Molte future mamme sperimentano anche modifiche nelle loro capacità cognitive, un fenomeno noto come baby brain o mumnesia.
In questo articolo esploriamo in dettaglio cosa sia il baby brain, le sue cause, i suoi effetti e come gestirlo.
Non solo, anche il cervello del papà cambia!
Cos’è il baby brain?
Il baby brain, termine anglofono che potremmo tradurre come “cervello da bebè”, si riferisce a un deficit temporaneo di memoria e attenzione che colpisce molte donne durante la gravidanza.
Secondo uno studio condotto dalla Deakin University di Melbourne, ben quattro donne su cinque sperimentano questo fenomeno nel corso della gestazione.
La mumnesia, come viene anche chiamata, si manifesta principalmente con:
- Difficoltà di concentrazione
- Problemi di memoria a breve termine
- Ridotta capacità decisionale
- Difficoltà nella pianificazione
Questi sintomi tendono a intensificarsi nel corso del terzo trimestre di gravidanza, influenzando le funzioni cognitive generali, le prestazioni della memoria e il funzionamento esecutivo del cervello.
Quando insorge il baby brain?
Il baby brain non si manifesta uniformemente durante tutta la gravidanza. Generalmente, il fenomeno segue questo andamento:
- Primo trimestre: raramente presente
- Secondo trimestre: inizia a manifestarsi con qualche sintomo
- Terzo trimestre: raggiunge la sua massima intensità
È importante notare che l’esperienza può variare da donna a donna, con alcune che avvertono i sintomi più precocemente o più intensamente di altre.
Le cause del baby brain
Nonostante sia un fenomeno ampiamente riconosciuto, le cause esatte del baby brain non sono ancora del tutto chiare. Gli scienziati hanno proposto diverse ipotesi per spiegare questo fenomeno:
Cambiamenti ormonali
Durante la gravidanza, i livelli di estrogeni e progesterone aumentano significativamente. Questi ormoni hanno un impatto diretto sul cervello e possono influenzare la comunicazione tra le cellule nervose, potenzialmente portando a cambiamenti nella memoria e nelle funzioni cognitive.

Modifiche strutturali nel cervello
Linda Byrne, ricercatrice senior a capo dello studio condotto dall’Università di Melbourne, suggerisce che durante la gravidanza il cervello delle donne diventa particolarmente plastico.
Nelle aree deputate alla memoria, si assisterebbe a una diminuzione della materia grigia (fenomeno condiviso dal papà).
Questo potrebbe essere un adattamento dell’organismo per reindirizzare risorse verso funzioni più cruciali in quel momento, come l’attenzione della mamma verso la cura e l’accudimento del nascituro.
Effetti psicologici ed emotivi
La gravidanza è un periodo di grande cambiamento emotivo e psicologico. Lo stress e l’ansia associati a questa fase della vita possono avere un impatto significativo sulle funzioni cognitive, inclusa la memoria.
Alterazioni del sonno
Molte donne in gravidanza sperimentano disturbi del sonno dovuti al disagio fisico, alla necessità frequente di urinare e all’ansia. Un sonno disturbato può influire negativamente sulla memoria e sulla concentrazione.
Stanchezza fisica
La gravidanza può causare un notevole affaticamento fisico, specialmente durante il primo e l’ultimo trimestre.
Questa stanchezza può influire sulla chiarezza mentale e sulla capacità di concentrazione, influenzando indirettamente la memoria.
Gli effetti del baby brain
Il baby brain può manifestarsi in diversi modi nella vita quotidiana di una donna incinta.
Le donne in gravidanza potrebbero dimenticare appuntamenti, impegni o dettagli della vita di tutti i giorni oppure avere difficoltà nel ricordare nomi o nel trovare le parole giuste durante una conversazione.
Le gestanti potrebbero dimenticare dove hanno messo oggetti di uso quotidiano come chiavi, telefono o portafoglio.
Alcune donne potrebbero sperimentare difficoltà a ricordare gli articoli che avevano intenzione di acquistare o le attività che avevano programmato.
Il baby brain è pericoloso?
Nonostante gli effetti di questa condizione possano essere frustranti, è importante sottolineare che non si tratta di un disturbo pericoloso o invalidante.
La ricerca australiana ha evidenziato che, sebbene le donne che soffrono di baby brain percepiscano la propria mente come “annebbiata”, le loro prestazioni cognitive rientrano sempre nell’ambito della normalità.
Inoltre, il fenomeno è del tutto transitorio. Dopo la gravidanza e la nascita del bambino, questo effetto tende a scomparire velocemente quanto è arrivato.
Raramente, questo disturbo va a intaccare significativamente la produttività sul lavoro o la qualità della vita quotidiana.
Come gestire il baby brain
Sebbene sia un fenomeno naturale e temporaneo, ci sono alcune strategie che le donne in gravidanza possono adottare per gestire meglio i suoi effetti:
- Utilizzare promemoria e liste: tenere un’agenda, utilizzare app per promemoria o scrivere liste può aiutare a compensare eventuali dimenticanze.
- Stabilire una routine: creare e seguire una routine quotidiana può aiutare a ridurre lo stress e migliorare la memoria.
- Praticare la mindfulness: tecniche di meditazione, mindfulness e lo yoga possono aiutare a migliorare la concentrazione e ridurre l’ansia.
- Fare esercizio regolare: l’attività fisica moderata può migliorare il flusso sanguigno al cervello, favorendo le funzioni cognitive.
- Dormire a sufficienza: cercare di ottenere un sonno di qualità, magari con l’aiuto di cuscini per la gravidanza o tecniche di rilassamento.
Il cervello dei papà cambia quando nasce un bambino!
Numerosi studi hanno dimostrato che anche il cervello degli uomini subisce significativi cambiamenti dopo la nascita del loro primo figlio, e nemmeno pochi, vediamo insieme quali.
Riduzione della materia grigia
Quando nasce il primo figlio, i papà più coinvolti nell’accudimento mostrano una riduzione del volume della materia grigia cerebrale, in particolare nelle aree frontali e parietali del cervello. In media, gli uomini perdono circa l’1-2% del volume della materia grigia.
Questa riduzione non è negativa, ma aiuta i padri ad essere più efficienti nell’elaborazione delle informazioni sociali e a sviluppare un legame più forte con il bambino.
Le maggiori riduzioni di materia grigia si hanno appena nato il bambino e sono correlate ad aumentati livelli di stress genitoriale e di attaccamento.
Cambiamenti nel sonno
Con l’arrivo del bebè, quasi tutti i papà iniziano a dormire meno e a soffrire di disturbi del sonno.
Questo perché sono molto concentrati sul figlio e più ansiosi e stressati, un po’ come avviene nelle donne con la depressione post-partum.
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Maggiore attaccamento al bambino
I cambiamenti cerebrali aiutano i padri a comprendere meglio i bisogni del bambino e a stringere con lui un legame più forte, fondamentale per la sua sopravvivenza.
Gli uomini che durante la gravidanza si sono dichiarati più legati al nascituro hanno mostrato una maggiore perdita di materia grigia.
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Fonti
Kim P, Rigo P, Mayes LC, Feldman R, Leckman JF, Swain JE. Neural plasticity in fathers of human infants. Soc Neurosci. 2014;9(5):522-35. doi: 10.1080/17470919.2014.933713. Epub 2014 Giu 24. PMID: 24958358; PMCID: PMC4144350.
