un neuropsichiatra e parlarne con lui!

Quando il bambino è molto vivace

In questo caso possiamo (e dobbiamo) affrontare l’argomento con più leggerezza.
La cosa che sicuramente devi sapere è che non sei l’unico genitore con un figlio molto esuberante.

  • Casa sottosopra?
  • Urla e grida tutto il giorno?
  • Stanchezza che non si fa mai sentire?
  • Una travolgente voglia di giocare alle 11 di sera?
  • Non dorme?

Ci siamo passati tutti.
Cominciamo a vedere quali potrebbero essere le motivazioni dietro questo comportamento che, ricordiamolo: è sano.

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Perché è così esuberante?

Ricordiamoci alcune cose fondamentali, che dovremmo tenere presente SEMPRE:

  • Nostro figlio è innanzitutto un bambino
  • Sta iniziando ora a scoprire il mondo
  • Desidera stare con noi
  • Non ha ancora imparato i propri limiti

Guardiamo questi punti uno per uno.

È un bambino

Certe volte ce ne dimentichiamo, ma nostro figlio è un bambino!

Tutto quello che noi già conosciamo, tutto quello che noi abbiamo imparato lui lo deve ancora affrontare e imparare.

Spesso tendiamo ad “adultizzare” i bambini, a farli sentire e vederli più grandi di quel che sono, dandogli un carico di responsabilità troppo grande e rimanendo delusi quando ci rendiamo conto che non sono ancora in grado di portare a termine quanto richiesto.

Immaginiamo dunque anche la loro frustrazione!

è importante dircelo: “i bambini sono prima di tutto bambini”.

Scoperta

La voglia di scoperta del mondo è quella che più li tiene attivi e d’altra parte più li stimola.

Il bambino che impara cose nuove, su di sé e sugli altri, si sentirà appagato dalle nuove scoperte e vorrà farne sempre di nuove.

La stanchezza passa in secondo piano rispetto a tutto quello che vorrebbe fare, noi adulti spesso a questo non pensiamo, visto che la stanchezza la sentiamo eccome!

Importanza del tempo


Dedichiamo del tempo a nostro figlio, impariamo qualcosa di nuovo insieme, questo aiuterà il rapporto e ci riavvicinerà a lui dopo una giornata lavorativa.

Se il genitore è fuori casa tutto il giorno e rientra solo la sera, ricordiamoci che la separazione dal nostro bambino è già un passaggio delicato, il bambino avrà un esplosione di emozioni, difficilmente già in controllo, e vorrà passare del tempo con la famiglia.

La stanchezza verrà di nuovo messa da parte.

Attività sportiva

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Proponiamo un’attività sportiva adatta a lui e di suo interesse, questo lo aiuterà a scaricare la tensione e anche un po’ le energie.

Impariamo a essere più comprensivi e non prendiamocela con lui ogni volta che fa qualcosa sopra le righe.

I limiti

Impegnamoci a dare dei limiti al suo comportamento e alle sue azioni, il bambino aspetta che siamo noi adulti ad aiutarlo a scoprire i propri limiti e questo lo aiuterà a gestirsi meglio.

I limiti servono a proteggere il bambino dalla sua stessa curiosità ma non devono diventare un divieto alla scoperta.

All’interno dei nostri limiti il bambino si sentirà libero di muoversi in piena autonomia.
Negli anni e dopo di molte conquiste sarà in grado di scoprire i propri limiti e di potersi muovere ancora più liberamente.

Un bambino che parte alla scoperta del mondo è un bambino sano, ricco di interessi.

Il compito dell’adulto è aiutarlo a incanalare le energie verso quello che lo appassiona e aiutare a farlo in sicurezza.

Creazione e distruzione

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Se nostro figlio si aggrappa al mobile buttando a terra tutti gli oggetti cosa possiamo fare?

Toglierli? No.
Stabiliamo delle regole, dei limiti e diamo alternative.

Il gioco delle costruzioni è un buon modo per imparare a creare e distruggere.
“Buttare a terra” l’oggetto ha una valenza importante per il processo di costruzione e distruzione.

Il processo di costruzione conduce all’affermazione di sé stesso, la distruzione e ricominciare invece lo porta a provare un estremo piacere personale.

L’idea di distruggere per ricostruire lo fa entrare in contatto con la propria
aggressività, trasformandola in esperienza positiva, impara quindi che quello che va in pezzi può essere ricostruito.

Questo importante concetto gli sarà molto utile per tutta la vita.