fbpx

Autosvezzamento: lo svezzamento naturale?

di Claudia Denti, Marzo 18, 2024

Autosvezzamento è una parola che si sta diffondendo sempre di più tra le mura domestiche dei genitori con bambini nell’età dello svezzamento. Un metodo che si propone come alternativa al tradizionale svezzamento, ma di cosa si tratta esattamente? E soprattutto, come si inizia l’autosvezzamento? In questo articolo cercheremo di rispondere a queste e ad altre domande.

Come si inizia l’autosvezzamento?

Prima di tutto, è importante sapere che l’autosvezzamento può essere iniziato solo quando il bambino ha raggiunto una certa maturazione neuromotoria. L’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda di iniziare l’autosvezzamento non prima dei 6 mesi di età.

Ci sono alcuni casi in cui si inizia lo svezzamento prima dei sei mesi, ma in realtà quello lo deve decidere il pediatra e solo in casi in cui la salute lo richieda necessariamente. Non pensare di iniziare lo svezzamento prima o molto prima dei sei mesi, perché normalmente il bambino non è fisicamente pronto per farlo.

Una volta raggiunta questa età, è possibile iniziare a proporre al bambino cibi solidi, lasciandogli la libertà di esplorarli ed assaggiarli autonomamente. Ricordate che la parola chiave dell’autosvezzamento è “autonomia”: il vostro piccolo deve essere il protagonista di questa fase.

autosvezzamento

Qual è la differenza tra svezzamento e autosvezzamento?

Il metodo dello svezzamento tradizionale prevede l’introduzione graduale di cibi diversi dal latte, solitamente sotto forma di pappine e omogeneizzati. L’autosvezzamento, invece, permette al bambino di iniziare a mangiare da solo, utilizzando le mani per esplorare gli alimenti, masticarli e deglutirli.

La cosa bella è che il bambino, essendo già in grado di “macinare” il cibo con le gengive, è letteralmente in grado di cominciare da subito a mangiare cibo solido, anche prima che i denti compaiano.

Lo può fare prendendolo con le mani e portandolo alla bocca in autonomia. Ovviamente questo deve avvenire nella massima sicurezza, perché i primi cibi solidi causeranno molte volte il gag reflex, che spaventa molto i genitori, ma è un riflesso necessario per non soffocare.

Quali sono gli approcci all’autosvezzamento?

In questo momento sono presenti due approcci simili ma non identici allo svezzamento “a richiesta”.

Il metodo ACR (Alimentazione complementare a richiesta) del pediatra Piermarini promuove l’idea di integrare sin da subito le abitudini alimentari familiari nella routine del bambino, compresa l’educazione a tavola. Questo metodo consiglia di servire il cibo sminuzzato o tagliuzzato con le posate.

Il metodo BLW (Baby Led Weaning – Svezzamento guidato dal bambino) propone un approccio più “naturale” al cibo, incentivando l’uso delle mani e la presentazione del cibo nella sua forma più semplice, come frutta tagliata in spicchi con la buccia. Questo approccio mira a promuovere l’autonomia del bambino e a farlo familiarizzare con il cibo nella sua forma originale, anche se non ci sono prove a sostegno dell’effettiva utilità di questa forma di cibo.

La ristretta selezione di alimenti, inoltre, rischia spesso di minare il principio della condivisione del pasto.

Una delle differenze principali tra i due metodi risiede nel fatto che il metodo BLW non prevede l’imboccatura, mentre l’ACR è più flessibile su questo aspetto. Nello specifico, l’ACR permette l’utilizzo delle posate da parte dei bambini con il supporto e l’aiuto del caregiver.

L’ACR si concentra sul superamento dei problemi derivanti dai rigidi calendari di introduzione degli alimenti, promuovendo un atteggiamento rilassato ma responsabile nei confronti dell’alimentazione dei bambini e la condivisione dei pasti in famiglia.

Il BLW, invece, pone l’accento sull’esperienza sensoriale del cibo, incoraggiando i bambini a sperimentare diverse consistenze, forme, colori e sapori.

Nonostante le loro differenze, entrambi i metodi condividono l’idea che il pasto dovrebbe essere un’esperienza felice e serena per il bambino e che il cibo dovrebbe essere complementare e offerto su richiesta.

Cosa dare all’inizio dell’autosvezzamento?

Il consiglio è di iniziare con cibi morbidi, che il bambino possa facilmente afferrare con le mani, come pezzi di frutta matura, verdura cotta, pane, pasta. L’importante è che i pezzi siano abbastanza grandi da poter essere afferrati, ma non troppo piccoli da essere ingoiati interi.

Soprattutto, è importante tagliare in maniera sicura: lo stesso cibo tagliato in maniera diversa può essere pericoloso. Imparare i tagli sicuri sarà un’assoluta necessità.

Inoltre, fondamentale è che tu faccia un corso di disostruzione: basta una volta, infatti, perché il bambino soffochi. Sapere come liberarlo è un’abilità di cui sarai grata.

In che cosa consiste l’autosvezzamento?

L’autosvezzamento consiste nel dare al bambino la possibilità di gestire da solo l’assunzione di cibo. Il bambino decide autonomamente cosa, quanto e come mangiare. Questo approccio rispetta il ritmo naturale del bambino, aiutandolo a sviluppare la coordinazione, la masticazione e la capacità di deglutire.

La cosa più positiva è che il bambino, non avendo altri gusti conosciuti a parte il latte, parte come una “tabula rasa” e puoi quindi iniziare da subito a proporre cibi che normalmente sono considerati difficili, come Tofu e verdure (i tanto odiati broccoli), senza grande problema.

Se il bambino li assaggia da subito, normalmente si abitua da subito a mangiarli e non farà problemi.

autosvezzamento

Come proporre la pasta in autosvezzamento?

La pasta può essere introdotta nel menù del bambino attorno ai 6-7 mesi. Inizialmente si può scegliere una pasta di piccole dimensioni, cotta molto al dente, in modo che sia più facile da afferrare con le manine. È importante evitare inizialmente le salse, in particolare quelle con sale e spezie. Un modello perfetto è il fusillo, che permette all’aria di passare anche se venisse ingerito intero, è facile da afferrare e da spezzare con le gengive.

Le penne, invece andrebbero tagliate per il lungo.

Quanti pasti in autosvezzamento?

La frequenza dei pasti varia a seconda dell’età del bambino. Fino a 1 anno, il latte (materno o formula) rimane l’alimento principale, quindi i pasti solidi vengono inseriti gradualmente. È possibile iniziare con un pasto al giorno, per poi passare a due e infine a tre, sempre in base alle esigenze e al ritmo del bambino.

Ci sono anche bambini che da subito sono in grado di seguire i ritmi dei genitori, basta proporre sempre pasti equilibrati.

Noi siamo con te.

Da Genitore Informato sappiamo quanto sia importante per te avere tutte le informazioni necessarie per rispondere alle esigenze del tuo bambino. Per questo motivo, offriamo guide, corsi e consulenze personalizzate per aiutarti in ogni fase della crescita del tuo piccolo.

Ricorda che abbiamo anche la guida Mangio Tutto, per gestire al meglio le abitudini di nutrizione del tuo bambino.

L’autosvezzamento è un viaggio che richiede pazienza e dedizione, ma che può portare a grandi soddisfazioni. Il tuo bambino imparerà a gestire autonomamente il cibo, a distinguere i gusti e a sviluppare la sua autonomia. E noi saremo con te, passo dopo passo.

Aggiornamento: le nuove linee guida dell’OMS sul cibo complementare.

Il 16 Ottobre 2023 l’OMS ha divulgato un documento con le nuove raccomandazioni per l’alimentazione complementare del bambino. Qui sotto ti diamo un sommario di queste linee guida e il link al documento originale di 96 pagine con i dettagli e le motivazioni, oltre alla ricerca di supporto.

Ecco una sintesi delle Linee Guida dell’OMS sull’Alimentazione Complementare per Bambini di Età 6-23 Mesi:

Raccomandazioni e Dettagli:

  1. Continuità dell’Allattamento al Seno:
    • Si raccomanda di proseguire l’allattamento fino a 2 anni o oltre. Per realizzare ciò, è essenziale offrire alle madri che lavorano fuori casa servizi come asili nido in loco, sale per l’allattamento e orari di lavoro flessibili. Anche l’accesso ai servizi di consulenza sull’allattamento è fondamentale per affrontare sfide e dubbi.
  2. Tipologie di Latte per Diverse Fasce d’Età:
    • Da 6 a 11 Mesi: Se non allattati al seno, i bambini possono essere nutriti con formula di latte o latte animale.
    • Da 12 a 23 Mesi: Si consiglia il latte animale anziché le formule di follow-up (Preferibile il latte animale; formule di follow-up non raccomandate (IMPORTANTE: da ricordare che queste sono linee guida mondiali e questa raccomandazione è molto particolare: il latte in formula, in una delle stesse review indicate dall’OMS batte in quasi tutto il latte animale, ma nei paesi dove è difficile sterilizzare l’acqua – e dove ci sono più neonati – è più sicuro usare un latte animale. È importante contestualizzare: in Italia le formule vanno benissimo)
    • In entrambi i casi, è importante utilizzare latte intero e seguire pratiche di conservazione sicure.

Consigli Specifici per l’Alimentazione:

  1. Introduzione di Alimenti Complementari:
    • I cibi complementari dovrebbero essere introdotti a partire dai 6 mesi. Questo momento rappresenta un equilibrio tra i benefici dell’allattamento al seno esclusivo e il rischio di carenze nutrizionali, specialmente di ferro, in bambini nati prematuri o con basso peso alla nascita.
  2. Promozione della Diversità Alimentare:
    • La dieta dovrebbe includere quotidianamente cibi di origine animale (anche qui, la review su cui si basa questa raccomandazione è abbastanza debole, ma ricordiamo che sono linee guida mondiali, che includono anche paesi dove è più difficile aderire a una dieta vegetariana/vegana con facilità), frutta e verdura. Questi alimenti sono ricchi di nutrienti essenziali come ferro, zinco e vitamina B12, importanti per lo sviluppo del bambino.
    • Legumi, noci e semi vanno inseriti frequentemente nella dieta, in particolare quando l’assunzione di cibi di origine animale è limitata. Bisogna prestare attenzione a servirli in maniera sicura per evitare il rischio di soffocamento.
  3. Restrizioni Sugli Alimenti Malsani:
    • Evitare cibi ricchi di zuccheri, sale e grassi trans. Le bevande zuccherate e i dolcificanti artificiali sono particolarmente nocivi.
  4. Uso di Integratori e Alimenti Fortificati:
    • In alcune situazioni, gli integratori o gli alimenti fortificati possono essere necessari per soddisfare le esigenze nutrizionali. Tuttavia, non dovrebbero mai sostituire una dieta equilibrata e diversificata.
  5. Alimentazione Reattiva:
    • Questo approccio incoraggia un’alimentazione che rispetti i bisogni fisiologici e di sviluppo del bambino, promuovendo autonomia e sana regolazione dell’appetito.

Aspetti Chiave e Implementazione:

  • Per attuare efficacemente queste linee guida, sono necessarie politiche inclusive che considerino gli aspetti nutrizionali dei bambini, insieme a un’informazione corretta e politiche di etichettatura e marketing dei prodotti alimentari.
  • Si evidenzia una forte necessità di ulteriori ricerche, in particolare per quanto riguarda le raccomandazioni non legate agli integratori e ai prodotti alimentari fortificati.

Conclusioni:

Queste linee guida sottolineano l’importanza di un ambiente di supporto, sia a livello familiare che comunitario, per promuovere pratiche di alimentazione ottimali. L’enfasi è posta sulla necessità di una dieta diversificata, ricca di nutrienti essenziali e su un approccio olistico che consideri tutte le esigenze di sviluppo dei bambini piccoli.

Dott.ssa Claudia Denti

Esperta di Educazione, Sonno e Gestione del bambino. Laureata in Scienze dell'Educazione e Formazione, si occupa di aiutare i genitori a crescere bambini sani e felici secondo principi validati dalla comunità scientifica. Fondatrice di Genitore Informato e ideatrice del metodo Sonno Felice - certificata Sonno Sicuro e Primo Soccorso Pediatrico - supporta i genitori nel loro viaggio dal 2014.

Dott. Severino Cirillo

Esperto di Salute, Benessere ed Educazione. Laureato in Community Health, è il CEO di Genitore Informato e si occupa di validare l'informazione scientifica del blog e coordinare il team di esperti della redazione, composto da ginecologi, ostetriche, psicoterapeuti e altre figure del benessere e della salute in gravidanza, perinatale e genitoriale.

{"email":"Email address invalid","url":"Website address invalid","required":"Required field missing"}