Bambino aggressivo? Ecco cosa fare.

di Claudia Denti, Agosto 7, 2025

Fondatrice di Genitore Informato, Laureata in Scienze dell'Educazione e della formazione, Consulente del Sonno IACSC

Hai un bambino aggressivo e ti stai chiedendo come devi comportarti?

In questo articolo parleremo di cosa fare con un bambino aggressivo, perché il bambino diventa aggressivo, come comportarsi quando un bambino picchia gli altri, cosa fare nei casi in cui picchia i genitori e di come aiutarlo a gestire la rabbia.

Punti chiave in breve

Un bambino aggressivo è un bambino che manifesta comportamenti fisici o verbali dannosi verso gli altri.

Questo può includere colpire, mordere, graffiare, insultare, minacciare o urlare.

L’aggressività nei bambini è un fenomeno complesso che può avere radici neurobiologiche, relazionali ed emotive.

Non è semplicemente un comportamento da correggere, ma un segnale di difficoltà nella gestione delle emozioni e dei comportamenti. 

Cause dell’aggressività nei bambini.

  • Difficoltà nella regolazione emotiva: i bambini possono avere difficoltà a gestire emozioni come rabbia, frustrazione o ansia, che possono sfociare in comportamenti aggressivi. 
  • Problemi relazionali: conflitti con i coetanei, difficoltà a condividere, comunicare o risolvere problemi possono portare all’aggressività. 
  • Influenze ambientali: tensioni familiari, esperienze negative o modelli di comportamento osservati possono influenzare l’aggressività. 
  • Fattori biologici: in alcuni casi, predisposizioni genetiche o problemi neurologici possono contribuire all’aggressività. 

Cosa fare:

  • Mantenere la calma: è fondamentale non reagire con rabbia o punizioni, ma cercare di capire le cause del comportamento aggressivo. 
  • Comunicare e ascoltare: parlare con il bambino, cercare di capire cosa sta succedendo e aiutarlo a esprimere le proprie emozioni in modo adeguato. 
  • Insegnare la gestione delle emozioni: aiutare il bambino a riconoscere e gestire le proprie emozioni, offrendo alternative positive per esprimere la rabbia o la frustrazione, come disegnare, urlare in un cuscino o fare attività fisica. 
  • Stabilire limiti chiari: definire regole chiare e coerenti sul comportamento accettabile, spiegando le conseguenze delle azioni aggressive. 
  • Sostenere il bambino: offrire supporto e incoraggiamento, ricordando che il bambino sta imparando a gestire le proprie emozioni e comportamenti. 
  • Ricercare aiuto professionale: se il comportamento aggressivo persiste o peggiora, è consigliabile consultare uno psicologo o uno specialista dell’età evolutiva per una valutazione più approfondita. 

Da ricordare

  • Un certo grado di aggressività è normale nello sviluppo infantile, ma è fondamentale intervenire quando diventa eccessiva o persistente.
  • Ogni bambino è diverso e potrebbe aver bisogno di approcci personalizzati per affrontare l’aggressività.
  • La collaborazione tra genitori, educatori e professionisti della salute mentale è fondamentale per aiutare il bambino a superare le difficoltà e a sviluppare un comportamento più equilibrato. 

Cosa fare con il bambino aggressivo?

Non tutti i bambini sono aggressivi per le stesse ragioni.

Tendenzialmente, secondo la psicologia, l’aggressività espressa dai bambini è perlopiù una semplice manifestazione di difesa, anche se non sempre è necessariamente così.

È spesso una conseguenza diretta o indiretta del mancato appagamento di un bisogno, oppure una semplice reazione a qualche impedimento (per esempio un no che non voleva sentirsi dire, o una mancata capacità di fare qualcosa che vorrebbe fare).

Ci sono bambini che, pur non esprimendo esternamente la rabbia e dunque l’aggressività, la provano internamente e la reprimono, ma questo comportamento è altrettanto problematico.

Il rischio è che questa somatizzazione poi sfoci in altre parti della personalità, per esempio in un calo di autostima.

Nella maggior parte dei casi non si tratta di una manifestazione con caratteri patologici, ma è bene fare in modo che questo sfogo venga canalizzato rendendolo non distruttivo.

In questo modo il piccolo può associare una giusta causa al sentimento negativo che prova.

È importante comunque “rallentare” il comportamento aggressivo che manifesta il piccolo e portarlo verso comportamenti socialmente più accettabili.

Perché il bambino è aggressivo?

Se da un lato è vero che l’aggressività non rappresenta quasi mai un aspetto patologico nel bambino, è anche innegabile che molti esperti di sviluppo infantile hanno le idee chiare al riguardo.

Quelli che noi normalmente definiamo “bulli” manifestano in genere comportamenti aggressivi già a partire dalla prima infanzia e in età prescolare.

Questo è sicuramente un motivo importante per non trascurare il problema o sottovalutarlo.

Piuttosto, è una buona idea cercare di agire il prima possibile per lavorare su questi aspetti comportamentali del bambino.

In ogni caso, i motivi per cui un bambino diventa aggressivo possono essere molti, qui sotto ne vediamo alcuni, per farci un’idea generale:

È importante notare che questi motivi possono interagire tra loro e che ogni situazione è unica, quindi la manifestazione dell’aggressività può essere dovuta a una combinazione di diversi fattori.

Inoltre, una causa plausibile non giustifica comunque un comportamento non socialmente accettabile, ed è giusto fare il possibile perché il danno sia contenuto.

Come devo comportarmi con un bambino aggressivo?

Un bambino aggressivo in molti casi cerca soltanto di attirare l’attenzione, perché si sente trascurato dai genitori o semplicemente per ottenere quello che desidera.

Per far comprendere gli errori comportamentali a un bambino è necessario evitare di comportarsi nel suo stesso modo.

Non ha senso quindi rispondere con urla, schiaffi o sculacciate.

L’esempio è sempre la base di una buona educazione, anche quella emozionale.

È bene sapere che, in genere, quando i genitori iniziano a tenere comportamenti corretti, il bambino inizierà a capire che le sue azioni aggressive non producono alcun risultato positivo, e persino che potrebbero ostacolare i suoi desideri e le sue aspettative.

Per prima cosa è importante mantenere la calma quando il bambino è arrabbiato e diventa aggressivo, facendo attenzione a non cedere alle sue richieste (altrimenti capirà che l’aggressività è il modo ideale per ottenere la sua soddisfazione).

È bene non agire subito: con i fatti e con i comportamenti dei genitori, fermi nelle loro decisioni, il bambino capirà gradualmente che manifestare questa rabbia è controproducente.

In un secondo momento, quando il piccolo si sarà calmato, si può poi provare a suggerire alternative per dare voce alla sua aggressività, oltre che aiutarlo a comprendere le proprie emozioni e gestire l’impulsività.

Come comportarsi quando un bambino alza le mani?

Se il bambino arrabbiato alza le mani con i compagni di scuola o con i genitori a casa è comunque bene intervenire con fermezza, evitando come già detto di urlare o alzare le mani a propria volta.

In questi casi si consiglia di attuare una buona dose di autorevolezza e fermezza, utilizzando “punizioni” adatte all’età che si traducono in privazioni di piaceri e desideri, ma sempre coerenti con l’accaduto: regole casuali e non condivise sono solo controproducenti.

È necessario poi spiegare al piccolo che lo comprendiamo, facendogli capire che anche ai genitori succedeva da piccoli, ma che è necessario affrontarla in modi diversi, perché si tratta di comportamenti non adeguati.

È importante evitare assolutamente di urlare al bambino e di farlo “sentire cattivo”, colpevolizzandolo troppo.

Cosa fare quando i bambini picchiano i genitori?

In alcuni casi l’aggressività dei bambini viene espressa nei confronti dei genitori, e può manifestarsi sia in modo fisico che verbale.

In questi casi bisogna innanzitutto fare una differenza tra i bambini molto piccoli, ovvero quelli di età compresa tra i due e i cinque anni, e quelli più grandi, che hanno superato i 5 anni.

Se un bambino di tre anni alza le mani sui genitori o urla loro contro è abbastanza normale: considerando che i bambini molto piccoli fanno fatica a comprendere le proprie emozioni e non riescono a empatizzare con quelle degli altri.

Ciò non significa che non sia bene porre dei limiti e regole, chiarendo fin da subito che in questo modo non si otterrà niente e che picchiare o mordere sono cose da non fare.

bambino aggressivo

Via via che il bambino cresce, capirà da sé il comportamento migliore e abbandonerà gradualmente in modo autonomo quello errato (se il contesto educativo lo aiuta a farlo).

Se il comportamento aggressivo verso i genitori è espresso da un bambino più grande, dai 5 anni in su, è bene intervenire e cominciare a porre delle regole più rigide, lasciando subito intendere che questi comportamenti non passeranno inosservati.

La prima cosa da fare, comunque, è quella di creare le condizioni ideali affinché il piccolo non provi rabbia.

Come? Se guardiamo con attenzione il nostro bambino, saremo in grado di capire quali situazioni accendono in lui la frustrazione e gli atteggiamenti di ansia e rabbia.

Ma se è vero che da un lato i bambini molto piccoli, ovvero di età compresa tra i due e i cinque anni, tendono ad essere aggressivi per far valere le proprie ragioni e i i propri desideri, e tali comportamenti non devono preoccupare eccessivamente, dall’altro lato è importante mettere un freno alle condotte troppo esuberanti.

Ricorda: se non vuoi che qualcosa si protragga nel lungo termine, devi essere sempre coerente e persistente nei tuoi comportamenti (puoi apprendere come con i nostri percorsi Capricci Addio e Genitore Fuoriclasse)

Perché mio figlio spinge gli altri bambini?

Capita che i bambini manifestino comportamenti aggressivi non verso i genitori, ma solo nei confronti di altri bambini, magari con spintoni e manate.

In questi casi la ragione è soltanto una: reagire per esprimere i loro desideri o contrastare l’altrui aggressività, in particolar modo se hanno un’età dai 2 ai 5 anni.

Le cose cambiano per i bambini più grandi di età, oltre i 5 anni. In questi casi hanno la tendenza a mettere in atto comportamenti aggressivi e prevaricatori perché, come spugne, assorbono molto gli esempi comportamentali degli adulti che li circondano.

Si tratta spesso di bambini che assistono a scene di aggressività tra le mura domestiche.

Anche se non è una regola assoluta (in alcuni casi si tratta di bambini a cui non è stato dato il giusto esempio comportamentale, a volte i genitori sbagliano a non dare delle regole e non porre limiti comprensibili ai propri figli).

Come aiutarlo a gestire la rabbia?

Abbiamo visto che la rabbia dei bambini è una manifestazione tipica di reazione a un impedimento o a un piacere annullato. In alcuni casi si tratta di una reazione di difesa, o meglio di un sentimento di frustrazione.

A volte il bambino si aspetta di ricevere una gratifica per qualcosa e se poi quel qualcosa di positivo non si verifica, il piccolo potrebbe sentirsi frustrato, provare un senso di vergogna e avvertire una forte delusione, sentimenti che lo potrebbero indurre a manifestare aggressività nei confronti di adulti e altri bambini.

In tutti questi casi è importante aiutare il bambino a regolare i propri impulsi, calmandoli con parole gentili e contenendoli sia verbalmente che fisicamente, resistendo ai loro tentativi di scaricare la rabbia attraverso l’aggressività.

Noi siamo con te.

L’aggressività del bambino è spesso molto difficile da gestire e il modo migliore è conoscere a fondo il tuo metodo educativo e ristrutturarlo per adeguare le regole alla tua famiglia e riuscire ad avere il miglior ambiente possibile.

Abbiamo scritto un intero libro a riguardo, “Impara a dire No“, edito Rizzoli.

Noi di Genitore Informato ti supportiamo in questo, specialmente attraverso le nostre guide, i corsi e le consulenze personalizzate. Se senti il bisogno di chiedere un aiuto, non esitare a farlo. Noi siamo qui per te.

Fonti

1. Sukhodolsky DG, Smith SD, McCauley SA, Ibrahim K, Piasecka JB. Behavioral Interventions for Anger, Irritability, and Aggression in Children and Adolescents. J Child Adolesc Psychopharmacol. 2016 Feb;26(1):58-64. doi: 10.1089/cap.2015.0120. Epub 2016 Jan 8. PMID: 26745682; PMCID: PMC4808268.
2. Mitrofan, O., Paul, M., Weich, S. et al. Aggression in children with behavioural/emotional difficulties: seeing aggression on television and video games. BMC Psychiatry 14, 287 (2014). https://doi.org/10.1186/s12888-014-0287-7

Dott.ssa Claudia Denti

Esperta di Educazione, Sonno e Gestione del bambino. Laureata in Scienze dell'Educazione e Formazione, si occupa di aiutare i genitori a crescere bambini sani e felici secondo principi validati dalla comunità scientifica. Fondatrice di Genitore Informato e ideatrice del metodo Sonno Felice - certificata Sonno Sicuro e Primo Soccorso Pediatrico - supporta i genitori nel loro viaggio dal 2014.

Dott. Severino Cirillo

Esperto di Salute, Benessere ed Educazione. Laureato in Community Health, è il CEO di Genitore Informato e si occupa di validare l'informazione scientifica del blog e coordinare il team di esperti della redazione, composto da ginecologi, ostetriche, psicoterapeuti e altre figure del benessere e della salute in gravidanza, perinatale e genitoriale.

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