Ti starai domandando: Ma se ho un bambino depresso? È possibile?
In questo articolo chiariamo cos’è la depressione, come capiamo se il bambino è depresso o sta per diventarlo, quali sono i segnali, come possiamo aiutarlo e chi sono le figure da interpellare.
È possibile che io abbia un bambino depresso?
Purtroppo sì, perché la depressione è una malattia che può colpire proprio chiunque e come tutte le malattie, può, e deve, essere prevenuta e trattata.
Nel mondo attualmente ne soffrono circa 350 milioni di persone e una migliore comprensione della malattia, su come possa essere prevenuta e trattata, può aiutare a ridurre lo stigma che circonda chi ne soffre, bambini e ragazzi compresi.
Anche nell’età evolutiva, infatti, non è da sottovalutare l’incidenza del fenomeno, che è di circa il 2% che sembra poco ma è tantissimo.
Pensa, 2 bambini su 100: in una scuola materna con 4 o 5 classi, almeno 2 bambini soffrono di disturbi depressivi.
Come capisco se il bambino è depresso?
La parola depressione è spesso usata genericamente per descrivere l’umore deflesso, scoraggiato, l’estremo sconforto.
In realtà, ciò che rende la depressione tale, risiede nella durata dell’episodio e nella sua intensità: se si tratta di umore abbattuto infatti, durerà giorni piuttosto che settimane o mesi e soprattutto, nel caso di depressione, ci sarà una perdita del funzionamento globale dell’individuo.
I bambini nello specifico possono non essere in grado di spiegare i propri sentimenti o i vissuti interni, quindi è molto importare mettersi in ascolto e osservare attentamente il proprio figlio o la propria figlia.
Quali sono i segnali di depressione?
I segnali possono essere chiari ed inequivocabili, ma non necessariamente.
Alcuni dei principali, possono essere scatti di rabbia, ma anche crisi di pianto. Il bimbo o la bimba può mostrarsi estremamente fragile ma anche molto aggressivo.
I sintomi più comuni e più facilmente individuabili sono:
- scarso appetito o iperfagia
- insonnia o ipersonnia
- scarsa energia o stanchezza
- bassa autostima
- concentrazione scarsa
- sentimenti di disperazione
- pensieri ricorrenti di morte (non solo paura di morire) e/o ideazione o piani suicidari
- sentimenti di inutilità (ossia, sentirsi rifiutati e non amati)
- sensi di colpa eccessivi o inappropriati
- perdita di interesse e/o assenza del piacere in quasi tutte le attività (spesso espressa come noia profonda).
Insomma, i sintomi possono essere diversi e diversi fra loro, per questo è di fondamentale importanza NON fare da s’è, ma rivolgersi ad un professionista della salute mentale dell’età evolutiva.
In questo modo si potrà effettuare una corretta diagnosi e prendersi cura del malessere che prova il tuo bambino o la tua bambina e potrete andare verso un intervento terapeutico adeguato.

Come posso aiutare il mio bambino?
Sebbene possa sembrare un argomento complesso da affrontare, ricordati sempre che è possibile curare la depressione infantile.
L’unica cosa che puoi e devi fare infatti è affidarti ad un serio professionista della salute mentale, specializzato in età evolutiva.
Certo, nel frattempo puoi vigilare i comportamenti di tuo figlio o figlia, soprattutto in presenza di contesti che potrebbero mettere a rischio la sua serenità e offrire alla bambina o al bambino uno spazio sicuro senza giudizio, dove poter parlare ed esprimersi.
Cerca di creare un ambiente in cui tuo figlio si senta a proprio agio, così che possa essere più propenso a condividere i propri pensieri ed emozioni con te.
In caso di dubbio, la cosa migliore è richiedere una visita presso il pediatra di riferimento per accertare che non vi siano cause di salute dietro tale malessere.
Qualora non ci fossero malattie o disturbi organici, allora sarà il caso di rivolgersi ad uno specialista della salute mentale.
Non aspettare che si risolva da sola.
Il consiglio migliore che posso darti da professionista è di NON aspettare.
Lo so, fa paura vedere il proprio bambino stare male. Soprattutto se quel malessere si sente ma non si può toccare, soprattutto se non è tangibile.
La sensazione è quella di avere a che fare con qualcosa di più grande di te e il senso di colpa ti induce a fare pensieri quali “ma sarà colpa mia?”, “cos’ho sbagliato?”, “perchè si comporta così, cosa c’è che non va?”
L’illusione che prima o poi passerà “da sola” mette i genitori nelle condizioni di aspettare e di non farsi carico, come dovrebbero, del malessere del proprio bambino, ma, appunto è solo un’illusione.
Chiediti sempre “Se al mio bambino facesse male la gola, cosa farei?”, “Se mia figlia, anzi che avere comportamenti eccessivamente aggressivi, tossisse tutto il giorno, aspetterei a portarla dal medico?”.
In caso di diagnosi positiva, non spaventarti, sarà compito del professionista scelto stabilire una cura per accompagnare tuo figlio/a in un percorso che possa guarirlo/a e riportarlo/a alla serenità.
Noi siamo con te.
Noi di Genitore Informato siamo al tuo fianco lungo tutto il viaggio della genitorialità, dal periodo fertile, al preparto, alla vita con i bambini.
Ti supportiamo con percorsi e consulenze personalizzate.
Ricorda, non sarete mai soli, noi siamo con voi.
Fonti
Bernaras E, Jaureguizar J, Garaigordobil M. Child and Adolescent Depression: A Review of Theories, Evaluation Instruments, Prevention Programs, and Treatments. Front Psychol. 2019 Mar 20;10:543. doi: 10.3389/fpsyg.2019.00543. PMID: 30949092; PMCID: PMC6435492.
