Autostima: come migliorare l’autostima del mio bambino

Hai mai pensato all’autostima del tuo bambino? Un passo alla volta i bambini raggiungono i loro piccoli ma grandi traguardi.

C’è Mario che finalmente inizia a gattonare verso il suo giocattolo preferito.

Sofia che pur di arrivare prima dalla mamma fa un passo e poi l’altro.

Luca che cerca di restare in equilibrio in bicicletta seguendo il papà che lo incoraggia. Carlotta che saluta e affronta il suo primo giorno di scuola…

Grandi conquiste che fanno i conti con fallimenti, cadute, lacrime, disperazioni.

smiley-2979107_1920.jpg

Come in ogni cosa, quando affrontiamo un cambiamento, ci sono i due lati della medaglia:
la vittoria e la sconfitta.

Come possiamo noi genitori interagire al meglio con il nostro bambino per farlo sentire al sicuro ma libero?

Come posso come migliorare l’autostima del mio bambino?

Facciamo un passo indietro, cerchiamo di capire cosa si intende per autostima.

Autostima

In parole molte semplici, l’autostima è il giudizio che ho di me stesso.
L’autostima si costruisce giorno dopo giorno.

Nei bambini è molto importante, fin da piccolini infatti è importante aiutarli a migliorare l’autostima.
Come abbiamo detto all’inizio, i bambini affrontano sfide quotidiane, a noi adulti non sembra così perché consideriamo sfide e problemi altre cose di livello superiore.

Provate a pensare al vostro bambino che dalla nascita rimane immobile nella posizione in cui lo mettete.
Un giorno, dopo tanto sforzo e addominali, riesce a girarsi e con qualche tentativo anche a strisciare.
Questa nuova indipendenza è fondamentale!

Il nostro bambino è ora in grado di muoversi nello spazio come vuole.
Un grandissimo traguardo che non tarderà a mostrarvi con grandi sorrisi soddisfatti e risate.

Come incoraggiare il nostro bambino

assemblage-challenge-hobby-1586950.jpg

Proviamo a comprendere come incoraggiarlo attraverso un piccolo esempio.
Il nostro bambino sta giocando con un piccolo puzzle.
Ha tra le mani un pezzettino e non riesce a darsi pace, lo prova e lo riprova in tutte le versioni, ma non riesce a trovare il suo posto.
Prova fino ad arrendersi e appoggiare il pezzettino sul tavolo.

Compito del genitore è di sedersi accanto al bambino senza intervenire, ma invitandolo a riprovare.
Il bambino riprende il suo pezzettino, fa un tentativo, poi un’altro e infine riesce ad incastrarlo perfettamente al suo posto.

“Bravo! sei riuscito a fare tutto da solo!”

Con questa semplice frase, accompagnata da un bel sorriso, si riconosce al bambino la sua bravura sia nella risoluzione del problema che della sua totale autonomia nel farlo.

Se il genitore avesse aiutato il bambino, la sua soddisfazione sarebbe stata inferiore.

Per un genitore è molto difficile riuscire a mettersi da parte e lasciare che il bambino trovi la sua strada.
Spesso i genitori intervengono per paure che appartengono a loro e limitano i comportamenti e le scoperte dei propri figli.

La frustrazione, per il bambino, in seguito ad un fallimento può essere addirittura positiva, se non in dosi eccessive, sprona il bambino a riprovare e fare sempre meglio.

Anche compiere troppe pressioni è controproducente, essere opprimenti attraverso incoraggiamenti esagerati rischia di spegnere gli stimoli del bambino verso una positiva riuscita.

Perché il troppo stroppia

Come già detto, l’eccesso di lusinghe, incoraggiamenti, rimproveri diventa controproducente per la coltivazione dell’autostima.

Essere troppo opprimenti porta il bambino a subire delle pressioni e trasforma quelli che dovrebbero essere incoraggiamenti in veri e propri traguardi impossibili da raggiungere.

Criticare in modo eccessivo può portare il bambino a rinunciare ai propri obiettivi.

Incoraggiare il bambino a risolvere il problema in modo positivo significa:

  • non risolvere il problema al suo posto
  • non forzarlo
  • non criticarlo
  • lasciare che fallisca
  • lodare la riuscita

Lasciare che sbagli e poi ritenti è la giusta modalità, imparerà che esistono fallimenti ma che si può rimediare in altri modi.

lion-3012515_1920.jpg

Se lo renderete libero di sperimentare, nei limiti della sicurezza, imparerà molte più cose.

L’autostima e la società

L’autostima è fortemente legata alla società e a quello che ci circonda.

Le interazioni, le amicizie che abbiamo e i risultati che otteniamo rafforzano o indeboliscono la nostra autostima.

Possiamo quindi definire che l’autostima è legata a questi ambiti:

  • sociale: come stiamo in mezzo alle persone, come ci sentiamo e se ci sentiamo accettati
  • scolastico: il nostro rendimento e i risultati che otteniamo
  • familiare: come ci considerano i membri della nostra famiglia e il rapporto con loro
  • corporeo: come ci sentiamo con il nostro corpo

Bassa autostima

Le caratteristiche di un bambino con bassa autostima:

  • Svalutazione: i bambini si considerano perdenti, fallimentari e negativi.

Non vogliono mettersi in gioco e evitano di mettersi al centro dell’attenzione

  • Paura dell’esclusione: non si sentono all’altezza e quindi temono il rifiuto da parte dei coetanei
  • Atteggiamenti provocatori o aggressivi: per essere riconosciuto nel gruppo attua questi comportamenti, anche se negativi
  • Chiusura in se stessi

Aumentare l’autostima

Vediamo insieme alcuni esempi di interazione suddivisi per età del bambino

Fino ai 6 mesi

I bambini a quest’età si sa, non compiono grandi gesti ma anche nei piccoli gesti quotidiani possiamo rafforzare i loro comportamenti.

Guardiamo sempre il nostro bambino negli occhi quando interagiamo con lui.
Cerchiamo di confermare e contraccambiare i suoi sorrisi e i suoi vocalizzi, possiamo definirli come primi approcci alla comunicazione, un po’ come delle prime parole  ancora incomprensibili.
Non pretendiamo da lui un’interazione eccessiva e fuori dalla sua portata.

Dai 6 a 8 mesi

Giochiamo insieme al gioco del Cucù , iniziamo noi il gioco mostrando come si fa ma poi lasciamo la libertà di condurre a lui.

A tavola lasciamo che provi a prendere dei pezzettini di briciole in autonomia, lasciamogli un cucchiaio in mano così da prenderne confidenza attraverso il gioco.

Restiamo sempre in sua presenza quando mangia per evitare il soffocamento da cibi solidi 

Da 8 a 12 mesi

Lascia che mangi con le mani i cibi solidi, lascialo sperimentare, anche quando butta tutto a terra e sembra sfidarti.
Imparerà presto che il cibo caduto non sarà più disponibile per essere mangiato da lui.

Da 1 a 2 anni

Lascialo giocare e interagire con i suoi coetanei, portalo in posti frequentati da bambini.

Comunicagli prima di andare dove state andando e chi incontrerà.

youth-640094_1920.jpg

Non lasciarlo da solo fino a quando non lo vedrai abbastanza sicuro e tranquillo.Lascialo giocare liberamente senza intervenire, se vedi che non è pronto per giocare da solo con i suoi amici, resta al suo fianco lasciando gestire a lui quel momento.
Non spronarlo eccessivamente ad andare da loro.

Lascia che siano i bambini ad accoglierlo e a scegliere cosa fare insieme a lui.

Da 3 a 5 anni

Incoraggialo a giocare con bambini sia più grandi che coetanei, se si trova in un conflitto con un altro bambino osserva senza intervenire, dagli la possibilità di risolvere il problema da solo.
Dagli la possibilità di vedere spesso i suoi amici più stretti in modo da creare dei legami molto forti.

L’amicizia gioca un ruolo fondamentale, lo fa sentire accettato, rispettato, amato, forte e compreso, tutto questo rafforza molto la sua autostima.

Nella guida, scaricabile gratuitamente qui sotto, ho riportato alcune cose da non fare assolutamente con il proprio bambino per evitare che in lui ci sia una bassa autostima.