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Dicembre 22, 2021

L’ansia da separazione è una fase passeggera che tutti i bambini si trovano a vivere.
In questo articolo vediamo insieme quali sono le caratteristiche e soprattutto come aiutare il nostro bambino a vivere quanto più serenamente possibile questa fase.

Irrequietezza, pianti inconsolabili, proteste e sonno disturbato sono alcune delle normali manifestazioni del bambino che si sente solo, abbandonato dalla mamma, dal papà o da qualsiasi altra figura che si occupa abitualmente di lui.

La paura dell’abbandono compare all’incirca all’ottavo mese di vita del neonato che ha ormai imparato a riconoscere i volti delle persone che gli stanno accanto, soprattutto quello della figura materna con cui ha creato nel corso del tempo un legame speciale dato dall’affetto, dalle varie attenzioni, dall’allattamento e dalla cura in generale.

In questa fase diventa difficile se non impossibile lasciare il bimbo per qualche minuto, anche solo per andare in bagno o a prendere qualcosa in un’altra stanza, ma riuscire a sviluppare la sua capacità di adattamento è davvero importante, soprattutto in casi di emergenza in cui può essere necessario lasciare il neonato con una baby sitter, un parente o una qualsiasi altra perona a cui non è abituato.

Che cos’è la paura dell’abbandono?

L’ansia da separazione e la paura dell’abbandono sono due fasi, come abbiamo già detto normalissime, per alcuni bambini si tratta di periodi relativamente brevi o di fasi non troppo acute, per altri invece il problema può essere ben più grave e difficile da superare.

In entrambi i casi compare un vero e proprio sentimento di angoscia che viene espresso dal neonato con urla e pianti disperati, quasi inconsolabili, soprattutto quando la mamma si allontana o il piccolo viene preso in braccio da un estraneo, non importa quanto possa essere dolce e gentile quest’altra persona: il bimbo ricerca l’attenzione della sola e unica figura che ha come riferimento e che per lui è percepita come una vera e propria fonte di salvezza.

Questa paura non riguarda però solo le persone, può anche esprimersi in luoghi nuovi, sconosciuti o poco frequentati che possono infondere ansia e preoccupazione nel bimbo che si sente minacciato da tutto ciò che è sconosciuto.

Ansia da separazione

Come riconoscere ansia da separazione?

L’ansia da separazione è normale e non bisogna assolutamente preoccuparsi se all’improvviso il bimbo vuole stare solo con la mamma (o un’altra figura di riferimento) e inizia a piangere appena una nonna prova a prenderlo in braccio, la sua è una reazione normale, data proprio dal fatto che in questa fase dello sviluppo inizia a riconoscere molto bene i volti a lui familiari e quelli di estranei o di persone meno conosciute lo spaventano.

Un esagerato attaccamento a un genitore, crisi improvvise anche se ci si sposta solo per qualche secondo in un’altra stanza o particolare irrequietezza quando ci si trova in un ambiente nuovo, sono solo alcuni dei sintomi che ha un neonato quando a paura di essere abbandonato.

Generalmente questa condizione non richiede alcuna particolare valutazione medica, basta solo avere un po’ di pazienza e usare qualche piccolo trucchetto per far capire al bimbo che è al sicuro anche se la mamma si allontana per qualche minuto o se viene affidato ad un’altra persona.

Quanto dura l’ansia da separazione?

L’ansia da separazione inizia come abbiamo detto più o meno intorno agli otto mesi e, per alcuni bambini, dura fino ai due anni. Molto dipende anche dalla personalità del bambino e dalla preoccupazione che possono avere la mamma o il papà.

Genitori particolarmente ansiosi o apprensivi per le crisi del neonato possono renderlo ancora più agitato e lasciarlo anche solo per qualche secondo in braccio ad un’altra persona può essere davvero impossibile.

Nessuna situazione è però irrisolvibile e con un po’ di pazienza quest’ansia migliorerà radicalmente nel giro di qualche mese.

Quando i bambini si sentono abbandonati?

I bambini percepiscono questa sensazione di abbandono quando vengono allontanati dalla loro figura di riferimento, anche solo per qualche minuto.

I neonati nonostante abbiano dagli otto mesi la capacità di riconoscere persone e volti diversi, non riescono ad avere alcuna percezione dello spazio e del tempo, proprio per questo quando vengono lasciati soli, presi in braccio da un estraneo o perdono di vista la mamma per qualche minuto si fanno prendere dal panico.

Non sanno che a loro non sta accadendo nulla di grave e che dopo qualche secondo o un paio d’ore tutto sarà come prima e che torneranno a stare tra le braccia della persona che amano di più al mondo.

Ansia da separazione

Come abituare il bambino al distacco dalla mamma?

Il distacco va vissuto prima di tutto con calma e tranquillità dalla mamma che non deve trasmettere preoccupazione al bambino, anzi deve cercare di prepararlo al momento dell’allontanamento spiegandogli che va tutto bene e che la mamma tornerà a prenderlo poco dopo.

Conviene poi sempre anticipare l’incontro con le persone che si occuperanno del neonato nel momento in cui la figura di riferimento sarà lontana, partire con una conoscenza graduale o con l’abituare il piccolo a una nuova presenza all’interno della casa può servire a rassicurarlo e a fargli capire che non c’è nulla di pericoloso in quel volto nuovo.

E se anche con i nonni e con le persone che ha sempre visto c’è qualche momento di crisi, è meglio organizzarsi per passare qualche ora tutti insieme prima di lasciarlo solo per un periodo di tempo più lungo, in modo da evitare pianti inconsolabili e vere e proprie situazioni difficili da gestire.

Come superare ansia da separazione neonato?

La paura dell’abbandono inizia presto, quando il bimbo ha solo otto mesi ed è impossibile fargli capire con le parole che non deve avere paura.

Esiste però un piccolo giochino che si può fare proprio nei primi mesi di vita del piccolo, quando inizia ad interagire e a giocare con noi adulti: il cùcù.

Nascondere il volto con le mani, dietro a una coperta, o semplicemente sparire per poi ricomparire serve per far capire al bimbo che anche se il genitore non c’è per qualche secondo torna subito dopo e non c’è nulla di cui preoccuparsi.

Molto utile può anche essere un oggetto transizionale, un doudou o qualsiasi altra cosa che riesca in qualche modo a ricordare la casa e la sua famiglia al bambino, molto spesso basta davvero poco per far sentire protetto e al sicuro un bimbo che dopo esser stato per mesi attaccato alla sua mamma inizia ad avere i primi approcci con il mondo esterno.

Non bisogna assolutamente dimenticare di parlare, spiegare e tranquillizzare il neonato, anche se non capisce ancora una voce serena e rilassata lo aiuterà sicuramente a gestire la situazione con maggiore calma.

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