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Amnesia infantile: quando i primi ricordi?

di Severino Cirillo, Giugno 2, 2024

Nell’articolo di oggi parliamo dell’amnesia infantile, il motivo per cui nessun adulto riesce ad avere ricordi della prima infanzia.

Vedremo cos’è, qual è la causa, quando compaiono i primi ricordi stabili, come aiutare il bambino a ricordarsi gli eventi.

Cos’è l’amnesia infantile?

L’amnesia infantile si riferisce alla comune incapacità degli adulti di accedere consapevolmente alle memorie autobiografiche dei primi anni di vita.

Nonostante possa sembrare una semplice questione legata al decadimento della memoria con l’età, in realtà l’amnesia infantile è influenzata da diversi fattori socio-culturali di cui parleremo nell’articolo

Già nel 1905 nel mondo appena nato della psicoanalisi, si iniziava a parlare di questo fenomeno, sottolineando l’incapacità degli adulti di ricordare eventi personali dei primi anni di vita senza l’aiuto di fotografie o racconti altrui.

Inoltre, potrebbero esserci cause neurologiche per cui è più difficile che si formino ricordi a lungo termine nel cervello di un bambino di meno di 3 anni, e anche queste influiscono sul fatto che non abbiamo veri ricordi dei primi due anni di vita.

Qual è la causa dell’amnesia dei bambini?

La mancanza di ricordi dai primi anni di vita, nota come amnesia infantile, è ancora considerata un enigma scientifico.

I bambini di 2-3 anni possono ricordare eventi personali per periodi significativi, ma gli adulti perdono gran parte di questi ricordi.

I ricordi iniziano a diventare più frequenti tra i 3 e i 6 anni, periodo noto come amnesia soft, per poi diventare accessibili alla maggior parte delle persone intorno ai 6 anni.

Questa età è considerata il punto centrale dell’amnesia infantile, ovvero il momento in cui iniziano a formarsi i primi ricordi stabili.

In ogni caso, le cause dell’amnesia infantile sono però ancora oggetto di dibattito e ricerca tra gli studiosi. Vi sono comunque diverse teorie e che hanno identificato alcuni fattori concomitanti:

  1. Sviluppo del cervello: il cervello subisce un rapido sviluppo durante i primi anni di vita, con la formazione di nuove connessioni sinaptiche e la maturazione delle regioni cerebrali coinvolte nella memoria. Questo sviluppo può influire sulla capacità di ricordare eventi della prima infanzia.
  2. Fattori socio-culturali: la cultura e l’appartenenza a un gruppo culturale possono influire sulla capacità di accedere ai ricordi infantili. Alcuni studi hanno dimostrato che diverse culture riportano età differenti di prima memoria autobiografica.
  3. Fattori individuali: la capacità di ricordare eventi della prima infanzia può variare da persona a persona, con alcuni individui più dotati e che possono ricordare eventi più precoci rispetto ad altri.
  4. Fattori ambientali: alcuni ricercatori hanno suggerito che eventi traumatici o stressanti potrebbero contribuire all’amnesia infantile, poiché l’adulto potrebbe dissociarsi da alcuni ricordi dolorosi come meccanismo di difesa, oppure ricordare alcuni eventi particolarmente toccanti.
  5. Fattori genetico-evolutivi: queste teorie sono ancora oggetto di ricerca e discussione.
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Quando compaiono i primi ricordi stabili?

Come abbiamo appena accennato, i primi ricordi stabili tendono a comparire intorno all’età di 6 anni.

È interessante notare come questi ricordi, nonostante siano spesso di eventi banali come il primo giorno di scuola o una festa di compleanno, abbiano un’importanza cruciale nel segnare l’inizio del nostro passato autobiografico.

Non dimentichiamo che il modo in cui una persona si racconta la propria storia influenzerà a fondo anche le sue decisioni e il modo di essere in futuro.

Questo fenomeno si verifica a età diverse in base a fattori individuali e culturali, con alcune culture che riportano memorie infantili più precoci o più tardive rispetto ad altre.

Cosa influenza la memoria così presto?

Diversi fattori influenzano la memoria durante i primi anni di vita.

Lo sviluppo neurocognitivo, le capacità linguistiche e le interazioni sociali giocano un ruolo cruciale.

Ad esempio, il linguaggio si sviluppa pienamente intorno ai 2-3 anni e rende gli eventi verbalmente accessibili.

L’interazione sociale e le narrazioni familiari aiutano a consolidare i ricordi.

Inoltre, i costrutti culturali e le pratiche sociali condivise influenzano la densità e la durata dei ricordi.

Come aiutare i ricordi del bambino?

Le pratiche narrative familiari hanno un grande impatto sulla memoria dei bambini.

Genitori che utilizzano uno stile di conversazione elaborativo, aggiungendo informazioni e incoraggiando il bambino a raccontare le proprie esperienze, tendono a favorire lo sviluppo di memorie più ricche e dettagliate.

Al contrario, uno stile direttivo, con domande chiuse e focalizzato su ruoli sociali, può ridurre la quantità e la qualità dei ricordi.

Incoraggiare la condivisione di storie e memorie familiari può quindi aiutare i bambini a sviluppare un senso di sé più definito e ricco di ricordi.

Se uno dei genitori muore presto, i bambini lo ricordano?

La memoria dei bambini riguardante genitori deceduti precocemente dipende da vari fattori, come l’età del bambino al momento del decesso, il livello di interazione e le narrazioni familiari postume.

Mentre i bambini molto piccoli potrebbero non avere ricordi diretti, le storie raccontate dai parenti e le fotografie possono aiutare a mantenere viva la memoria del genitore scomparso.

Le pratiche culturali e familiari di commemorazione giocano un ruolo fondamentale nel preservare questi ricordi.

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Fonti

Alberini CM, Travaglia A. Infantile Amnesia: A Critical Period of Learning to Learn and Remember. J Neurosci. 2017 Jun 14;37(24):5783-5795. doi: 10.1523/JNEUROSCI.0324-17.2017. PMID: 28615475; PMCID: PMC5473198.

Dott.ssa Claudia Denti

Esperta di Educazione, Sonno e Gestione del bambino. Laureata in Scienze dell'Educazione e Formazione, si occupa di aiutare i genitori a crescere bambini sani e felici secondo principi validati dalla comunità scientifica. Fondatrice di Genitore Informato e ideatrice del metodo Sonno Felice - certificata Sonno Sicuro e Primo Soccorso Pediatrico - supporta i genitori nel loro viaggio dal 2014.

Dott. Severino Cirillo

Esperto di Salute, Benessere ed Educazione. Laureato in Community Health, è il CEO di Genitore Informato e si occupa di validare l'informazione scientifica del blog e coordinare il team di esperti della redazione, composto da ginecologi, ostetriche, psicoterapeuti e altre figure del benessere e della salute in gravidanza, perinatale e genitoriale.

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