Mio figlio è arrabbiato

Mio figlio è arrabbiato e io non so cosa fare! Quante volte è capitato? Nell’articolo di oggi vediamo come gestire al meglio questa situazione critica.

Per rabbia si intende quell’emozione primordiale insita dentro di noi.
La rabbia nasce in risposta a una
frustrazione o costrizione, sia fisica che psicologica e in seguito a una successione di situazioni ben particolari.

Nell’arco della sua vita, l’essere umano impara a gestire la rabbia, a incanalarla anche se non sempre è un’operazione semplice da mettere in atto.

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Il bambino è in grado di arrabbiarsi e vivere dei veri e propri attacchi d’ira.

Durante questi periodi spesso ci si chiede come poter intervenire al meglio, come gestire il bambino:

  • calmarlo o lasciarlo sfogare?
  • parlarne o ignorarlo?
  • stargli accanto o lasciargli spazio?

La rabbia è un’emozione normale da provare fin da piccolissimi e questo succede per fame, per richiesta di attenzione, perché si vuole un gioco piuttosto che un’altro …

Più si cresce e più le motivazioni cambiano e si diversificano:

nel caso di fratelli ad esempio un motivo potrebbero essere i litigi tra fratelli e sorelle oppure una rabbia dovuta a un divorzio tra mamma e papà

Compito dell’adulto è quello di aiutare il bambino a canalizzare e comprendere la rabbia e tutte le altre emozioni.

Cosa sta provando un bambino arrabbiato?

Se il bambino è in grado di parlare, la prima cosa da fare è chiedergli cosa sta succedendo.

Imparare ad ascoltare quello che il nostro bambino ci vuole dire e fare delle domande aperte per ascoltare pienamente le sue risposte.

Se il bambino non parla ancora bisogna osservare il suo comportamento, escludere le cose principali come la fame e la stanchezza, cercare di capire se indica qualcosa che desidera o se gli è caduto qualcosa a terra, può essere frustrazione dovuta al fatto che non sappia cosa fare e si annoi.

Insomma, in quel momento ben preciso il nostro bambino ci sta dicendo che qualcosa, in quello che sta succedendo, non rispecchia le sue aspettative.

A questo punto il nostro bambino inizia una serie di comportamenti che noi adulti leggiamo come attacchi d’ira:

  • Urla
  • pianti
  • calci
  • pugni
  • distruzione di oggetti

Cosa devo fare quando mio figlio è arrabbiato?

Come abbiamo già detto, mettere al primo posto il dialogo.

Un dialogo fatto di comprensione, poche parole ma molto chiare e facilmente comprensibili, cercando di utilizzare un tono di voce molto tranquillo e basso.

Posizioniamoci alla sua altezza in modo tale che ci possiamo guardare negli occhi senza sforzi.

Studiamo il comportamento del bambino e se è disponibile al contatto allora possiamo abbracciarlo e confortarlo se invece necessita di non essere toccato allora lasciamogli spazio restando sempre lì accanto a lui o comunque nella stessa stanza.

Restare a sua disposizione è importante, in questo modo sa di poter sempre contare su di voi e sul vostro amore.

Se il bambino è piccolo e molto agitato potresti provare a mettere della musica rilassante e cullarlo un pochino, se invece è abbastanza grande potresti distrarlo con dei giochi.

Ricordiamoci di non sminuire il suo sentimento, non deriderlo ma siamo sempre accoglienti e amorevoli nell’interazione.

Il nostro bambino non deve considerare il sentimento di rabbia come un’emozione da non provare ma da comprendere, accettare e incanalare senza portarla all’eccesso.

Un buon modo per calmarlo potrebbe essere anche quello di fargli un massaggio rilassante.

Barattoli della calma

Quali soluzioni posso trovare quando mio figlio è arrabbiato? Eccone un paio.

Il barattolo della calma, di origine Montessoriana, serve appunto a calmarsi, a focalizzarsi su una cosa ben precisa che rilassa.
All’interno del barattolo ci sono dei brillantini che si muovono in modo armonioso nell’acqua e questo dà un senso di tranquillità e pace.

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Durante l’uso del barattolo si può chiedere al bambino di fare respiri profondi e di raccontare la propria giornate, si può chiedere come si sente.

Un pò come per l’adulto esiste la meditazione per riportare allo stato presente, per il bambino ha la stessa funzione il barattolo della calma.

Nel link in fondo alla pagina trovi come costruirne uno, scarica le indicazioni gratuitamente.

La scatola della rabbia

La scatola della rabbia invece ha la caratteristica di far sfogare il bambino.

Viene costruita insieme al bambino spiegandogli l’utilizzo che se ne farà.

Una comune scatola delle scarpe ricoperta di carta da regalo color rossa e magari un disegno di un volto arrabbiato fuori.

Ci sono due varianti per il suo utilizzo:

  1. Nella prima variante la scatola viene usata per “imprigionare la rabbia”, il bambino arrabbiato soffia o urla al suo interno tutta la sua rabbia e poi si chiude bene la scatola per evitare che la rabbia esca fuori e in quel momento il bambino che non è più arrabbiato è più disponibile al dialogo.
  2. Nella seconda versione il bambino arrabbiato disegna la sua rabbia e la infila nella scatola “liberandosene” oppure mette al suo interno l’oggetto simbolo che in quel momento l’ha fatto arrabbiare.

È importante specificare l’utilizzo della scatola e costruirla insieme al bambino in modo tale da sentire di aver costruito una cosa in prima persona che lo aiuterà nel momento di difficoltà.

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Lascia la scatola a disposizione permette al bambino di poterne usufruire in totale indipendenza.

Cos’è il contenimento

Come posso intervenire quando mio figlio è arrabbiato?

Il contenimento è una pratica, chiamata anche holding, che viene messa in atto nel momento in cui il bambino perde il controllo, ha un momento di estrema agitazione e rischia di farsi del male o fare del male a qualcuno.

Si tratta appunto di contenere, attraverso un abbraccio, il bambino.

Si passa in questo modo dal contenimento fisico al contenimento emotivo.

Un abbraccio non stretto, ma sicuramente molto fermo.

Questa pratica permette al bambino di sfogare la sua rabbia e tranquillizzarsi senza farsi male.

Non tutti i bambini accettano il contatto fisico e quindi è bene studiare una modalità che sia accettata dal proprio bambino.

Durante questa pratica bisogna guardare il bambino negli occhi e mantenere sempre il contatto, parlare a bassa voce, con dolcezza e fermezza.

Nella guida qui sotto trovi delle indicazioni su come costruire un barattolo della calma, scaricala gratuitamente e noi ci sentiamo alla prossima!