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Acidi biliari alti in gravidanza: come intervenire?

di Severino Cirillo, Gennaio 17, 2024

La gestazione è un viaggio straordinario, ma che comporta anche cambiamenti e sfide, tra cui la possibilità di avere acidi biliari alti in gravidanza. Vediamo insieme cosa comportano e se è possibile intervenire per migliorare la situazione.

Come abbassare gli acidi biliari in gravidanza?

Gli acidi biliari sono fondamentali per la digestione, ma quando i loro livelli si alzano eccessivamente possono causare problemi. Ma come si possono abbassare?

  • Modifiche allo stile di vita: il primo passo è concentrarsi su uno stile di vita sano che includa attività fisica moderata, come camminate o yoga prenatale, sempre dietro consiglio del medico. Questo aiuta a migliorare la funzione epatica e a ridurre i livelli degli acidi.
  • Alimentazione bilanciata: una dieta equilibrata, ricca di fibre e povera di grassi saturi, può aiutare a regolare i livelli di acidi biliari. Includere abbondanti verdure, frutta e cereali integrali è una buona pratica.

Ormai c’è un’abbondantissima letteratura scientifica che privilegia diete vegetariane e vegane per un migliore stato di salute, il nostro consiglio è consultare un nutrizionista e capire qual è la dieta migliore per te in questo momento delicato.

Cosa comporta avere gli acidi biliari alti in gravidanza?

Avere acidi biliari alti in gravidanza può essere segno di colestasi gravidica, una condizione che interferisce con il normale flusso della bile. Questo può portare ai sintomi di cui parleremo tra poco e ad alcuni rischi anche gravi come parto prematuro e stress fetale. In casi in cui la condizione non è sotto controllo, si può anche valutare l’induzione del parto.

Cosa fare in caso di colestasi gravidica?

La colestasi gravidica, conosciuta anche come colestasi intraepatica della gravidanza, è una condizione che si manifesta durante la gravidanza e si caratterizza appunto per un aumento dei livelli di acidi biliari nel sangue. Questo fenomeno può comportare diversi sintomi, il più comune dei quali è un prurito diffuso, che può presentarsi anche senza altri segni evidenti. Tuttavia, il disturbo può essere accompagnato da altri sintomi, quali urine scure (ipercromiche), ittero (colorazione giallastra della pelle e delle sclere degli occhi), e steatorrea, che consiste nell’emissione di feci grasse e maleodoranti a causa dell’incapacità dell’organismo di digerire i grassi correttamente.

La colestasi gravidica è associata a disfunzioni del fegato che possono essere identificate attraverso l’alterazione di specifici parametri della funzionalità epatica. Esami del sangue possono rivelare anomalie nei livelli di enzimi epatici come le transaminasi, la fosfatasi alcalina e la bilirubina. Tali alterazioni riflettono il ridotto flusso biliare e il conseguente accumulo di sostanze che normalmente vengono eliminate con la bile.

Nonostante la colestasi gravidica si risolva tipicamente dopo il parto, essa richiede comunque attenzione medica, poiché come abbiamo detto, può comportare rischi per la salute del feto, inclusi parto prematuro e stress fetale. Inoltre, è importante monitorare e gestire i livelli di acidi biliari per minimizzare i disagi materni e ridurre i rischi perinatali. Il trattamento può includere l’uso di farmaci per ridurre i livelli di acidi biliari nel sangue, oltre a interventi sulla dieta e il supporto con vitamine liposolubili (A, D, E e K), che possono essere carenti a causa dell’inadeguato assorbimento di grassi.

Quando compare la colestasi gravidica?

In presenza di sintomi sospetti o conferma diagnostica, è essenziale un attento monitoraggio da parte di un team medico specializzato, per garantire la salute e il benessere sia della madre che del bambino.

La colestasi gravidica si verifica più frequentemente nel secondo o terzo trimestre, quando i livelli ormonali sono più elevati e possono influenzare la funzione epatica.

Cosa mangiare e NON mangiare con acidi biliari alti?

Se si hanno acidi biliari alti, è importante evitare cibi che possano aggravare il problema.

  • Evitare grassi e fritti: Gli alimenti ricchi di grassi, soprattutto saturi, possono peggiorare i sintomi. È meglio limitare il consumo di fritti, prodotti da forno industriali e cibi elaborati.
  • Alcool e caffeina: Anche se in gravidanza l’alcol è vietato, è bene ribadire che può incidere negativamente sulla salute del fegato. Anche la caffeina andrebbe limitata.

Per favorire la salute delle vie biliari, un’alimentazione sana e bilanciata è essenziale.

Cibi come carciofi, barbabietole e verdure a foglia verde hanno proprietà che supportano la funzione epatica e biliare. L’uso di erbe e spezie come il curcuma può anche essere benefico.

Mantenere un’adeguata idratazione è fondamentale e l’acqua è il miglior alleato per purificare l’organismo. Le fibre, presenti in frutta, verdura e cereali integrali, aiutano il transito intestinale e quindi la funzione biliare.

Noi siamo con te.

In conclusione, se si riscontrano acidi biliari alti in gravidanza, è importante agire con consapevolezza e sotto la guida del proprio medico. Noi di Genitore Informato siamo al vostro fianco con guide, corsi e consulenze personalizzate per aiutarvi in questo delicato percorso. Prendersi cura della propria salute significa proteggere anche il piccolo che sta crescendo dentro di voi.

Fonti

Jurk SM, Kremer AE, Schleussner E. Intrahepatic Cholestasis of Pregnancy. Geburtshilfe Frauenheilkd. 2021 Aug;81(8):940-947. doi: 10.1055/a-1522-5178. Epub 2021 Aug 9. PMID: 34393257; PMCID: PMC8354350.

Dott.ssa Claudia Denti

Esperta di Educazione, Sonno e Gestione del bambino. Laureata in Scienze dell'Educazione e Formazione, si occupa di aiutare i genitori a crescere bambini sani e felici secondo principi validati dalla comunità scientifica. Fondatrice di Genitore Informato e ideatrice del metodo Sonno Felice - certificata Sonno Sicuro e Primo Soccorso Pediatrico - supporta i genitori nel loro viaggio dal 2014.

Dott. Severino Cirillo

Esperto di Salute, Benessere ed Educazione. Laureato in Community Health, è il CEO di Genitore Informato e si occupa di validare l'informazione scientifica del blog e coordinare il team di esperti della redazione, composto da ginecologi, ostetriche, psicoterapeuti e altre figure del benessere e della salute in gravidanza, perinatale e genitoriale.

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