Asilo nido, da che età?

di Claudia Denti, Maggio 13, 2025

Fondatrice di Genitore Informato, Laureata in Scienze dell'Educazione e della formazione, Consulente del Sonno IACSC

Se il tuo bambino ha meno di un anno, l’asilo nido è la scelta giusta?

“È meglio portarlo all’asilo nido o lasciarlo ai nonni?“

“Cosa offre l’asilo nido ai più piccoli?“

“Come posso scegliere il nido giusto per il mio bambino?“

Queste sono domande che tutti i genitori si fanno quando arriva il momento e noi siamo qui per rispondere.

Che differenza c’è tra asilo e asilo nido?

La differenza principale tra l’asilo (ormai scuola per l’infanzia) e l’asilo nido risiede nell’età dei bambini accolti e nei servizi offerti.

L’asilo nido accoglie neonati e bambini fino a tre anni, offrendo assistenza e supporto fin dalla tenera età.

D’altra parte, l’asilo, una volta noto anche come scuola materna e ora scuola per l’infanzia, accoglie bambini dai 3 ai 6 anni e si concentra non solo sulle cure, ma anche sull’educazione prescolare.

Mentre l’asilo nido è più centrato sull’accudimento dei piccoli, la scuola dell’infanzia si focalizza sull’aspetto educativo, contribuendo allo sviluppo della personalità e all’apprendimento dei bambini in età prescolare.

Lo mando o non lo mando all’asilo nido?

La scelta di mandare il proprio bambino al nido è dettata dalle più svariate motivazioni che spaziano tra quelle lavorative a quelle legate alla famiglia.

La decisione di una famiglia di mandare il proprio bambino al nido non dovrebbe essere mai giudicata da nessuno, sia che sia positiva, sia che sia negativa.

Se con i bambini sopra l’anno d’età è più semplice decidere, con i lattanti la scelta diventa più difficile e incerta.

Dopotutto, neonati e lattanti hanno bisogno di contatto che nel primo periodo di vita è indispensabile per poter creare quel legame che esiste solo all’interno di una famiglia: ecco perché sarebbe importante che il neonato, nei primi attimi di vita, resti quanto più possibile con le figure di riferimento.

asilo nido

Nei mesi successivi alla nascita, per varie necessità, potrebbe presentarsi la possibilità di separarci dal nostro bambino: questa separazione non è semplice per nessuno, né per i genitori, né per il bambino.

Inoltre è un periodo di scatti di crescita importanti e regressioni.

Affrontare le ansie e le paure ci mette a dura prova.

In questa fase molto delicata dobbiamo ricordarci una delle grandi paure che tutti i bambini vivono: la paura dell’estraneo.

Proprio questa paura gioca un ruolo fondamentale per la riuscita di un ambientamento ottimale al nido.

Intorno ai 9 mesi arriva un periodo in cui è forte l’ansia da separazione, l’ideale sarebbe anticipare o posticipare l’ambientamento e non farlo coincidere con questo esatto periodo.

Perché portare i bambini al nido?

Il nido è una grande opportunità per i bambini, anche molto piccoli, per stare con i propri pari e poter interagire con bambini più grandi.

L’imitazione è fondamentale e, all’interno del nido, i piccoli imparano dai grandi e i grandi si prendono cura dei piccoli.

Imparano a rispettare il prossimo e a vivere in una comunità che non è solo quella della propria famiglia, aprirsi all’altro e alla conoscenza del mondo esterno attraverso una guida preparata.

Inoltre, i nidi sono preparati per fare attività strutturate che spesso a casa non sono agevoli oppure nemmeno possibili.

È meglio portarlo al nido o dai nonni?

La decisione riguardo a questo è sicuramente influenzata dalla vicinanza o meno dei nonni, dai rapporti, dal fatto che siano in vita, e dalle questioni economiche.

Da un punto di vista educativo è bene però che i nonni rispettino il modello educativo scelto dai genitori e spesso questa è la parte difficile.

I nonni si sentono in potere (e in dovere) di intervenire e spesso, involontariamente, inficiano il duro lavoro del genitore, soprattutto nei casi in cui i metodi educativi differiscano.

Se la decisione è quella di affidarsi ai nonni è bene mettere fin dall’inizio in evidenza quelle che sono le caratteristiche del modello educativo che si sta seguendo con le rispettive motivazioni.

Nel momento in cui si decide di lasciare il bambino ai nonni, si deve fare i conti con una grande componente che viene a mancare rispetto al nido: la condivisione con i propri pari di oggetti, spazi e interazioni.

Cosa offre il nido per i più piccoli 0-12 mesi?

Il nido, oltre che permettere alle famiglie di avere momenti di relax e recuperare il sonno perso, le faccende domestiche o anche solo del tempo per se stessi, offre al bambino la possibilità di conoscere altri bambini, di interagire e di sperimentare i rapporti.

All’interno del nido ci sono spazi dedicati proprio alla primissima infanzia dove il bambino può restare in totale sicurezza, un tripudio di cuscini morbidi e oggetti da conoscere.

Al bambino viene data la possibilità di mangiare, dormire, sperimentare secondo le proprie tempistiche e necessità, ma via via dando dei tempi e ritmi per scandire la sua giornata.

Al nido si dovrebbe trovare un clima accogliente, una seconda famiglia che si occupi di lui in collaborazione costante con la famiglia.

È importante sottolineare come la famiglia debba essere sempre partecipe di tutto quello che succede al nido e possa decidere insieme al nido come procedere per il benessere del bambino.

Le attività che vengono proposte al nido sono sicure, studiate e puntano allo sviluppo del bambino nella totalità della sua persona.

Come scegliere il nido giusto per il bambino?

Se si ha la possibilità di poter scegliere tra più strutture, il mio consiglio è quello di visitare tutte quelle vicino all’abitazione o al lavoro: quelle per cui si è più comodi.

A quel punto bisogna parlare con la responsabile di struttura, chiedere informazioni sulla programmazione delle attività, sulle educatrici e sulla sanificazione degli ambienti.
Dai un’occhiata a come sono
suddivisi gli spazi e alla pulizia dell’ambiente.

Prova a chiederti come ti senti in quella struttura e se sei a tuo agio, se l’ambiente è amorevole e sereno.

Osserva le educatrici e cerca di capire se sono persone equilibrate (non è detto che per forza lo siano sempre) e soprattutto: se hai domande, falle prima!

Più domande poni, più risposte avrai, questo ti farà sentire tranquilla e lascerai il tuo bambino serenamente.

L’ambientamento?

L’ambientamento all’asilo nido si svolge in modalità differenti a seconda della struttura.

Esistono principalmente due modalità:

  • una prevede un ambientamento lungo e graduale
  • l’altra prevede un ambientamento in 3 giorni.

Quello lento e graduale è stato utilizzato da tutti i nidi fino a pochi anni fa.

La mamma e il bambino frequentavano la struttura per poche ore prima insieme e poi solo il bambino allungando la tempistica di frequenza con il passare del tempo fino a frequentare l’orario pieno stabilito.

L’ambientamento breve prevede 3 giorni in cui mamma e bambino frequentano la struttura dalle 9.30 alle 15.30 vivendo insieme la quotidianità del nido, ma il bambino viene accudito dalla madre.

Dal quarto giorno il bambino saluta la madre sulla porta e viene affidato alle educatrici.

Quale che sia la modalità più corretta da intraprendere per un buon inserimento è definita dalle competenze e dalla professionalità di chi le applica.

Fondamentale è rispettare il benessere del bambino e accogliere tutte le emozioni che presenta.

Noi siamo con te.

Siccome l’ambientamento può essere un momento particolarmente complesso, noi di Genitore Informato abbiamo creato una masterclass dove spieghiamo tutto quello che c’è da sapere per un ambientamento sereno al nido, sia per il bambino che per i genitori.

Scopri di più cliccando questo link –> MASTERCLASS AMBIENTAMENTO AL NIDO

FAQ

  1. Qual è la differenza tra asilo e asilo nido?

    L’asilo nido accoglie neonati e bambini fino a tre anni, fornendo assistenza fin dalla tenera età, mentre l’asilo (scuola dell’infanzia) accoglie bambini dai 3 ai 6 anni, concentrandosi anche sull’educazione prescolare oltre alle cure.

  2. È meglio mandare il bambino all’asilo nido o lasciarlo con i nonni?

    La scelta dipende da varie motivazioni, ma è importante considerare l’adesione dei nonni al modello educativo dei genitori e la mancanza di interazioni paritarie.

  3. Perché portare i bambini all’asilo nido?

    L’asilo nido offre opportunità di interazione con coetanei, imitazione, rispetto degli altri e attività strutturate che favoriscono lo sviluppo sociale ed educativo.

  4. Come avviene l’ambientamento all’asilo nido?

    L’ambientamento può essere graduale nel tempo o concentrato in tre giorni, ma è fondamentale rispettare il benessere del bambino e accogliere le sue emozioni durante il processo.

Fonti

Green MJ, Pearce A, Parkes A, Robertson E, Katikireddi SV. Pre-school childcare and inequalities in child development. SSM Popul Health. 2021 Mar 12;14:100776. doi: 10.1016/j.ssmph.2021.100776. PMID: 33768138; PMCID: PMC7980060.

Dott.ssa Claudia Denti

Esperta di Educazione, Sonno e Gestione del bambino. Laureata in Scienze dell'Educazione e Formazione, si occupa di aiutare i genitori a crescere bambini sani e felici secondo principi validati dalla comunità scientifica. Fondatrice di Genitore Informato e ideatrice del metodo Sonno Felice - certificata Sonno Sicuro e Primo Soccorso Pediatrico - supporta i genitori nel loro viaggio dal 2014.

Dott. Severino Cirillo

Esperto di Salute, Benessere ed Educazione. Laureato in Community Health, è il CEO di Genitore Informato e si occupa di validare l'informazione scientifica del blog e coordinare il team di esperti della redazione, composto da ginecologi, ostetriche, psicoterapeuti e altre figure del benessere e della salute in gravidanza, perinatale e genitoriale.

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