Antistaminici: gravide e bambini possono usarli?

di Severino Cirillo, Maggio 8, 2025

Severino Cirillo, Laureato in Health Sciences, CEO di Genitore Informato

Gli antistaminici rappresentano uno dei principali alleati nella lotta contro i sintomi allergici, ma il loro utilizzo richiede attenzioni particolari, soprattutto quando si tratta di bambini di diverse età o donne in gravidanza.

In questa guida completa, esploreremo tutto ciò che c’è da sapere su questi farmaci: dal loro meccanismo d’azione alle diverse tipologie disponibili, fino alle precauzioni specifiche per le categorie più sensibili.

Cosa sono gli antistaminici e come funzionano

Gli antistaminici sono farmaci che bloccano l’azione dell’istamina, una sostanza che il nostro corpo rilascia durante le reazioni allergiche.

Quando un allergene (come pollini, polvere o pelo di animali) entra in contatto con il nostro organismo, il sistema immunitario lo identifica erroneamente come una minaccia e rilascia istamina dai mastociti, cellule presenti nei tessuti connettivi.

L’istamina si lega a recettori specifici sulle cellule, provocando i classici sintomi allergici: dilatazione dei vasi sanguigni (che causa arrossamento e gonfiore), aumento della permeabilità capillare (che porta a edema), contrazione della muscolatura liscia (che può causare broncospasmo) e stimolazione delle ghiandole mucose (con conseguente rinorrea e lacrimazione).

Gli antistaminici agiscono occupando i recettori dell’istamina, impedendole di legarsi e quindi bloccando la cascata di eventi che porta ai sintomi allergici. È importante sottolineare che gli antistaminici non fermano il rilascio di istamina, ma ne prevengono gli effetti.

Le diverse generazioni di antistaminici

Nel corso degli anni, la ricerca farmacologica ha sviluppato diverse generazioni di antistaminici, ognuna con caratteristiche specifiche:

Antistaminici di prima generazione

I primi antistaminici sviluppati includono:

  • Difenidramina (Benadryl)
  • Clemastina (Tavegil)
  • Idrossizina (Atarax)
  • Prometazina (Farganesse)

Questi farmaci hanno alcuni svantaggi significativi:

  • Attraversano facilmente la barriera emato-encefalica, causando sonnolenza nel 50-60% dei pazienti
  • Possono interferire con le prestazioni cognitive e psicomotorie
  • Hanno una durata d’azione breve (4-6 ore), richiedendo somministrazioni multiple durante il giorno
  • Possono causare effetti anticolinergici come secchezza delle fauci, ritenzione urinaria e visione offuscata

Nonostante questi limiti, in alcuni casi specifici possono essere utili, ad esempio quando l’effetto sedativo è desiderabile (allergie che disturbano il sonno).

Antistaminici di seconda generazione

Sviluppati a partire dagli anni ’80, includono:

  • Cetirizina (Zirtec)
  • Loratadina (Clarityn)
  • Desloratadina (Aerius)
  • Fexofenadina (Telfast)
  • Bilastina (Labixten)

I vantaggi di questi farmaci sono notevoli:

  • Minima penetrazione della barriera emato-encefalica, con conseguente riduzione significativa della sonnolenza
  • Durata d’azione prolungata (12-24 ore), che consente una singola somministrazione giornaliera
  • Assenza o riduzione degli effetti anticolinergici
  • Assenza di interazioni significative con cibo o altri farmaci (con alcune eccezioni)

Per questi motivi, gli antistaminici di seconda generazione sono oggi considerati i farmaci di prima scelta per il trattamento delle allergie in quasi tutte le fasce di età.

Antistaminici e bambini: dosaggi e precauzioni per fasce d’età

L’uso degli antistaminici nei bambini richiede particolare attenzione, con dosaggi che variano significativamente in base all’età e al peso. Vediamo le principali considerazioni per ogni fascia d’età:

Neonati e lattanti (0-12 mesi)

In questa fascia d’età, l’uso di antistaminici è generalmente sconsigliato, salvo casi eccezionali e sotto stretto controllo medico. I motivi includono:

  • Sistema enzimatico epatico immaturo, che può alterare il metabolismo del farmaco
  • Maggiore sensibilità agli effetti collaterali
  • Difficoltà nel riconoscere e segnalare eventuali reazioni avverse

Se necessario, solo uno specialista pediatra allergologo dovrebbe prescrivere antistaminici in questa fascia d’età, privilegiando formulazioni specifiche e dosaggi molto cauti.

antistaminici bambini

Bambini piccoli (1-5 anni)

Per i bambini tra 1 e 5 anni:

  • Gli antistaminici di seconda generazione sono preferibili per il profilo di sicurezza migliore
  • Le formulazioni liquide (sciroppi o gocce) facilitano la somministrazione e permettono un dosaggio più preciso
  • La cetirizina è spesso il farmaco di prima scelta, con dosaggi che possono variare da 2,5 mg a 5 mg al giorno, a seconda dell’età e del peso
  • È importante monitare attentamente eventuali effetti collaterali, in particolare irritabilità o alterazioni del comportamento

Alcuni bambini in questa fascia d’età possono manifestare l’effetto paradosso degli antistaminici, con agitazione anziché sedazione, specialmente con i farmaci di prima generazione.

Bambini in età scolare (6-12 anni)

Per i bambini tra 6 e 12 anni:

  • I dosaggi si avvicinano progressivamente a quelli degli adulti, ma restano generalmente inferiori
  • Le formulazioni possono includere compresse orosolubili, più facili da assumere
  • La loratadina e la cetirizina sono generalmente ben tollerate, con dosaggi rispettivamente di 5-10 mg e 5-10 mg al giorno
  • È importante considerare l’impatto degli antistaminici di prima generazione sulle prestazioni scolastiche, evitandoli durante il periodo scolastico

In questa fascia d’età, è possibile iniziare a educare il bambino all’auto-gestione dell’allergia, insegnandogli a riconoscere i sintomi e l’importanza dell’aderenza alla terapia.

Adolescenti (13-18 anni)

Per gli adolescenti:

  • I dosaggi sono generalmente equivalenti a quelli degli adulti
  • È importante considerare possibili interazioni con altri farmaci che l’adolescente potrebbe assumere
  • La comunicazione sul corretto uso del farmaco diventa fondamentale, spiegando l’importanza di non superare i dosaggi prescritti
  • Gli antistaminici di seconda generazione sono preferibili per minimizzare l’impatto sulle attività scolastiche e sportive

Gli adolescenti possono essere particolarmente sensibili all’impatto estetico dei sintomi allergici (occhi arrossati, naso che cola), il che può aumentare la motivazione all’aderenza terapeutica.

Effetti collaterali e interazioni da monitorare nei bambini

Anche gli antistaminici di seconda generazione, sebbene generalmente sicuri, possono causare effetti collaterali nei bambini:

  • Secchezza delle fauci (più comune)
  • Affaticamento o leggera sonnolenza (in una percentuale minore rispetto agli adulti)
  • Mal di testa
  • Disturbi gastrointestinali come nausea o dolore addominale
  • Raramente, agitazione o irritabilità

È importante informare il pediatra di qualsiasi effetto indesiderato osservato dopo l’inizio della terapia antistaminica.

Per quanto riguarda le interazioni farmacologiche, i principali antistaminici di seconda generazione hanno un basso potenziale di interazione, ma è sempre bene informare il medico se il bambino assume altri farmaci, in particolare:

  • Antibiotici macrolidi
  • Antimicotici azolici
  • Farmaci antiepilettici
  • Corticosteroidi

Antistaminici in gravidanza: rischi, benefici e raccomandazioni

La gestione delle allergie durante la gravidanza rappresenta una sfida particolare, poiché è necessario bilanciare il controllo dei sintomi materni con la sicurezza per il feto in sviluppo.

Classificazione degli antistaminici in gravidanza

La FDA (Food and Drug Administration) americana ha storicamente classificato i farmaci in categorie di rischio in gravidanza, dalle categorie A (studi controllati non hanno dimostrato rischi) alla X (rischio dimostrato). Secondo questa classificazione:

  • La maggior parte degli antistaminici di seconda generazione rientra nella categoria B (nessuna evidenza di rischio in studi su animali, ma mancanza di studi controllati negli esseri umani) o C (effetti avversi in studi su animali, ma benefici potenziali che potrebbero giustificare il rischio).
  • La loratadina e la cetirizina sono generalmente considerate tra le opzioni più sicure, con una vasta esperienza clinica che supporta il loro uso.

Ovviamente, come sempre, a prendere questa decisione con te deve essere il tuo medico curante in concerto con il tuo ginecologo.

antistaminici gravidanza

Raccomandazioni per trimestre di gravidanza

Primo trimestre (settimane 1-12):

  • In questo periodo avviene l’organogenesi, quando gli organi del feto si stanno formando
  • È preferibile evitare qualsiasi farmaco se possibile, privilegiando misure non farmacologiche
  • Se il trattamento è necessario, consultare un allergologo che, in collaborazione con il ginecologo, potrà consigliare l’antistaminico con il miglior profilo rischio-beneficio

Secondo trimestre (settimane 13-26):

  • Con il completamento dell’organogenesi, i rischi teratogeni diminuiscono
  • Gli antistaminici di seconda generazione, in particolare loratadina e cetirizina, possono essere considerati se necessari
  • I corticosteroidi nasali rappresentano un’alternativa con esposizione sistemica minima

Terzo trimestre (settimane 27-40):

  • Negli ultimi mesi di gravidanza, è importante considerare potenziali effetti sul travaglio e sul neonato
  • Alcuni antistaminici di prima generazione possono teoricamente influenzare le contrazioni uterine
  • È preferibile mantenere la terapia che si è dimostrata efficace e ben tollerata nei trimestri precedenti, evitando cambiamenti dell’ultimo minuto

Allattamento e antistaminici

Durante l’allattamento, piccole quantità di antistaminici possono passare nel latte materno. Le raccomandazioni includono:

  • La loratadina e la cetirizina sono considerati i farmaci di prima scelta durante l’allattamento
  • Gli antistaminici di prima generazione possono causare irritabilità o sonnolenza nel lattante, quindi sono generalmente sconsigliati
  • È preferibile assumere il farmaco subito dopo una poppata e poi attendere 3-4 ore prima della poppata successiva, per minimizzare l’esposizione

Strategie per ottimizzare l’efficacia degli antistaminici

Per massimizzare i benefici della terapia antistaminica:

  1. Timing ottimale: Assumere gli antistaminici regolarmente, non solo quando i sintomi sono già presenti. L’effetto preventivo è più efficace di quello curativo.
  2. Costanza: Nelle stagioni allergiche, la somministrazione quotidiana è più efficace di quella al bisogno.
  3. Anticipazione: Iniziare la terapia 1-2 settimane prima dell’inizio previsto della stagione pollinica può ridurre significativamente l’intensità dei sintomi.
  4. Combinazione con altre terapie: In caso di sintomi nasali predominanti, l’abbinamento con corticosteroidi nasali può migliorare significativamente l’efficacia.
  5. Monitoraggio: Tenere un diario dei sintomi può aiutare a valutare l’efficacia del trattamento e a pianificare la terapia per gli anni successivi.

Quando gli antistaminici non bastano: le alternative terapeutiche

In alcuni casi, gli antistaminici da soli possono non essere sufficienti a controllare i sintomi allergici. Le alternative o terapie complementari includono:

  • Corticosteroidi nasali: particolarmente efficaci per la congestione nasale, che risponde meno agli antistaminici
  • Antileucotrieni: farmaci come il montelukast, utili soprattutto in caso di asma allergica associata
  • Cromoni: farmaci come il cromoglicato di sodio, disponibili come spray nasali o colliri
  • Immunoterapia specifica: Il “vaccino anti-allergico”, unico trattamento in grado di modificare il decorso naturale della malattia allergica

Nei casi più gravi, soprattutto nei bambini con asma allergica, può essere necessario considerare terapie biologiche come gli anticorpi anti-IgE, ma solo sotto stretto controllo specialistico.

È importante sapere cosa si sta facendo.

Gli antistaminici rappresentano una risorsa preziosa nella gestione delle allergie, ma la loro efficacia dipende da una prescrizione attenta e personalizzata, che tenga conto dell’età del paziente, della gravità dei sintomi, delle comorbidità e, nelle donne in gravidanza, del trimestre di gestazione.

La scelta dell’antistaminico più adatto, della formulazione ottimale e dello schema posologico corretto deve essere sempre guidata da un medico, idealmente un allergologo, che saprà valutare il rapporto rischio-beneficio in ogni situazione specifica.

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Noi di Genitore Informato siamo al vostro fianco nel percorso di crescita dei vostri bambini. Supportiamo i genitori con guide pratiche, corsi formativi e il nostro libro “Impara a dire No“, e con consulenze personalizzate.

Crediamo che genitori informati crescano bambini più sereni e sani, e il nostro impegno è fornirvi informazioni accurate, aggiornate e scientificamente valide per accompagnarvi in questo meraviglioso viaggio.

Fonti

1. Ten Eick AP, Blumer JL, Reed MD. Safety of antihistamines in children. Drug Saf. 2001;24(2):119-47. doi: 10.2165/00002018-200124020-00003. PMID: 11235817.
2. Pali-Schöll I, Motala C, Jensen-Jarolim E. Asthma and allergic diseases in pregnancy a review. World Allergy Organ J. 2009 Mar;2(3):26-36. doi: 10.1186/1939-4551-2-3-26. PMID: 21151812; PMCID: PMC2999828.

Dott.ssa Claudia Denti

Esperta di Educazione, Sonno e Gestione del bambino. Laureata in Scienze dell'Educazione e Formazione, si occupa di aiutare i genitori a crescere bambini sani e felici secondo principi validati dalla comunità scientifica. Fondatrice di Genitore Informato e ideatrice del metodo Sonno Felice - certificata Sonno Sicuro e Primo Soccorso Pediatrico - supporta i genitori nel loro viaggio dal 2014.

Dott. Severino Cirillo

Esperto di Salute, Benessere ed Educazione. Laureato in Community Health, è il CEO di Genitore Informato e si occupa di validare l'informazione scientifica del blog e coordinare il team di esperti della redazione, composto da ginecologi, ostetriche, psicoterapeuti e altre figure del benessere e della salute in gravidanza, perinatale e genitoriale.

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