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Ottobre 21, 2023

Ogni tanto, giocando, potremmo notare che il nostro bambino cammina sulle punte. Normalmente è una cosa carina da vedere, se non diventa l’unico modo di muoversi del nostro piccolo. Vediamo insieme in questo articolo se ci sono situazioni in cui preoccuparsi e quando invece questa simpatica abitudine rientra nella normalità.

Cosa vuol dire quando un bambino cammina sulle punte dei piedi?

Il “cammino sulle punte” è un fenomeno comune tra i più piccoli: in pratica i bambini camminano poggiandosi sulle punte dei piedi, tenendo alti i talloni e la muscolatura del polpaccio tesa, per sostenere il peso del proprio corpo in posizione rialzata. Questa modalità di cammino consente loro di muoversi velocemente e di mantenere un equilibrio in alcuni casi migliore. Nonostante sia più frequente nei maschietti, può essere riscontrato anche nelle bambine e non è il segno di un problema di deambulazione, anzi: il fatto di riuscire a giocare bene con l’equilibrio è il segno di uno sviluppo motorio sano.

Perché a 2 anni un bambino cammina sulle punte?

Il cammino sulle punte può essere influenzato da una serie di fattori. A volte, è legato all’uso del girello (che non andrebbe usato, in realtà), che richiede al bambino di muoversi poggiando sulle punte e spesso interferendo con la normale postura. In altri casi, potrebbe dipendere da una ipo o iper sensibilità tattile, che porta il bambino a ridurre la superficie d’appoggio del piede. Normalmente, è solo un modo più divertente e sfidante di muoversi nello spazio, magari aumentando la velocità per arrivare da un punto all’altro.

Come evitare che il bambino cammina sulle punte?

Se noti che il tuo bambino cammina sulle punte troppo spesso, cerca di osservare come si comporta durante le altre attività quotidiane, come il gioco. Incoraggialo a camminare su superfici diverse, come l’erba o la sabbia, per stimolare l’appoggio sistematico del tallone attraverso le diverse sensazioni tattili. Un altro suggerimento può essere farlo camminare con le ciabatte della mamma, sotto la tua supervisione, per abituarlo a mantenere il tallone a terra. Se noti che nessuno di questi tentativi porta a risultati, potresti pensare di sentire il tuo pediatra che potrebbe indirizzarti a qualche percorso di psicomotricità.

Quando preoccuparsi?

In genere, camminare sulle punte è un’abitudine che si sviluppa quando un bambino impara a camminare. In alcuni casi, però, il cammino sulle punte può essere causato da condizioni sottostanti, come:

Tendine di Achille corto: questo tendine collega i muscoli della gamba inferiore alla parte posteriore dell’osso del tallone. Se è troppo corto, può impedire al tallone di toccare il suolo.

Paralisi cerebrale: il cammino sulle punte può essere causato da un disturbo del movimento, del tono muscolare o della postura causato da lesioni o sviluppo anomalo nelle parti del cervello immaturo che controllano la funzione muscolare.

Distrofia muscolare: il cammino sulle punte a volte si verifica in questa malattia genetica in cui le fibre muscolari sono insolitamente inclini a danneggiarsi e indebolirsi nel tempo.

Autismo: il cammino sulle punte è stato associato ai disturbi dello spettro autistico, che influenzano la capacità di un bambino di comunicare e interagire con gli altri.

Perché fa bene camminare in punta di piedi?

Il cammino sulle punte può anche avere dei benefici, come per esempio lo sviluppo della muscolatura del piede e della caviglia e la stimolazione dell’equilibrio in condizioni più precarie. La coordinazione dei movimenti aumenta, se il bambino è in grado di stare in piedi in posizioni diverse e di muoversi nello spazio sfruttando varie fasce muscolari a piacimento. Aumentando l’agilità, sarà anche soggetto a minori probabilità di infortuni, imparando a cadere con destrezza o a evitare del tutto le cadute. Se invece questa abitudine di camminare sulle punte in maniera esclusiva o quasi esclusiva, persiste con una grande frequenza oltre l’età di due-tre anni, potrebbe invece essere indicativo di un problema e dovrebbe essere valutato dal pediatra.

Come capire se un bambino ha problemi a camminare?

Se il tuo bambino rimane in punta di piedi anche quando è fermo, o se continua a camminare sulle punte anche in condizioni che favoriscono invece il pieno appoggio del tallone, potrebbe essere opportuno consultare il pediatra. Alcuni altri segnali di allarme possono essere il mantenimento di una posizione particolare (simile a quella di un’anatra) o la riduzione della mobilità della caviglia. Non stiamo ovviamente parlando delle situazioni in cui il bambino non cammina del tutto: in quei casi ci aspettiamo che tu abbia sentito già il medico di riferimento per controllare che tutto sia in ordine.

Quando un bambino inizia a camminare bene?

Ogni bambino ha il suo ritmo di sviluppo, ma in genere i bambini iniziano a camminare in modo stabile e autonomo intorno ai 12-18 mesi. Ricorda comunque che il percorso verso l’apprendimento della camminata non è lineare: ci saranno bambini che non gattonano e iniziano subito a camminare, bambini che inizieranno a camminare a 7 mesi e altri che invece avranno uno sviluppo più lento, senza necessariamente pensare a un ritardo dello sviluppo motorio. Sii paziente e osserva il tuo bambino e, se noti qualcosa di particolare, sarà il tuo medico a guidarti nelle scelte migliori.

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Dott.ssa Claudia Denti

Laureata in Scienze dell’Educazione, si occupa di aiutare i genitori a crescere bambini sani e felici secondo principi validati dalla comunità scientifica.
Fondatrice di Genitore Informato e ideatrice del metodo Sonno Felice - certificata Sonno Sicuro e Primo Soccorso Pediatrico - supporta i genitori nel loro viaggio dal 2014.

Dott. Severino Cirillo

Laureato in Community Health, è il CEO di Genitore Informato e si occupa di validare l'informazione scientifica del blog e coordinare il team di esperti della redazione, composto da ginecologi, ostetriche, psicoterapeuti e altre figure del benessere e della salute in gravidanza, perinatale e genitoriale.

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