Meglio il ciuccio o il dito in bocca?

In questo articolo andremo ad osservare le motivazioni che spingono il bambino a succhiare il pollice o il ciuccio e quale differenza c’è tra uno e l’altro.

Osserveremo i pro e i contro legati anche alla formazione del palato e dei denti.

Cominciamo.

Quando inizia il processo di suzione?

Il principio di suzione è già in atto ancora prima di nascere.

Il feto sa già succhiarsi il pollice, non è così inusuale che durante la gestazione il feto introduca il pollice nella propria bocca e si rilassi.

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I bambini possiedono dei riflessi neonatali in risposta agli stimoli e ai cambiamenti nell’ambiente che li circonda.

Tra questi riflessi ce n’è uno chiamato riflesso Babkin, o di suzione.
In questo riflesso, il bambino in un momento di agitazione o di confusione cerca di calmarsi in qualche modo e la suzione serve proprio a questo: autoconsolarsi, calmarsi e controllarsi.

Questo comportamento sembra innato nei bambini e viene messo in pratica senza la necessità che qualcuno glielo insegni.

La suzione serve, in quella fase precisa di vita, per alimentarsi oltre che per consolarsi: attraverso la suzione si stimola la produzione di latte nella madre.

Suzione e consolazione

Il processo di suzione stimola nel bambino la produzione di serotonina.

La serotonina è molto importante: viene definita l’ormone che rende felici. Ci sono molti modi per stimolarla, ad esempio uscire con in bambini all’aperto e fare lunghe passeggiate al sole ne aiuta la produzione.

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La suzione, come dicevamo, stimola la produzione di serotonina che aiuta il bambino a calmarsi, rilassarsi e regolarizzare il proprio sonno.

Secondo la SIDO, la Società Italiana Ortodonzia, utilizzare il ciuccio nei primi periodi di vita stimola l’attività neuromuscolare, aiuta a mantenere sempre in movimento i muscoli del viso e della lingua che si rafforzano sempre di più per prepararsi alla fase successiva: la masticazione.

Sono molti i pediatri che consigliano l’uso del ciuccio in quanto sembrerebbe diminuire i casi di SIDS (Sudden Infant Death Syndrome) la morte improvvisa dei bambini sotto l’anno.

I ciucci non sono tutti uguali

I ciucci hanno forme e dimensioni diverse a seconda del mese di vita del bambino, questo serve per evitare una pressione eccessiva sul palato del nostro bambino e una conseguente formazione errata del palato stesso o dei denti.

Il ciuccio resta per un lungo periodo nella bocca del bambino e per questo è bene non prendere la pessima abitudine di intingerlo nel miele o nello zucchero prima di consegnarlo al bambino.

Oltre che instillare questa abitudine, della quale difficilmente vi libererete, favorite la formazione di carie e batteri all’interno della bocca.

Anche se il bambino non ha ancora i dentini, le sostanze dolci iniziano a lavorare e venir assorbite all’interno della bocca e delle gengive e si corre il rischio di veder spuntare dei denti già rovinati in partenza.

Sterilizzazione ciucci

Il ciuccio va sterilizzato abbastanza frequentemente, soprattutto nei primi 3 mesi di vita: le difese immunitarie sono molto basse e bisogna sterilizzare il ciuccio ogni volta che cade o viene appoggiato su una superficie non pulita.

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In linea di massima sterilizzarlo due volte al giorno, in una situazione di pulizia del luogo frequentato, può essere sufficiente.

Ci sono vari modi di sterilizzare un ciuccio: esistono gli sterilizzatori, dispositivi che servono solo per la sterilizzazione o in alternativa si può portare ad ebollizione dell’acqua e lasciare il ciuccio in ammollo per almeno 5 minuti.

Nel caso in cui non sia possibile sterilizzare con cura va bene anche risciacquare sotto acqua corrente.

Il ciuccio va cambiato ogni volta che ci sia un’usura, una rottura o comunque abitualmente.

Se si dovesse rompere, i pezzi potrebbero staccarsi ed essere ingeriti dal bambino.

Cosa consiglia il Ministero della Salute?

Il Ministero della Salute consiglia l’uso del ciuccio o del dito in concomitanza con l’inizio dell’allattamento.

Sconsiglia di prolungare oltre i 3 anni l’uso del ciuccio per evitare di andar incontro a problemi di dentizione.

E il dito in bocca?

Il dito in bocca è un’alternativa adottata dai bambini nel momento in cui hanno la necessità di consolarsi, ma non sono in possesso del ciuccio.

Il dito in questo caso è una valida risorsa sempre a portata di mano.

Se infatti il ciuccio può andare perso o dimenticato, il dito è sempre a disposizione.

Molti genitori credono di far più fatica a togliere l’abitudine del dito in bocca piuttosto che buttare un ciuccio.

Un problema che sicuramente non possiamo ignorare è la pressione che viene esercitata dal dito sul palato, questo potrebbe portare una formazione non ottimale dell’arcata palatale.
Per evitare questo è bene evitare di lasciare questa abitudine a lungo.

Avete mai visto un adulto con il dito in bocca?

Io no e credo anche voi.

Questo perché ad un certo punto, in modo del tutto naturale, l’abitudine viene sempre più abbandonata fino ad eliminarla totalmente.

Ci sono bambini che preferiscono il dito al ciuccio e viceversa, il mio consiglio è di proporre il ciuccio senza obbligarlo a fare quello che vogliamo noi.

Nel caso in cui la scelta sia il dito, la pulizia resta comunque di fondamentale importanza.

I bambini toccano tutto per curiosità e si trovano spesso a mettere mani in posti igienicamente poco puliti.

Avere sempre a disposizione un pò di acqua, salviettine e la possibilità di lavar le mani è d’obbligo in questo caso.

Altri metodi di consolazione

Associato al ciuccio o al dito in bocca spesso c’è un pupazzetto, un pezzo di stoffa con l’odore di mamma o un giochino.

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Questo perché lo fa sentire sempre legato alla sua famiglia, ai suoi affetti e lo fa sentire protetto anche quando si allontana da casa.

Rientra nella categoria degli amici immaginari, si tratta di un amico visibile o meno, di pezza o di fantasia che lo accompagna durante la sua crescita.

Nella guida scaricabile qui sotto ho inserito delle modalità per togliere l’abitudine del ciuccio o del dito in bocca per il tuo bambino.