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Anoressia Infantile: Come la risolvo?

di Severino Cirillo, Luglio 2, 2024

Un problema spesso confuso con abitudini poco sane è l’anoressia infantile, che in realtà è un po’ più complessa di così.

In questo articolo parliamo del bambino che non mangia (quasi) mai.

Cos’è l’anoressia infantile?

L’anoressia infantile è un disturbo alimentare che si manifesta durante le prime fasi dello sviluppo, precisamente nel periodo di separazione e individuazione tra i sei mesi e i tre anni di età.

Questa condizione è caratterizzata da un rifiuto del cibo che può portare a un mancato sviluppo del bambino.

Non si tratta semplicemente di un capriccio passeggero, ma di un complesso intreccio di fattori psicologici e relazionali che influenzano profondamente il comportamento alimentare del piccolo.

Quali sono le cause?

Le cause dell’anoressia infantile sono multifattoriali e coinvolgono sia il bambino che il genitore, in particolare la madre.

Il rifiuto del cibo da parte del bambino può essere visto come un tentativo di affermare la propria autonomia e di esercitare un controllo nei confronti della figura materna.

Questo comportamento, paradossalmente, tende a coinvolgere ancora di più la madre nell’alimentazione del figlio, rispondendo al bisogno di attenzione del bambino.

Il temperamento del bambino gioca un ruolo importante, così come i conflitti materni legati al controllo, all’autonomia e alla dipendenza.

Questi fattori contribuiscono a creare una dinamica in cui l’alimentazione del bambino viene guidata più dai suoi bisogni emotivi che dalle sensazioni fisiologiche di fame e sazietà.

anoressia infantile

Quali sono i sintomi?

I sintomi dell’anoressia infantile possono variare, ma generalmente includono:

  • Un persistente rifiuto del cibo, che va oltre le normali fasi di selettività alimentare tipiche dell’infanzia
  • Mancato aumento di peso o perdita di peso
  • Ritardo nella crescita e nello sviluppo
  • Comportamenti di evitamento durante i pasti, come girarsi, sputare il cibo o chiudere la bocca
  • Tensione e conflitti durante i momenti dell’alimentazione
  • Apparente mancanza di interesse per il cibo o sensazione di fame

È importante notare che questi sintomi possono manifestarsi in modo graduale e potrebbero essere inizialmente sottovalutati come una fase passeggera.

Come risolvere l’anoressia infantile?

Il trattamento dell’anoressia infantile richiede un approccio multidisciplinare che coinvolge sia il bambino che i genitori.

L’obiettivo principale è aiutare i genitori a comprendere e promuovere il processo di sviluppo della differenziazione somatopsicologica del bambino.

Questo significa aiutare il piccolo a riconoscere e rispondere adeguatamente ai segnali del proprio corpo, distinguendo tra bisogni fisici ed emotivi.

Inizialmente, si adotta spesso un approccio cognitivo-comportamentale.

Questo può includere tecniche per rendere i pasti più piacevoli e meno stressanti, strategie per incoraggiare comportamenti alimentari positivi e metodi per aiutare il bambino a riconoscere i segnali di fame e sazietà.

Dunque, riportare un’attenzione sana al pasto.

Tuttavia, nei casi in cui i genitori, in particolare la madre, lottano con problemi irrisolti legati alla dipendenza e al controllo, potrebbe essere necessaria una psicoterapia più approfondita, magari con uno psicologo infantile.

Questo permette di affrontare i conflitti sottostanti che potrebbero influenzare la relazione genitore-figlio e, di conseguenza, il comportamento alimentare del bambino.

È fondamentale creare un ambiente sereno e non giudicante intorno ai pasti, evitando di trasformarli in un campo di battaglia.

L’obiettivo è quello di ristabilire una relazione sana con il cibo, dove l’alimentazione risponde a bisogni fisiologici e non diventa uno strumento di controllo o manipolazione emotiva.

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Fonti

Chatoor I. Infantile anorexia nervosa: a developmental disorder or separation and individuation. J Am Acad Psychoanal. 1989;17(1):43-64. doi: 10.1521/jaap.1.1989.17.1.43. PMID: 2470708.

Dott.ssa Claudia Denti

Esperta di Educazione, Sonno e Gestione del bambino. Laureata in Scienze dell'Educazione e Formazione, si occupa di aiutare i genitori a crescere bambini sani e felici secondo principi validati dalla comunità scientifica. Fondatrice di Genitore Informato e ideatrice del metodo Sonno Felice - certificata Sonno Sicuro e Primo Soccorso Pediatrico - supporta i genitori nel loro viaggio dal 2014.

Dott. Severino Cirillo

Esperto di Salute, Benessere ed Educazione. Laureato in Community Health, è il CEO di Genitore Informato e si occupa di validare l'informazione scientifica del blog e coordinare il team di esperti della redazione, composto da ginecologi, ostetriche, psicoterapeuti e altre figure del benessere e della salute in gravidanza, perinatale e genitoriale.

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