L’aborto interno, noto anche come aborto spontaneo senza sintomi, è una delle esperienze più dolorose che una coppia in attesa possa affrontare.
A differenza dell’aborto spontaneo classico, l’aborto interno spesso passa inosservato fino a un controllo medico di routine.
Esaminiamo più da vicino questo evento traumatico, le sue cause, i sintomi e l’impatto che ha sulle future gravidanze.
Cos’è l’aborto interno?
L’aborto interno si verifica quando il feto cessa di svilupparsi e muore all’interno dell’utero, ma non viene espulso naturalmente dal corpo della madre.
La particolarità di questa situazione è che la placenta continua a produrre ormoni, mantenendo l’illusione di una gravidanza in corso.
Questo può ritardare la scoperta della perdita, che spesso avviene solo durante un controllo medico di routine, quando il medico non riesce a rilevare l’attività cardiaca fetale durante l’ecografia.
Aborto interno sintomi e rilevamento
Una delle caratteristiche più insidiose dell’aborto interno è la sua natura asintomatica.
A differenza dell’aborto spontaneo comune, che è spesso accompagnato da sanguinamento e forti crampi, l’aborto interno può procedere senza segnali evidenti.
I sintomi, quando presenti, possono essere molto lievi e facilmente fraintesi:
- Leggero spotting
- Perdite vaginali
- Lievi dolori nella parte bassa dell’addome
Questi sintomi sono così comuni durante la gravidanza che spesso non destano preoccupazione.
È questa mancanza di segnali chiari che rende l’aborto interno particolarmente difficile da rilevare senza un’ecografia.

Tempistiche e rischi
Il rischio di aborto interno è più alto durante il primo trimestre di gravidanza.
Questo è uno dei motivi principali per cui molte coppie scelgono di aspettare fino al termine del primo trimestre prima di annunciare la gravidanza. Tuttavia, in casi eccezionali, un aborto interno può verificarsi anche all’inizio del secondo trimestre.
Quali sono le cause
Le cause esatte non sono sempre chiare, ma la ricerca medica ha identificato alcune possibili ragioni:
- Anomalie cromosomiche: la causa più comune è la presenza di un numero errato di cromosomi nell’embrione.
- Infezioni gravi: raramente, infezioni virali o batteriche severe possono causare l’interruzione dello sviluppo fetale.
- Problemi di coagulazione del sangue: disturbi nella coagulazione possono interferire con il corretto sviluppo placentare.
- Disturbi del sistema immunitario: alcune condizioni autoimmuni possono aumentare il rischio di aborto interno.
- Squilibri ormonali: problemi alla tiroide o altri disturbi ormonali possono influenzare negativamente la gravidanza.
È importante notare che molte di queste cause “nascoste” vengono spesso scoperte solo dopo che una coppia ha sperimentato un aborto interno e si rivolge a uno specialista in medicina riproduttiva per indagini approfondite.
Gestione medica post aborto silente
Una volta diagnosticato, i medici generalmente consigliano una delle seguenti opzioni:
- Raschiamento dell’utero: questa è una procedura chirurgica di routine, solitamente eseguita in regime ambulatoriale e sotto anestesia totale. Il raschiamento rimuove il tessuto fetale e placentare dall’utero.
- Espulsione spontanea: in alcuni casi, il corpo della donna può espellere naturalmente il materiale abortivo senza intervento medico.
- Trattamento farmacologico: possono essere somministrati farmaci per stimolare l’espulsione del materiale abortivo.
Indipendentemente dal metodo scelto, è fondamentale seguire un regime post-procedura simile a quello del post-parto. Questo include:
- Mantenere una rigorosa igiene personale
- Riposare adeguatamente
- Limitare l’attività sessuale
- Evitare luoghi a rischio di infezione (come piscine pubbliche, saune e bagni) per almeno 6 settimane
Impatto psicologico e supporto emotivo
L’aborto interno può essere un’esperienza emotivamente devastante per una coppia. Il passaggio dall’eccitazione e dall’anticipazione di un bambino alla tristezza e alla paura può essere traumatico. È comune sperimentare una vasta gamma di emozioni, tra cui:
- Dolore e lutto per la perdita
- Ansia riguardo a future gravidanze
- Senso di colpa o inadeguatezza
- Depressione
È fondamentale che la donna riceva un adeguato supporto emotivo dal partner, dalla famiglia e dall’ambiente circostante.
Dare spazio per esprimere le emozioni, offrire aiuto pratico e garantire opportunità di riposo sono modi importanti per sostenere una donna che ha subito un aborto interno.
Gravidanze future sono possibili?
Molte coppie si preoccupano che un aborto interno possa influenzare negativamente le loro possibilità di avere una gravidanza sana in futuro.
Tuttavia, i medici generalmente rassicurano che uno o due aborti interni non aumentano necessariamente il rischio di ulteriori complicazioni.
Dal punto di vista fisico, una donna può tecnicamente rimanere incinta dopo il primo ciclo mestruale successivo al raschiamento.
Tuttavia, i medici solitamente raccomandano di aspettare almeno due o tre mesi prima di tentare una nuova gravidanza. Questo periodo permette al corpo di recuperare completamente e alla psiche di elaborare l’esperienza.
Aborto interno dopo trattamenti di fecondazione assistita
È importante notare che anche le gravidanze ottenute attraverso trattamenti di fecondazione assistita non sono immuni dal rischio di questa evenienza.
Questa situazione può essere particolarmente difficile da affrontare per le coppie che hanno già attraversato un percorso complesso per concepire.
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Fonti
Ajmal M, Sunder M, Akinbinu R. Abortion. [Aggiornato 2023 Lug 10]. In: StatPearls [Internet]. Treasure Island (FL): StatPearls Publishing; 2024 Gen-. Disponibile qui: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/books/NBK518961/
