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L’interazione tra mamma, papà e bambino o più in generale la gestione dell’attaccamento bambini-genitori sono elementi che si trovano alla base di un corretto ed equilibrato sviluppo psichico di un bambino.

Da decenni la teoria dell’attaccamento del bambino sostiene che esistono quattro tipologie di attaccamento, capaci di influenzare il comportamento del bambino da adulto.

Vediamo insieme la teoria sull’attaccamento e le quattro tipologie.

Teoria sull’attaccamento

Dagli studi sulle interazioni tra madre e figlio è nata la teoria dell’attaccamento che, come abbiamo detto, è capace di influenzare la vita relazionale del bambino da adulto.

L’attaccamento neonato è un bisogno primordiale, un istinto inconscio tipico di tutte le specie animali che si concretizza non solo nella ricerca dell’allattamento ma anche nelle emozioni come per esempio la sensazione di protezione.

L’attaccamento del bambino è quindi un bisogno innato che permette uno sviluppo cognitivo che dipende da come un genitore si comporta con il proprio figlio.

In particolare quello che conta è dare il giusto appoggio al proprio figlio, sia in senso di protezione che a livello affettivo. Un genitore deve infatti essere presente per far crescere il proprio figlio nella consapevolezza che non sarà mai solo.

La gestione del legame comporterà cambiamenti di carattere nel bambino da adulto che si troverà a mettere in pratica un atteggiamento simile a quello ricevuto nei suoi primi mesi di vita.

La capacità di gestire il rapporto con un neonato da parte della madre o comunque della persona che si occupa della crescita del bambino (chiamata caregiver) determinerà il suo comportamento.

Le tipologie di attaccamento: l’attaccamento sicuro

La prima tipologia di attaccamento è definita attaccamento sicuro e si realizza quando la persona che si prende cura del bambino è riuscita a sintonizzarsi perfettamente con il bambino che si sentirà accettato, protetto e amato.

Allo stesso tempo un attaccamento sicuro si realizza quando il piccolo riesce a comprendere quali sono limiti e divieti capaci di garantire una base sicura dove il piccolo è in grado di crescere nel modo adeguato esplorando il mondo che lo circonda.

I bambini con attaccamento sicuro cresceranno con la giusta dose di indipendenza, autonomia e autostima, potranno costruire delle relazioni stabili e durature e potranno dimostrare empatia nei confronti degli altri perché emotivamente stabili.

I bambini con attaccamento sicuro in genere si sentono angosciati quando vengono separati dai genitori e molto felici quando li rivedono, dalla quale semplice vista traggono un immediato senso di sicurezza.

I bambini cresciuti in questo modo riusciranno a diventare adulti consapevoli e capaci di cercare e dare sostegno ai famigliari.

Attaccamento bambini

L’attaccamento insicuro ansioso

L’attaccamento insicuro ansioso si realizza quando il caregiver non è in grado di interagire con il bambino in maniera corretta.

In genere questa tipologia di attaccamento si realizza in presenza di un genitore poco empatico, pronto a giudicare qualsiasi azione e respingente dal punto di vista affettivo.

Nell’attaccamento insicuro ansioso i bambini crescono in un clima frustrante i cui traumi emotivi non sono sempre evidenti ma ripetuti nel tempo e quindi molto invalidanti per la formazione di una serenità futura.

Un bambino che si trova in questa tipologia di attaccamento soffre di ansia di abbandono, piange quando viene separato dai genitori e quando li ritrova non si rassicura con facilità (perché non ha sviluppato il senso di protezione e teme di essere abbandonato di nuovo).

I bambini di questa tipologia piangono, urlano e danno calci quando non riescono a ottenere quello che chiedono e sono destinati a diventare adulti troppo possessivi nel rapporto di coppia.

Attaccamento insicuro evitante

Nell’attaccamento insicuro evitante i bambini non si sentono amati dai genitori e tendono a tenere per loro le emozioni.

In genere non dimostrano sofferenza quando vengono separati dai genitori ma in realtà trattengono il turbamento perché sono abituati a trattenere qualsiasi tipo di sentimento, sia esso rabbia o angoscia.

I bambini che fanno parte di questa categoria non dimostrano interesse nei confronti dei genitori e tendono a evitarli quando sono insieme nella stessa stanza.

Questo tipologia di attaccamento crea un adulto poco empatico e scarsamente interessato ai problemi degli altri anche se facente parte della stessa famiglia; possono diventare instabili nei rapporti soprattutto se di lunga data.

Attaccamento insicuro disorganizzato

L’attaccamento insicuro disorganizzato è l’ultima tipologia studiata nella teoria che in genere si concretizza in circostanze molto negative, quando sono presenti maltrattamenti o abusi.

I bambini che soffrono di un attaccamento insicuro disorganizzato sono distaccati dai genitori, cercano di avere sempre il controllo della situazione e usano la violenza come unico mezzo di difesa.

I bambini che si trovano nella tipologia di attaccamento insicuro disorganizzato cercano rifugio negli altri e perché non si fidano di chi li dovrebbe proteggere e accudire.

L’attaccamento insicuro disorganizzato si realizza in quelle famiglie dove uno dei due genitori (o entrambi) è particolarmente violento e usa la forza per imporre le proprie idee.

Questa tipologia di attaccamento fa crescere bambini che diventeranno insicuri, non sapranno credere nell’amore e nell’affetto degli altri e saranno sempre pronti a usare la violenza.

Diverranno adulti ansiosi e incapaci di vivere dei rapporti sociali equilibrati.

Attaccamento bambini

Come favorire un attaccamento sicuro

Per favorire un attaccamento sicuro è importante che il caregiver sia una persona capace di mostrare i propri sentimenti.

Il genitore, o comunque chi si occupa del bambino non deve temere il contatto fisico, deve prendere in braccio il neonato, sorridergli, parlargli e giocare insieme.

Un attaccamento sicuro è naturale nelle persone empatiche ma per favorirlo basta mettere in pratica il principio del bonding, ossia del legame che si instaura tra madre-figlio o, più in generale, tra genitore-figlio.

Un legame solido nasce dalla condivisione delle emozioni, siano esse positive che negative, dalla imposizione di regole e divieti e dalla libertà di sbagliare senza essere giudicati.

L’attaccamento sicuro dovrebbe crearsi con naturalezza ma è possibile modificare il proprio atteggiamento per fare in modo che il bambino cresca nel modo corretto.

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