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Luglio 29, 2022

Come funziona l’allattamento del bambino nel caso in cui la madre non possa (o non voglia) nutrirlo con il latte materno e debba procedere con l’allattamento artificiale?

Quali sono le giuste dosi da somministrare al bambino nel caso in cui si utilizzi il latte in formula?

Sono tutte domande che future mamme e neo-mamme si pongono.

Cerchiamo di approfondire ogni aspetto di questo argomento e chiarire tutti i possibili dubbi sull’allattamento con latte artificiale.

Come funziona l’allattamento con latte artificiale?

Il latte materno rappresenta l’alimento perfetto per l’alimentazione dei neonati, sia sul profilo nutrizionale che igienico-sanitario.

Le motivazioni che spingono pediatri e altri specialisti a raccomandare alle madri di continuare l’allattamento naturale per almeno i primi 6 mesi di vita del bambino sono tante, e sono legate al fatto che il latte materno è in grado di proteggere il piccolo dalle infezioni e migliorare il suo sviluppo psicomotorio e il benessere degli organi vitali, riducendo persino il rischio di alcune tipologie di tumori e la possibilità che il neonato si ammali di diabete di tipo 2 nella vita adulta.

Non a caso l’allattamento al seno è vivamente raccomandato dall’OMS e dal nostro ministero della salute, almeno fino a quando il bambino ha compiuto sei mesi ed è possibile procedere allo svezzamento e anche oltre fino a quando entrambi i soggetti dell’allattamento desiderino continuare.

Nonostante l’allattamento con latte materno sia molto importante, ci sono dei casi particolari in cui è necessario ricorrere alla formula lattea per lattanti, chiamata comunemente latte artificiale proprio perché prodotta industrialmente.

Si tratta di un prodotto disponibile in commercio in forma liquida o in polvere, le cui quantità, dosi e numero di poppate, cambiano in base alle settimane del neonato.

Il funzionamento del latte artificiale è piuttosto basilare: dal momento in cui si rende necessaria la sostituzione, nel senso che la madre non può nutrire il piccolo con il latte naturale per varie ragioni, il pediatra suggerirà quale marca e tipologia di latte artificiale acquistare, in base allo sviluppo del piccolo e alle settimane di vita, suggerendo anche le giuste dosi quantitative.

Allattamento artificiale

Come funziona l’allattamento artificiale nei bambini?

Come si prepara il latte in polvere e come funziona l’alimentazione dei neonati con il latte artificiale?

Se la mamma per svariate ragioni non può o non vuole allattare al seno si possono usare dei sostituti del latte materno, per iniziare l’allattamento artificiale chiamato anche allattamento in formula.

Per nutrire il piccolo e fornire le sostanze nutritive necessarie vengono utilizzate formule diverse: dei primi mesi e, dopo il 6° mese di vita del piccolo, formule di proseguimento.

Tutte le tipologie di latte artificiale comunque, a prescindere dalla varietà consigliata dal pediatra, sono prodotti derivati da latte di mucca, lavorati e adattati all’alimentazione fisiologica dell’infante, integrati in modo tale da renderli il più possibile simili al latte materno.

Il latte artificiale può essere trovato in commercio già pronto all’uso (ovvero in forma già liquida), o in polvere da diluire in acqua calda.

Il latte in polvere, in particolare, deve essere preparato seguendo un procedimento ben preciso, così come ci indica il Ministero della Salute: per prepararlo occorre diluire un misurino di polvere ogni 30 ml di acqua preriscaldata almeno a 70 gradi (per facilitare la sterilizzazione della polvere), ma sempre seguendo le indicazioni specifiche del pediatra.

Biberon e tettarelle devono essere sterilizzati dopo ogni uso, anche attraverso semplice bollitura o tramite appositi strumenti di sterilizzazione (c.d sterilizzatori).

Vantaggi e svantaggi del latte artificiale

Se l’allattamento naturale al seno produce dei benefici innumerevoli per il neonato, anche l’alimentazione tramite latte artificiale presenta dei vantaggi, in primis quello relativo al fatto che il bambino può prendere il latte anche dal papà o da altre persone che si occupano di lui, dando alla mamma la possibilità di riposare, riprendersi dal parto e godersi intensamente questa fase di vita del suo piccolo, godendo di più libertà almeno per quanto riguarda la disponibilità del proprio corpo.

Sebbene il latte artificiale sia più difficile da digerire rispetto al latte materno, conferisce al piccolo un senso di sazietà più prolungata.

L’allattamento artificiale permette di calibrare con più precisione il contenuto del latte all’interno del biberon, avendo così la garanzia di nutrire adeguatamente il proprio piccolo senza il rischio di carenze.

A questi vantaggi si contrappongono gli svantaggi derivanti dall’uso del latte artificiale.

Va considerato infatti che il latte artificiale è più difficile da digerire rispetto al latte materno e non è in grado di dare al piccolo alcuni nutrimenti fondamentali per il suo organismo, in particolare gli anticorpi e altri fattori protettivi importanti, capaci di salvaguardare la sua salute futura e difenderlo dalle infezioni.

Il latte materno è infatti in grado di ridurre l’incidenza delle gastroenteriti, tutelare il piccolo dal rischio di infezioni respiratorie e allergie, migliorare la vista e lo sviluppo psicomotorio, ridurre il rischio di diabete e tumori del sistema linfatico, proteggendolo persino contro le otiti.

Allattamento artificiale

Come si prepara il biberon con il latte in polvere?

Per evitare rischi alla salute del bambino è importante conoscere la modalità corretta di preparazione del latte in polvere, tenendo conto che si tratta di un prodotto ad alto rischio di contaminazione se mal conservato e preparato senza le necessarie norme igieniche.

Come abbiamo accennato prima, per preparare correttamente un latte in polvere è in primis necessario far bollire l’acqua in cui si andrà a sciogliere la polvere (meglio usare quella in bottiglia), successivamente si può unire la polvere nell’acqua non appena quest’ultima raggiunge i 70° gradi.

È consigliabile rispettare queste temperature, e non sciogliere la polvere a temperature più elevate, per evitare la perdita delle sostanze nutrienti nel prodotto (è bene evitare anche di sciogliere la polvere a temperature inferiori, perché ne verrebbe meno la sicurezza igienico-sanitaria).

La preparazione del latte in polvere deve inoltre avvenire tramite l’uso di contenitori e biberon accuratamente igienizzati, facendo attenzione a lavarsi accuratamente le mani prima di iniziare la preparazione.

Dopo la poppata gli stessi contenitori devono essere puliti bene, eliminando qualsiasi eventuale rimanenza di latte.

Quando si è fuori casa l’attenzione all’igiene deve essere triplicata, in questo caso è consigliabile portare con sé solo la quantità necessaria di latte adatta a nutrire il piccolo esclusivamente per quella poppata, utilizzando un contenitore pulito e asciutto.

È poi necessario portare l’acqua precedentemente bollita all’interno di un thermos, che riesca a mantenere la temperatura a 70°.

Il biberon deve essere vuoto, adeguatamente sterilizzato con tettarelle e cappuccio.

Ogni quanto dare il latte artificiale?

Quante poppate di latte dovrebbe fare il bambino e quali dovrebbero essere le dosi?

In linea generale è sempre necessario seguire le indicazioni terapeutiche del pediatra, ma esiste comunque uno schema approssimativo che può aiutare a farsi un’idea al riguardo sulle dosi necessarie all’alimentazione del bambino nei primi mesi di vita.

Lo schema classico prevede infatti che fino al terzo mese del piccolo è necessario effettuare almeno sei/sette poppate al giorno, circa ogni tre ore e mezzo.

Intorno al quarto mese si può passare a cinque poppate ogni quattro ore, in modo da ridurre poi a quattro dopo il quinto/sesto mese di vita.

L’allattamento artificiale può seguire comunque un andamento a richiesta, da parte del bambino, proprio come per l’allattamento al seno.

Quali sono le quantità consigliate per ogni poppata?

Anche per questa risposta è necessario fare riferimento al consiglio del pediatra, anche se in linea generale è possibile dare una stima approssimativa di quelle che dovrebbero essere le dosi consigliate: per capire quanto dovrebbe mangiare un bambino si dovrebbe dividere per 10 il peso del piccolo in grammi, per poi aggiungere 250 al risultato ottenuto.

Durante la prima settimana di vita si inizia in genere con 10 ml di latte per pasto, aumentando la dose di 10 ml al giorno fino ad arrivare alla quantità di 70-80 ml di latte dopo circa una settimana di vita del piccolo.

Le quantità naturalmente cambiano con il passare delle settimane: nel primo mese, ovvero dopo la prima settimana, in linea generale ci si mantiene sui 100 ml a pasto; poi si aumenta progressivamente con circa 120 ml a pasto dopo il secondo mese e si giunge ad aumentare sui 150 nel terzo e quarto mese.

A partire dal quinto e sesto mese si arriva alla dose di 200-250 ml di latte a pasto.

Come capire se un neonato è sazio latte artificiale?

Se accorgersi che il bambino ha fame è relativamente facile – magari facendo attenzione ad alcuni segnali come le manine in bocca, il senso di irrequietezza generale o la tendenza a girare la testolina verso il biberon o la mamma – accorgersi se il bambino è sazio può essere ancora più facile, considerando che in genere i neonati che non vogliono più cibo tendono a serrare la bocca e allontanare la testa dal biberon, a tenere le manine rilassate e agitarsi, buttando il latte e girando la testa per allontanarsi dal biberon.

Allattamento artificiale

Quanto costa allattare con latte artificiale?

Fornire una cifra precisa e univoca del costo dell’allattamento artificiale non è possibile, ma certamente si può fornire un costo approssimativo ma fortemente variabile in base alla marca e, soprattutto, alle indicazioni di uso del pediatra.

È possibile sostenere che la spesa che una famiglia deve affrontare per alimentare il proprio bambino con il latte artificiale è di circa 1.000/1.200 euro, costi riferiti al primo anno di vita del lattante.

Comunque sia, il periodo dell’allattamento è una fase fondamentale della vostra crescita insieme e può essere un momento idilliaco o un periodo stressante. Se hai bisogno di supporto in questo periodo, non esitare a chiedere una mano.

Dott.ssa Claudia Denti

Laureata in Scienze dell’Educazione, si occupa di aiutare i genitori a crescere bambini sani e felici secondo principi validati dalla comunità scientifica.
Fondatrice di Genitore Informato e ideatrice del metodo Sonno Felice - certificata Sonno Sicuro e Primo Soccorso Pediatrico - supporta i genitori nel loro viaggio dal 2014.

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