L’amico immaginario

Nell’articolo di oggi affrontiamo un momento normale della vita del nostro bambino: l’amico immaginario. Potresti aver incontrato una situazione di questo tipo:

M: “Luca con chi stai parlando?”
L:  “Giulio”
M: “Chi è Giulio? io non vedo nessuno qui!”
L:  “È lì”

amico immaginario

La mamma guarda nel vuoto, non c’è nessuno e nella maggior parte dei casi non c’è nemmeno la presenza di un pupazzetto.

Intorno all’età di 3/4 anni, il bambino inizia ad avere amici immaginari.
La presenza di un amico immaginario, che tanto sconvolge gli adulti, non è altro che un amico con cui sfogarsi e relazionarsi durante il giorno.

A cosa serve l’amico immaginario?

L’amico immaginario è una tappa importante per il bambino. Il bambino, attraverso l’amico immaginario, riesce ad adattarsi ai cambiamenti, sviluppa la propria fantasia e spesso si libera dalle emozioni e dai sentimenti che prova chiacchierando con lui.

L’amico immaginario potrebbe rappresentare il compagno che gli manca, potrebbe essere lui stesso.

Grazie a questo mondo che il bambino costruisce intorno a sé, il bambino apprende la differenza tra la realtà e la fantasia, la possibilità di rifugiarsi in una figura familiare anche quando si è lontano dalla famiglia.

Il bambino lo sa che l’amico è solo nella sua fantasia, infatti non lo vede materializzarsi davanti ai suoi occhi anche quando sembra essere evidente l’interazione tra i due.
Il bambino compie gesti reali per qualcosa che di reale non c’è: ad esempio parlargli, porgergli degli oggetti, farlo sedere accanto a sé, lasciargli del cibo; tutto questo resta prevalentemente un segreto per il bambino, appunto perché sa che l’amico non è reale.

Il bambino potrebbe anche inventare un linguaggio incomprensibile a chiunque altro, ma non al suo caro amico.

La nascita dell’amico immaginario

amico immaginario

L’amico immaginario si presenta ben prima di quell’evento, solo che ha sembianze diverse.
Infatti, il pupazzetto preferito del nostro bambino diventa l’amico da portare ovunque, l’amico da imboccare e da coccolare, in questo caso questo magico pupazzetto diventa l’oggetto transizionale che aiuta il bambino a sentirsi a casa anche in una situazione diversa dalla propria quotidianità.

L’oggetto transizionale infatti viene spesso portato all’asilo per aiutare il bambino durante l’inserimento e rassicurarlo nei momenti difficili.

L’amico immaginario è anche l’ombra che ci segue dovunque e non ci abbandona.
Insomma, ha tante forme e tante ragioni d’esistere.L’amico immaginario non è una figura che resta invariata nel tempo, acquisisce infatti delle nuove connotazioni, esperienze, modifica l’aspetto e il ruolo.
L’amico immaginario è quell’amico che ti fa coraggio e ti permette di compiere azioni che normalmente temeresti.
Ti aiuta spesso anche nei passaggi importati come quello di togliere il pannolino o nel caso in cui i genitori divorzino

Ti fortifica oltre che essere il luogo sicuro a cui appoggiarsi nel momento del bisogno.
Oltre ad avere tutte le caratteristiche già elencate, è l’unico che conserva i segreti senza mai rivelarli a nessuno, non ti tradirà mai.

L’amico immaginario non si prende gioco di te e resta al tuo fianco fino a quando lo decidi tu: non ti lascia per stare con un altro bambino.

Cosa pensano gli adulti?

Spesso l’adulto non comprende pienamente l’importanza dell’amico immaginario e teme che il bambino non sia in grado di distinguere la fantasia dalla realtà, hanno paura che si isoli dagli amici per restare nel suo mondo fittizio.

Molti pensano che siano i bambini chiusi in se stessi a ricercare questa figura per poter avere almeno un amico, ma ricerche recenti non hanno trovato nessuna connotazione tra il carattere introverso o estroverso di un bambino e la creazione di un amico immaginario.

Nella nostra società, quando un adulto vede un bambino parlare da solo, lo associa ad un adulto che parla da solo e di conseguenza pensa a un disturbo mentale, ma non è così.
C’è una netta distinzione tra l’immaginazione di un bambino che trova un amico con il quale confrontarsi e l’immaginazione di un adulto che vede realmente persone che non esistono.

Come sparisce l’amico immaginario?

La sua presenza dura per alcuni anni: solitamente intorno ai 6/7 anni il bambino smette di dialogare con lui e piano piano lo abbandona.
Dialogare con qualcuno che non esiste o con il proprio pupazzo è un gioco assolutamente normale in quella fase.

Se l’amico immaginario persiste anche oltre quell’età e il bambino dovesse estraniarsi dai rapporti con i pari è necessario contattare un medico specializzato.

amico immaginario

C’è da ricordare che ogni bambino ha la propria capacità e propensione creativa, questo significa che non tutti i bambini sviluppano questa fantasia.
Non c’è differenza tra un bambino che la sviluppa e uno che non la sviluppa, ogni bambino è diverso dall’altro.

Parla l’esperto

Piaget già nel 1945 trattava l’argomento con estrema interesse e definiva alcune funzioni fondamentali che ha questo amico:

Consola: il bambino si sfoga raccontando tutti i segreti all’amico che resta ad ascoltare senza giudicare o interromperlo.

Compensa: il bambino si sente libero di comportarsi come vuole con il suo amico, anche fare cose “proibite”.

Moralizza: l’amico è in grado di suggerire al bambino di comportarsi “meglio” per non commettere gli stessi errori.

Stimola: lo stimola nel fare giochi, nuove esperienze tra cui interagire con altri bambini

L’amico immaginario e tanti momenti tipici della nostra prima infanzia sono istanti che è importante gestire bene. Per permetterti di farlo senza compiere errori e sentendoti sempre sicura, abbiamo creato una community riservata di esperti, in cui avrai contatto costante con Claudia. Si chiama GI FAMILY e ti aspettiamo dentro.