Antibiotico preventivo? Non è una cura.

di Giorgio Cuffaro - Pediatra, Giugno 27, 2025

Giorgio Cuffaro, Laureato in Medicina e Chirurgia e specializzato in Pediatria.

Cominciamo con le basi: L’antibiotico non è una cura preventiva.

Sappiamo che l’influenza stagionale (virus A e virus B ) ma anche altri virus respiratori possono dare febbre alta e tosse per svariati giorni come ad esempio Adenovirus, Rhinovirus, VRS virus respiratorio sinciziale.

Parliamo dell’RSV (o VRS)

Il VRS è quello che nello scorso inverno ha causato solo in Italia 15.000 ricoveri di cui 3.000 finiti in terapia intensiva pediatrica e di cui 16 sono MORTI.

Il VRS è quello che, gli unici bambini che ho visto questo anno ricoverati per bronchiolite, erano figli di genitori super informati che avevano rifiutato la profilassi con Nirsevimab, anticorpo monoclonale efficacissimo e sicurissimo.

Sarà interessante vedere i numeri a fine stagione, e sentire cosa avranno da dire i ciarlatani del web che hanno dissuaso quegli stessi genitori dal proteggere i loro figli.

Ma se ha la febbre a lungo?

Sappiamo che la polmonite batterica è in genere la complicanza (rara) di una infezione virale che presenta i suoi sintomi (febbre, tosse, astenia, inappetenza) per molti giorni (più dei 5 giorni canonici ma a volte molti di più) e senza dare cenni di miglioramento, e anzi dando segnali di peggioramento, come è frequente nei bambini che presentano febbre, tosse inappetenza e astenia ingravescenti.

Che non passano.

Le infezioni da virus respiratori hanno una caratteristica: sono in grado di dare più sintomi in contemporanea e a carico di diversi organi, e di dare sintomi diversi in persone diverse cui si trasmettono nel giro di pochi giorni (in famiglia ciò accade molto spesso).

Ricordate SARS-CoV-2? Sì, il Covid. E chi se lo scorda, direte voi!

Che poteva dare:

In chi l’uno, in chi l’altro.

La famigerata “bronchite”

antibiotico preventivo

In questi giorni mi capita spesso di visitare bambini con influenza (cui faccio diagnosi con tampone rapido e che dimetto senza alcuna terapia specifica) i cui genitori mi dicono di esser anche loro ammalati e già in terapia antibiotica per la famigerata “bronchite”.

Che avranno mai, se hanno avuto negli stessi giorni febbre, tosse, rinite, faringodinia, ecc?

L’antibiotico per le complicanze respiratorie batteriche dovrebbe essere dato SOLO una volta verificata la presenza delle stesse, e non per prevenirne l’insorgenza, come faceva qualcuno in pandemia in corso di COVID, convinto così di curare l’infezione virale (contro ogni conoscenza degli ultimi 100 anni) o di scongiurare la sovrainfezione batterica;

Sovrainfezione batterica che però interessava MENO del 4% dei pazienti ricoverati per sintomi gravi, figuriamoci la % di quelli “curati” – per finta – con “terapie domiciliari” più o meno precoci, sul divano di casa (fonte in fondo all’articolo).

La discriminante non è la febbre.

Se una persona, adulto o bambino, ha l’influenza, la discriminante non potrà essere la durata della febbre, superiore a 3-5-7-9 giorni; e tantomeno la sua comparsa dopo un numero variabile di giorni di tosse

“ho iniziato l’antibiotico perché è comparsa la febbre e c’era il weekend davanti” o cose simili

Un giorno o l’altro diventerà obbligatorio fare diagnosi di complicanza batterica respiratoria (che andrà chiamata polmonite e non più “bronchite”, che non so cosa sia e che certamente non implica una causa batterica) quantomeno col dosaggio della PCR (Proteina C Reattiva) e possibilmente anche con diagnosi radiologica (ecografia polmonare o RX), PRIMA di poter prescrivere un antibiotico.

Ciò accadrà quando, la morte annuale di 12.000 persone per antibiotico-resistenza solo in Italia, 1/3 del totale dell’intera Europa, inizierà a interessare a qualcuno (politici, non medici!). Fonte 2.

I virus, influenza compresa, possono dare anche faringite.

Con o senza tonsillite.

Con o senza “placche”.

Come comportarsi, quindi?

Il 70% delle faringo-tonsilliti sono virali e per capirlo è NECESSARIO fare un tampone per streptococco (possibilmente rapido che sennò bisogna aspettare 3-5 giorni per l’esito e poveri bambini) PRIMA di avviare l’unica terapia giusta che è la semplice amoxicillina, nei bambini al dosaggio di 50 mg/kg al giorno divisa in 2 dosi, negli adulti 1 g una sola volta al giorno o 500 mg ogni 12 ore, in tutti i casi per 10 giorni.

Un paradosso, a mio avviso, che nei bambini facciamo il tampone prima di iniziare l’antibiotico, e negli adulti no.

No?

Augmentin, Neoduplamox, Klacid, Zitromax, Cefixoral, Panacef, ecc, sono tutti, in prima battuta, sbagliati (tralasciando l’azitromicina che diventa prima scelta solo in caso di allergia all’amoxicillina, tenendo conto però che il 95% delle orticarie insorte in corso di terapia con amoxicillina sono parainfettive e non legate al farmaco, ma sono già andato lungo), in quanto lo streptococco beta enologico di gruppo A (SBEGA) non ha ancora sviluppato resistenze alla semplice amoxicillina.

L’uso precoce di antibiotici predispone alle infezioni.

È notizia recente di uno studio condotto in Islanda su oltre 22.000 bambini, che ha dimostrato che, quelli che avevano dovuto effettuare terapie antibiotiche nelle prime ore di vita o che erano entrati in contatto con gli antibiotici durante il travaglio per infezione materna, hanno presentato negli anni successivi un aumento di:

  • infezioni
  • assunzione di terapie antibiotiche
  • asma

Sebbene sia imprescindibile la terapia antibiotica somministrata durante o dopo il parto (es. profilassi per tampone rettale-vaginale positivo per Streptococco beta emolitico di gruppo B – che non è quello della faringite!) o sepsi neonatale, trovo molto interessante come ciò comporti delle conseguenze negli anni successivi.

Ad esser critico andrebbe stabilito se, chi ha assunto antibiotici alla nascita per sepsi neonatale e ne assume poi anche negli anni successi, sia in qualche modo predisposto alle infezioni batteriche o se sia di per sé la precoce assunzione di antibiotici ad avere ad es. degli effetti sul microbiota, con tale conseguenza.

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Fonti

1. Westblade LF, Simon MS, Satlin MJ. Bacterial Coinfections in Coronavirus Disease 2019. Trends Microbiol. 2021 Ott;29(10):930-941. doi: 10.1016/j.tim.2021.03.018. Epub 2021 Apr 8. PMID: 33934980; PMCID: PMC8026275.
2. https://www.ansa.it/canale_saluteebenessere/notizie/medicina/2024/11/18/antibioticoresistenza-litalia-prima-in-ue12mila-morti-anno_c5b8631c-9005-442d-bb2b-016d9bd91e62.html
3. https://sip.it/2023/05/30/uso-dei-test-rapidi-per-la-faringotonsillite-e-trattamento-con-amoxicillina/
4. https://journals.lww.com/pidj/abstract/9900/infant_antibiotic_exposure_is_associated_with.1351.aspx

Dott.ssa Claudia Denti

Esperta di Educazione, Sonno e Gestione del bambino. Laureata in Scienze dell'Educazione e Formazione, si occupa di aiutare i genitori a crescere bambini sani e felici secondo principi validati dalla comunità scientifica. Fondatrice di Genitore Informato e ideatrice del metodo Sonno Felice - certificata Sonno Sicuro e Primo Soccorso Pediatrico - supporta i genitori nel loro viaggio dal 2014.

Dott. Severino Cirillo

Esperto di Salute, Benessere ed Educazione. Laureato in Community Health, è il CEO di Genitore Informato e si occupa di validare l'informazione scientifica del blog e coordinare il team di esperti della redazione, composto da ginecologi, ostetriche, psicoterapeuti e altre figure del benessere e della salute in gravidanza, perinatale e genitoriale.

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