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Giugno 20, 2023

L’acquaticità neonatale è una pratica sempre più diffusa, grazie ai numerosi benefici che porta al benessere fisico ed emotivo dei neonati e dei genitori. In questo articolo, scopriremo cos’è l’acquaticità neonatale, quando iniziare, cosa serve per andare in piscina con un neonato, come funzionano i pannolini per l’acqua e come i neonati riescono a “respirare” sott’acqua. Cominciamo questo piccolo viaggio nell’acquaticità.

Cos’è l’acquaticità neonatale?

L’acquaticità neonatale è un’attività che prevede l’introduzione del neonato in un ambiente acquatico, solitamente una piscina adeguata alla sua età, per favorire lo sviluppo delle sue capacità motorie e sensoriali e affinché apprenda a nuotare bene e a gestirsi in acqua già dall’inizio della vita (ricordiamo che prima dell’esogestazione il bambino ha letteralmente vissuto in acqua). Si tratta di un’esperienza molto simile a quella vissuta dal bambino durante i nove mesi di vita intrauterina, pertanto si adatta perfettamente alle sue caratteristiche fisiologiche e psicologiche. Tra i principali benefici dell’acquaticità neonatale, troviamo:

  • Rafforzamento dei legami affettivi tra genitori e figli, grazie alla condivisione di un’esperienza unica e stimolante;
  • Miglioramento delle capacità motorie, grazie all’effetto tonificante dell’acqua che supporta il peso del corpo e consente di eseguire movimenti armoniosi e dolci, evitando ritardi dello sviluppo motorio;
  • Prevenzione delle infezioni delle vie respiratorie, grazie all’umidità dell’ambiente che favorisce la pulizia delle mucose. Naturalmente anche in piscina bisogna mantenere delle buone pratiche di prevenzione, come evitare il contatto con altri bambini o adulti malati;
  • Miglioramento del sonno e dell’appetito, grazie alla stimolazione di tutte le funzioni vitali del corpo.
acquaticità neonatale

Quando iniziare l’acquaticità neonatale?

L’età ideale per iniziare l’acquaticità neonatale varia in base a diverse scuole di pensiero. Alcuni esperti ritengono che sia possibile iniziare già dalla nascita, mentre altri consigliano di attendere almeno il terzo mese di vita. In generale, è importante valutare attentamente le condizioni del neonato (peso, sviluppo motorio, predisposizione alle infezioni) e consultare il pediatra prima di intraprendere questa esperienza. Nel primo periodo il bambino ha ancora il diving reflex che blocca automaticamente il flusso d’aria e non fa passare l’acqua, permettendo al bambino di non bere e inducendo l’apnea: questo potrebbe essere un vantaggio per cominciare in età molto precoci, ma segui comunque il consiglio di poco sopra.

Cosa serve per andare in piscina con un neonato?

Per andare in piscina con un neonato, è fondamentale munirsi di alcuni accessori che garantiscano la sua sicurezza e il suo comfort. Ecco una lista dei principali oggetti da non dimenticare:

  1. Pannolino per l’acqua: indispensabile per evitare incidenti imbarazzanti, può essere di tipo usa e getta o lavabile.
  2. Costume da bagno: scegli un modello confortevole e adatto alla temperatura dell’acqua (per esempio, con maniche lunghe se l’acqua è più fresca).
  3. Cuffia: utile per proteggere le orecchie dal contatto con l’acqua e prevenire infezioni.
  4. Ciabatte antiscivolo: per garantire una camminata sicura sul bordo piscina: il neonato non avrà naturalmente bisogno di calzari, specialmente se non cammina ancora.
  5. Asciugamano: preferisci uno in microfibra, che si asciuga velocemente e occupa poco spazio.
  6. Accappatoio: per avvolgere il neonato dopo il bagno e mantenerlo al caldo appena usciti dall’acqua.
  7. Borsa impermeabile: per riporre gli oggetti bagnati senza bagnarne altri.

Ricorda che ogni struttura ha servizi diversi e necessità diverse, informati in anticipo con i proprietari della struttura in cui porterai il bambino.

Come funzionano i pannolini per l’acqua?

I pannolini per l’acqua sono specificamente progettati per essere utilizzati in piscina, mare o lago. A differenza dei pannolini tradizionali, non assorbono l’acqua e quindi non si gonfiano, ma sono invece in grado di trattenere urina e feci, evitando spiacevoli inconvenienti. Esistono due tipologie principali di pannolini per l’acqua: usa e getta e lavabili. I pannolini usa e getta sono monouso, mentre quelli lavabili possono essere utilizzati più volte, dopo averli lavati e igienizzati. Entrambi sono dotati di una fascia elastica intorno alla vita e alle cosce, che garantisce una tenuta efficace.

Se vai in piscina ricorda di usare dei pannolini adeguati così da evitare sorprese spiacevoli a te e agli altri avventori.

acquaticità neonatale

Come fanno i neonati a respirare sott’acqua?

Come detto poco sopra, i neonati possiedono un riflesso detto “diving reflex” o “riflesso di immersione”, che consente loro di proteggere le vie respiratorie quando il viso viene a contatto con l’acqua. In pratica, quando il neonato viene immerso, il suo corpo reagisce chiudendo automaticamente le vie aeree e rallentando il battito cardiaco, per ridurre al minimo il consumo di ossigeno.

È importante sottolineare che questo riflesso non può essere considerato una garanzia assoluta di sicurezza, e che è sempre necessario prestare la massima attenzione quando si introduce un neonato in un ambiente acquatico.

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Dott.ssa Claudia Denti

Laureata in Scienze dell’Educazione, si occupa di aiutare i genitori a crescere bambini sani e felici secondo principi validati dalla comunità scientifica.
Fondatrice di Genitore Informato e ideatrice del metodo Sonno Felice - certificata Sonno Sicuro e Primo Soccorso Pediatrico - supporta i genitori nel loro viaggio dal 2014.

Dott. Severino Cirillo

Laureato in Community Health, è il CEO di Genitore Informato e si occupa di validare l'informazione scientifica del blog e coordinare il team di esperti della redazione, composto da ginecologi, ostetriche, psicoterapeuti e altre figure del benessere e della salute in gravidanza, perinatale e genitoriale.

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