fbpx

Baby Food: Cos’è e come sceglierlo bene?

Può essere che ti sia capitato di sentire il termine baby food.

In questo articolo vediamo cos’è, cosa dare da mangiare a un neonato, perché gli omogeneizzati vanno scaldati, quando smettere e ti daremo informazioni riguardo allo svezzamento a 4 mesi.

Cos’è il baby food?

Gli alimenti della prima infanzia sono conosciuti con il termine baby food.

Questi tipi di alimenti che si possono ritrovare in diverse consistenze, sono ad esempio:

  • sughi
  • liofilizzati
  • omogeneizzati
  • biscotti
  • succhi di frutta
  • yogurt e tanto altro.

Di solito hanno una collocazione ben precisa, nel banco frigo o negli scaffali della grande distribuzione.

È anche molto frequente che questi prodotti, con confezioni molto carine e accattivanti, siano colme di claims che possano attirare l’attenzione dei genitori.

Cosa dare da mangiare ad un neonato?

Il neonato può mangiare liberamente ciò che gli propongono i genitori: sia in forma di crema, che in tagli sicuri.

L’alimentazione, come per noi adulti, dovrà essere equilibrata e bilanciata nei vari macronutrienti: grassi, proteine e carboidrati e che soddisfi i bisogni fisiologici del piccolo, che sono, mese dopo mese, sempre più incessanti e cospicui.

Un piccolo, in svezzamento, ha un’alimentazione costituita da:

  • 50 % da fonti di carboidrati
  • 25 % da fonti proteiche
  • 25 % da fonte di fibra (data da ortaggi e frutta)

Di notevole importanza sarà ruotare le fonti maggiormente proteiche (uova, pesce, carne, legumi e formaggi) per dare una variabilità alimentare ampia.

Per dare più sapore ai piatti è possibile utilizzare, con parsimonia, le spezie.

Perché gli omogeneizzati vanno scaldati?

Nella preparazione della pappa con omogenizzati è importante ricondizionare il prodotto come indicato da confezione, al fine di evitare contaminazione microbiologica che si potrebbe creare nell’apertura della confezione sottovuoto.

baby food

Quando smettere con gli omogeneizzati?

Molti genitori, inizialmente, prediligono l’utilizzo di omogeneizzati in quanto maggiormente rassicurati dalla consistenza proposta (per evitare il gag reflex tanto spaventoso) e anche dal fatto che spesso non hanno tempo nelle preparazioni giornaliere.

È comprensibile, ma poter fare preparazioni casalinghe, più vicine ai gusti della famiglia, è possibile, ma con un po’ di organizzazione che non sempre c’è.

In questi casi, un grande aiuto viene dato dalla possibilità di congelare i pasti (anche in monoporzioni più piccole)

È consigliabile, almeno dall’ottavo/decimo mese, iniziare ad introdurre consistenze diverse, come ad esempio cibi solidi (consistenza idonea e tagli sicuri), al fine di stimolare diversamente le gengive e la dentizione.

In alternativa, si può optare direttamente per l’autosvezzamento.

Non solo, questo sarà anche importante per la digestione e l’assorbimento dei nutrienti, funzioni adibite al tratto gastro-intestinale.

Cosa non dare da mangiare ai neonati?

Il neonato ha a disposizione una grande variabilità alimentare, con qualche piccola accortezza su alcune restrizioni raccomandate dall’OMS, come:

·  cibi processati e ultra processati

·  cibi ricchi in zucchero o ricchi in sale

·  miele (rischio botulino)

·  mitili (tipo cozze)

·  funghi selvatici

Fatto salvo per queste eccezioni, il piccolo può alimentarsi come i loro genitori.

Cosa può iniziare a mangiare un neonato di 4 mesi?

Un bambino a 4 mesi, come anche specificato dall’OMS, è auspicabile che sia nutrito solo con latte materno o formulato.

Ad oggi gli studi dimostrano che l’inizio dello svezzamento sia auspicabile dal sesto mese, a meno che non ci siano situazioni cliniche in cui il pediatra ritiene che sia necessario e doveroso iniziare prima (come ad esempio casi di reflusso grave).

Perché non iniziare lo svezzamento a 4 mesi?

L’alimentazione complementare a richiesta dovrebbe iniziare dal 6 mese, con piccoli assaggi al fine di far abituare i piccoli al cibo.

È importante aspettare almeno il sesto mese, in quanto prima il tratto digerente non è sviluppato a tal punto da riuscire a digerire cibi solidi e consistenze diverse rispetto al latte.

Ovviamente è importante rispettare i segnali che ci fanno capire se un piccolo è, o meno, pronto: sta in posizione seduto senza supporto (senza l’aiuto dello schienale del seggiolone), ha interesse per il cibo e la perdita del riflesso di estrusione.

Questi fattori sono importanti da monitorare ed è auspicabile rispettarli, al fine di avere un’esperienza di svezzamento più serena possibile.

Noi siamo con te.

Noi di Genitore Informato siamo al tuo fianco lungo tutto il viaggio della genitorialità, dal periodo fertile, al preparto, alla vita con i figli.

Ti supportiamo con guide, corsi e consulenze personalizzate.

Ricorda, noi siamo con te.

Fonti

https://www.epicentro.iss.it/allattamento/alimentazione-complementare-infantile-linea-guida-oms-2023

Dott.ssa Claudia Denti

Esperta di Educazione, Sonno e Gestione del bambino. Laureata in Scienze dell'Educazione e Formazione, si occupa di aiutare i genitori a crescere bambini sani e felici secondo principi validati dalla comunità scientifica. Fondatrice di Genitore Informato e ideatrice del metodo Sonno Felice - certificata Sonno Sicuro e Primo Soccorso Pediatrico - supporta i genitori nel loro viaggio dal 2014.

Dott. Severino Cirillo

Esperto di Salute, Benessere ed Educazione. Laureato in Community Health, è il CEO di Genitore Informato e si occupa di validare l'informazione scientifica del blog e coordinare il team di esperti della redazione, composto da ginecologi, ostetriche, psicoterapeuti e altre figure del benessere e della salute in gravidanza, perinatale e genitoriale.

{"email":"Email address invalid","url":"Website address invalid","required":"Required field missing"}