Svezzamento: quando e come farlo nella maniera migliore

In questo articolo parliamo di un periodo molto critico per noi e il nostro bambino: lo svezzamento.

C’è un po’ di confusione tra le parole: svezzamento, divezzamento, autosvezzamento, svezzamento anticipato a 4 mesi.

Possiamo definire svezzamento e divezzamento la stessa cosa.

Con queste due parole si indica il passaggio da un’alimentazione unicamente a base di latte a un’alimentazione fatta in parte da latte e in parte da altri alimenti.

L’autosvezzamento invece consiste nell’offrire al proprio bambino un cibo sano e vario, sarà poi in grado lui a gestire la quantità e la qualità del cibo che desidera ingerire.

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L’OMS

Ricordiamo che l’OMS è l’Organizzazione Mondiale della Sanità e gioca un ruolo fondamentale per la tutela e la salvaguardia della salute di tutte le nazioni.

Nel caso specifico dello svezzamento del neonato, riporta l’importanza fondamentale di rimandare lo svezzamento DOPO il sesto mese di vita.

Fino al sesto mese, infatti, il latte materno soddisferebbe a pieno le necessità del bambino. Successivamente al sesto mese, sempre l’Oms, ritiene che il latte non sia più sufficiente e bisogna quindi integrare gradualmente tutti gli altri alimenti.

Introdurre i cibi solidi prima della 17°settimana, quindi dei 4 mesi, è pericolosissimo, il neonato infatti non è ancora in grado di deglutire cibi solidi, nemmeno tritati.
Ricordiamo di fare sempre un corso di disostruzione pediatrica per sapere come intervenire in caso di soffocamento.

A sei mesi il bambino ha raggiunto una maturità intestinale e lo sviluppo neurologico, dopo il primo periodo di vita infatti il bambino sviluppa delle capacità di prensione e avvicinamento alla bocca, inoltre avrà imparato a masticare e deglutire.

Cosa mangiare?

Non è esiste un menù vero e proprio per il nostro bambino, è importante scegliere insieme al proprio pediatra un programma da seguire.

Inutile forzare il bambino a mangiare, inizialmente sarà incuriosito da quello che si trova davanti, ma potrebbe rifiutarne la consistenza e il gusto.

Passiamo gradualmente a dei pasti semi liquidi e via via sempre più solidi.

Si preferisce iniziare con delle merende alla frutta frullata o grattugiata, far assaggiare un frutto alla volta.

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I cibi solidi hanno un tempo differente di digestione ed è bene non avere fretta.

Esempio di prime pappe a pranzo:

Brodo vegetale 150-180 ml con patate e carote poi successivamente le zucchine.

2-3 cucchiai di mais, riso, tapioca e successivamente semolino e pastina

mezzo omogeneizzato o carne bianca

1 cucchiaino di olio extravergine di oliva

1 cucchiaino di parmigiano

Questo è solo un esempio e il mio consiglio è SEMPRE quello di consultare un pediatra per avere un apporto calorico equilibrato e ottimale.

Importantissimo evitare l’utilizzo del sale entro il primo anno di vita e limitare gli zuccheri.

Mai introdurre il latte vaccino prima dell’anno.

La cena invece verrà integrata con verdure a foglia larga, legumi, cereali, latticini e un uovo a settimana.

Quanto al pesce è bene iniziare con nasello e merluzzo per poi integrare con sogliola, spigola e orata.

Nel link in fondo alla pagina troverai un esempio su come preparare la cena (che ripeto è solo un’idea generale e NON SOSTITUISCE i consigli di nutrizionisti e pediatri).

Autosvezzamento

Come abbiamo già detto, l’autosvezzamento è una modalità di svezzare i bambini nella più totale autonomia.

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Questo significa proporre al piccolo una varietà di cibo e una quantità tale da poter poi essere scelta dal bambino stesso.

Sono state fatte numerose ricerche a riguardo e il risultato è sorprendente: i bambini sviluppano i propri gusti personali senza escludere gli alimenti meno appetibili.

È importante che il bambino – nel caso in cui si voglia introdurre i cibi attraverso l’autosvezzamento – sia sempre presente al tavolo, fin da quando è in grado di stare seduto sul seggiolone e non introdurre mai gli alimenti solidi prima dei sei mesi.

Far assaggiare al bambino tutto quello che desidera mangiare: solitamente mostra interesse allungando la mano in direzione dell’alimento.
Se il bambino non effettua alcuna richiesta non bisogna insistere nelle proposte.

Sempre nel caso dell’autosvezzamento è importante che il latte materno venga dato al bambino fino a quando madre e figlio siano d’accordo nel farlo.

Anche in questo caso è bene parlarne prima con il pediatra.

Mai prendere iniziative in autonomia.

Una volta iniziato lo svezzamento è importante lasciar manipolare al bambino il cibo in modo tale che possa prendere confidenza con le consistenze e poter conoscere da vicino gli alimenti.

Solitamente in questa fase il bambino inizia a giocare con il cibo: non preoccupiamoci troppo e lasciamogli scoprire di cosa sono fatti gli alimenti.

Svezzamento anticipato a 4 mesi

Molti genitori si chiedono se iniziare lo svezzamento prima dei 6 mesi sia utile ai propri bambini e a se stessi.

L’Oms non prevede di iniziare prima dei sei mesi anche se ci sono alcuni pediatri che, in casi eccezionali di reflusso o problemi di vario genere, lo consigliano spesso risolvendo il problema.

Anticipare troppo lo svezzamento può essere pericoloso e controproducente.

Un consulto pediatrico è sicuramente la scelta migliore.

Dopo l’anno

Dopo l’anno il bambino può mangiare quello che mangiano gli altri componenti della famiglia.

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È importante mantenere un apporto calorico equilibrato e un’alimentazione sana e regolare.

I bocconi di cibo saranno sempre più consistenti, mai lasciar mangiare il bambino da solo.

Qui sotto trovi la guida con un esempio di prime alimentazioni, questo è solo un piccolo esempio: chiedi al tuo pediatra per sapere quella più adatta al tuo bambino. Nel frattempo, per farti un’idea generale, scaricala gratuitamente qui sotto.