Mio figlio si annoia: cosa posso fare?

Mio figlio si annoia e io non so cosa posso fare per farlo stare “meglio”. Ma davvero è “meglio”?

Girovagare per casa senza fare niente, uscire senza avere una meta e trovarsi a fissare il soffitto pensando continuamente che non si ha nulla da fare. Queste sono le cose che si prova a fare in questi momenti. Ma ci sono differenze tra la noia per gli adulti e la noia per i bambini?

La noia per l’adulto

L’adulto teme la noia come se fosse un orco nero che divora il tempo e le energie.
Si riempie continuamente le giornate di attività per non fermarsi mai e non aver mai “nulla da fare”. O, molto più probabilmente, per non pensare.
La sera, prima di addormentarsi, pianifica la giornata successiva a regola d’arte, scandita da orari ferrei. Orari che potrebbero anche non importare poi.
La mattina inizia con una sveglia che suona più o meno presto e si farà di tutto per svolgere tutte le attività prestabilite.

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Perchè non ci fermiamo mai?
Non ci fermiamo per paura di tralasciare qualcosa: il lavoro, la casa, la famiglia. Ma c’è uno spauracchio ancora più grande che causa enorme disagio quando non si è abituati ad accoglierlo: il silenzio. Ogni volta possibile, meglio non fermarsi troppo a lungo e vivere un periodo, seppur breve, con le mani in mano.

Siamo spaventati da quel vuoto che sembra risucchiare le nostre energie, ci sentiamo inermi e svuotati a conclusione di quel tempo, lo trattiamo come un periodo da evitare, prevenire e superare con quanta più velocità possibile.

Perchè la noia è importante?


La noia ci aiuta a fermare il nostro corpo e la nostra mente dalla frenesia quotidiana.
Fermarsi significa pensare a noi stessi e permettere al nostro corpo di riposare e riflettere.
Molti affrontano questo periodo attraverso la meditazione: grazie a questa pratica la noia viene accantonata da un’interazione con il nostro sentire e percepire interiore.
Spesso ritrovarsi distesi sul letto a fissare il soffitto ci porta a riflettere su noi stessi e affrontare alcuni pensieri spiacevoli del nostro presente o passato o fare i conti con quello che ne sarà del nostro futuro.
Tutto questo, spesso, ci fa preoccupare e star male e così ci riempiamo le giornate per non doverci soffermare su questi passaggi della nostra vita.

Affrontare questi passaggi, però, è importante: ci schiarisce le idee e spesso si aprono nuovi scenari che nell’ansia della fretta e della distrazione non riusciamo ancora a vedere. Spesso dissipando con facilità quelle preoccupazioni da cui tendiamo a fuggire.

Ci tengo a dire una cosa: non c’è nulla di cui aver paura nella vostra mente e in quello che vuole mostrarvi.

Mio figlio si annoia

Luca: “Mamma mi annoio”
Mamma: “Andiamo al parco? Coloriamo? Prendi le costruzioni! “

Tipico del genitore è organizzare le attività dei propri figli per non lasciarli mai seduti a far nulla.

Mio figlio si annoia.
Bene!

La noia è un’emozione importante per lo sviluppo e la crescita del bambino e nessun genitore dovrebbe togliere questa grande opportunità di crescita al proprio figlio.

Attraverso la noia, il nostro bambino impara a fare introspezione.
L’introspezione lo aiuta a stare in silenzio e a pensare, riflettere, osservare.

La noia per i bambini è fondamentale non solo per fermarsi a riflettere ma anche per stimolare la creatività, la fantasia e l’immaginazione.
Fermare questo processo riempiendolo di attività organizzate dall’adulto significa bloccare un flusso che dovrebbe essere stimolato, soprattutto a quell’età.

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Lasciamo che il nostro bambino venga colto da questa emozione e che trovi delle soluzioni per poter affrontare quel momento.
Spesso dall’inattività si riesce a tirar fuori giochi divertenti realizzati con le poche cose che abbiamo a disposizione.
Impariamo a non dare tutto subito ai nostri bambini.

Ricordiamoci della nostra infanzia quando i pochi oggetti che avevamo in casa dovevano bastarci per costruire castelli e fortini.
I giochi migliori sono quelli che partono da mestoli e coperte.

Ci annoiavamo da piccoli?
Si!
Ma questo non ci impediva di trovare qualcosa da fare o dei piccoli amici immaginari con i quali dialogare.
Le nostre giornate le passavamo a trovare e reinventarci qualcosa da fare.

Se mio figlio si annoia ha la possibilità di sperimentare questa emozione.

Grazie alla sensazione di “vuoto” il bambino trova l’entusiasmo di cambiare il suo presente.
Compito nostro è aiutarlo ad affrontare nel migliore dei modi questo passaggio, anche attraverso la frustrazione e l’insoddisfazione.

Non sostituiamoci ai nostri bambini: non decidiamo noi cosa devono o non devono fare.

Troppe attività

Certo, lo sport, la musica, le amicizie, la scuola… sono tutte attività importanti, soprattutto in tenera età, aiutano la socializzazione, il rispetto delle regole e molto altro.
è bene fare tutte queste attività ma calendarizzare ogni singolo istante la vita dei nostri bambini non sempre è positivo.

Se da un lato possiamo godere di svariate attività e continue interazioni dall’altro la sovrastimolazione infantile, quindi l’eccesso di stimolazione di un bambino attraverso continue attività, porta a quella che viene chiamata “tolleranza”.

Cosa comporta questa tolleranza?

Il bambino si abitua nei mesi e negli anni ad essere stimolato continuamente ed eccessivamente, la sua risposta a questi stimoli è sempre elevata e il suo organismo si abitua a questo ritmo.

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Con il passare del tempo queste attività non gli basteranno più per soddisfare la propria quotidianità e di conseguenza si troverà a ricercare attività sempre più impegnative e senza dare mai tregua né alla mente né al corpo.

Inutile parlare delle conseguenze a cui può portare un corpo e una mente sempre in attività, i bambini che si trovano a vivere in queste condizioni vanno incontro a:

  • diminuzione di creatività
  • diminuzione di immaginazione
  • iperattività 
  • frustrazione
  • meno sensibilità agli stimoli
  • fatica a focalizzarsi su una sola cosa

Oggi, più che mai, c’è la necessità di uscire con i propri bambini all’aperto e lasciare che il contatto con la natura li renda liberi da attività preconfezionate.

Il mio consiglio è quindi quello di non occupare la quotidianità dei propri figli con sole attività strutturate, controllate e organizzate, il mio consiglio è di lasciare momenti liberi per poter creare da soli qualcosa da fare.

Qui sotto ho preparato una piccola guida con alcune regole per imparare ad annoiarsi.