Il divorzio

I bambini sono destinati a soffrire sempre e comunque durante il divorzio dei genitori.

Studi condotti da Judith Wallerstein, una nota psicologa clinica americana, ha riscontrato che i bambini desiderano la ricostruzione della famiglia d’origine anche dopo molti anni dalla separazione tra i genitori.
Nel momento in cui i genitori si trovano a dover scegliere cosa ne sarà del futuro della propria famiglia, davanti a liti e problemi insormontabili, dovrebbero sempre riflettere su cosa succederà nel momento in cui la decisione di separazione viene presa e quali conseguenze avrà sull’intera famiglia.  

Certo, la soluzione di separarsi non è mai semplice da prendere, dobbiamo prima di tutto guardare alla qualità di vita della famiglia.

Situazioni in cui i bambini assistono a liti e urla continue in casa, non sono certamente un buon ambiente familiare.

Cosa succede alla coppia?

Le coppie litigano.

Succede di litigare con il proprio partner: non siamo tutti uguali, spesso essere in disaccordo su qualcosa ci permette di confrontarci e di crescere.

Le coppie, soprattutto se a stretto contatto tutto il giorno, hanno possibilità di testarsi più a lungo e di scontrarsi più spesso.

Fonti di litigio possono essere la gelosia, l’insoddisfazione, la non comprensione, la mancanza di fiducia, la monotonia.. insomma, sono tantissimi i fattori che entrano in gioco.

Cosa fare e NON fare durante una lite con il proprio partner?

  • Mantieni la calma
  • Prenditi qualche istante per ragionare su quello che sta accadendo e non arrivare a conclusioni affrettate
  • Ascolta il tuo partner
  • Non essere catastrofico
  • Non insultare, rispetta sempre la persona che hai davanti a te.
  • Alzare i toni non serve, chi ti sta ascoltando smetterà di farlo se urli
  • Non rinfacciare il passato… è passato.
  • Non andartene senza aver risolto la questione
  • Impara a perdonare
  • Cerca una soluzione che vada bene ad entrambi
  • Accetta che litigare è normale
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L’arrivo di un bambino può aiutare la coppia?

Sono molti i genitori che diventano tali solo per salvare un rapporto.

Un figlio, in questi casi, viene visto come riappacificatore tra due persone che vedono il loro rapporto lacerarsi giorno dopo giorno.
Certo, un figlio unisce due persone, stravolge la vita familiare, cambia i ritmi e la quotidianità, ma funziona sempre per rimettere in sesto una coppia?

La risposta è no.

L’arrivo del figlio unisce i genitori per qualche tempo ma, molto più spesso, l’arrivo di un bambino accentua le diversità tra i partner e quelle che prima erano solo avvisaglie, ora diventano un vero e proprio campo di battaglia.

L’educazione del figlio è al primo posto tra le liti in famiglia. Nel quadretto più comune troviamo: il padre permissivo e la madre più rigida.

Una linea educativa, quella di genitori sempre in scontro, che perde acqua da tutte le parti. La discontinuità nelle decisioni da prendere e la confusione del bambino che perde ogni stabilità emotiva e non solo.

Anche i soldi fanno la loro parte, avere un figlio ha un costo non indifferente e le famiglie si trovano con l’acqua alla gola o indebitate per poter dare ai loro figli una vita discreta.

Pensiamo ai beni di prima necessità: fare la spesa, l’igiene e la sicurezza: per due persone con stipendio medio-basso e uno o due figli da mantenere, diventa quasi impossibile arrivare a fine mese.

Aggiungiamo magari un mutuo o l’affitto e la vita diventa presto un incubo fatto di calcoli e rinunce.

Anche in questo caso la lite è dietro l’angolo, basta una spesa di troppo o un bisogno non compreso per far scattare la molla che porta allo scontro.

Questi sono solo pochi ma quotidiani esempi di liti che a lungo andare, se non risolti, potrebbero portare alla separazione.

Sii responsabile delle decisioni

Hai un obbligo principale, dopo aver preso la decisione di separarti: proteggere il tuo bambino.

Coinvolgere il bambino in contese infinite, ricatti e discussioni è il comportamento peggiore che puoi mettere in atto nei confronti del tuo bambino. E anche nei tuoi.
Non usare il tuo bambino come valvola di sfogo della tua rabbia, non farlo diventare una marionetta nelle tue mani e in quelle di, eventuali, avvocati.

Il bambino assimila il comportamento dell’adulto e, quello che con buona probabilità può succedere, è che nel futuro replicherà il comportamento che oggi i genitori mettono in atto.

Un bambino coinvolto nelle liti tra due divorziati lo porterà, con buona probabilità, ad essere un adulto pieno di collera, insicuro e aggressivo. Molto probabilmente saboterà le proprie relazioni, in quanto ha imparato che è la normalità che finiscano male.
Il tuo compito è evitare che questo accada.

Cosa prova il bambino?

Chiediti e chiedi sempre al tuo bambino cosa sta provando in questo passaggio delicato della sua vita.

Il senso di abbandono che provano i bambini durante una separazione lascerà segni indelebili per tutto il resto della sua vita.

Ogni volta che il genitore lascerà il suo bambino lui penserà:

“Tornerà da me? Sono cattivo? È colpa mia?”

Compito nostro, caro genitore, è aiutarlo a comprendere che l’abbandono e la separazione non sono uno standard e che lui non verrà abbandonato.

Spiegagli che sarai sempre al suo fianco.

Potrebbe presentare degli incubi notturni, parla con lui e cerca di capire se ha solo difficoltà a dormire o se è il risultato dell’elaborazione della separazione.

Il genitore che lascia la casa, tranne che in casi particolari, deve essere presente nella vita del bambino, è fondamentale che il padre e la madre svolgano il loro ruolo.

Il bambino si deve sentire amato e protetto, supportato e compreso da entrambi i genitori, indipendentemente dal luogo di abitazione.

È bene cercare di stabilire una quotidianità anche dopo la separazione, mantenendo dei ritmi di visita in orari e giorni stabiliti, è bene essere puntuali e precisi nel fare questo, altrimenti il bambino vive nuovamente la sensazione di essere messo da parte e di abbandono.

Dormire con il proprio bambino dopo un divorzio

Il bambino, in seguito a una separazione, potrebbe richiedere di dormire con il genitore.

Il genitore dal canto suo potrebbe aver bisogno di quella “coccola” in più e quindi decide di dormire con il proprio bambino.

Questo passo è altamente sconsigliato, il bambino ha bisogno di crescere in modo indipendente: non è legandosi in una codipendenza che starete meglio.

È giusto assicurarsi del benessere del proprio bambino ma non facciamo passi indietro, il suo sviluppo emotivo deve proseguire.

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Chi decide come riorganizzare la famiglia?

A stabilire l’andamento della famiglia è un giudice.

Se il bambino ha compiuto 12 anni potrebbe essere ascoltato dal giudice in sede di separazione.

Il giudice decide se applicare un affido condiviso o esclusivo.
L’affido condiviso è in teoria l’opzione migliore: il bambino viene collocato presso uno dei due genitori, solitamente la madre, e nelle giornate stabilite va dal padre per passare alcune giornate.

Esiste anche l’affido alternato: questo significa che il bambino vive una settimana con il padre e una con la madre.

Nell’affido esclusivo, il bambino viene affidato totalmente a uno dei due genitori.

Queste norme vengono applicate anche a genitori non sposati.

Il mantenimento dei figli viene stabilito dal giudice dopo aver visionato i redditi di entrambi i genitori e valutato quanto, di solito il padre, deve alla madre per mantenere il figlio.

Gli obblighi educativi verso il bambino sono invariati, entrambi sono genitori ed entrambi devono provvedere al sostentamento, benessere, educazione e salute psico-fisica del bambino.

Non è questa la sede in cui giudico le tue decisioni.

Non è questa la sede in cui ti dico che divorziare non va bene, quello che ti sto comunicando è che tuo figlio non c’entra nulla con la vostra separazione.

Gestite la separazione in modo civile, avete sempre un occhio di riguardo per il vostro bambino.

Ho pensato di prepararti una guida con dei suggerimenti utili da mettere in pratica subito per aiutare il tuo bambino ad essere più sereno.
Clicca qui sotto per scaricarli.