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Bambino Depresso: come lo posso aiutare?

di Chiara Fabbiano - Psicologa, Giugno 20, 2024

Ti starai domandando: Ma se ho un bambino depresso? È possibile?

In questo articolo chiariamo cos’è la depressione, come capiamo se il bambino è depresso o sta per diventarlo, quali sono i segnali, come possiamo aiutarlo e chi sono le figure da interpellare.

È possibile che io abbia un bambino depresso?

Purtroppo sì, perché la depressione è una malattia che può colpire proprio chiunque e come tutte le malattie, può, e deve, essere prevenuta e trattata. 

Nel mondo attualmente ne soffrono circa 350 milioni di persone e una migliore comprensione della malattia, su come possa essere prevenuta e trattata, può aiutare a ridurre lo stigma che circonda chi ne soffre, bambini e ragazzi compresi. 

Anche nell’età evolutiva, infatti, non è da sottovalutare l’incidenza del fenomeno, che è di circa il 2% che sembra poco ma è tantissimo.

Pensa, 2 bambini su 100: in una scuola materna con 4 o 5 classi, almeno 2 bambini soffrono di disturbi depressivi.

Come capisco se il bambino è depresso?

La parola depressione è spesso usata genericamente per descrivere l’umore deflesso, scoraggiato, l’estremo sconforto. 

In realtà, ciò che rende la depressione tale, risiede nella durata dell’episodio e nella sua intensità: se si tratta di umore abbattuto infatti, durerà giorni piuttosto che settimane o mesi e soprattutto, nel caso di depressione, ci sarà una perdita del funzionamento globale dell’individuo. 

I bambini nello specifico possono non essere in grado di spiegare i propri sentimenti o i vissuti interni, quindi è molto importare mettersi in ascolto e osservare attentamente il proprio figlio o la propria figlia. 

Quali sono i segnali di depressione?

I segnali possono essere chiari ed inequivocabili, ma non necessariamente. 

Alcuni dei principali, possono essere scatti di rabbia, ma anche crisi di pianto. Il bimbo o la bimba può mostrarsi estremamente fragile ma anche molto aggressivo.  

I sintomi più comuni e più facilmente individuabili sono:

  • scarso appetito o iperfagia
  • insonnia o ipersonnia
  • scarsa energia o stanchezza
  • bassa autostima
  • concentrazione scarsa
  • sentimenti di disperazione
  • pensieri ricorrenti di morte (non solo paura di morire) e/o ideazione o piani suicidari
  • sentimenti di inutilità (ossia, sentirsi rifiutati e non amati)
  • sensi di colpa eccessivi o inappropriati
  • perdita di interesse e/o assenza del piacere in quasi tutte le attività (spesso espressa come noia profonda).

Insomma, i sintomi possono essere diversi e diversi fra loro, per questo è di fondamentale importanza NON fare da s’è, ma rivolgersi ad un professionista della salute mentale dell’età evolutiva.

In questo modo si potrà effettuare una corretta diagnosi e prendersi cura del malessere che prova il tuo bambino o la tua bambina e potrete andare verso un intervento terapeutico adeguato. 

bambino depresso

Come posso aiutare il mio bambino?

Sebbene possa sembrare un argomento complesso da affrontare, ricordati sempre che è possibile curare la depressione infantile.

L’unica cosa che puoi e devi fare infatti è affidarti ad un serio professionista della salute mentale, specializzato in età evolutiva.

Certo, nel frattempo puoi vigilare i comportamenti di tuo figlio o figlia, soprattutto in presenza di contesti che potrebbero mettere a rischio la sua serenità e offrire alla bambina o al bambino uno spazio sicuro senza giudizio, dove poter parlare ed esprimersi.

Cerca di creare un ambiente in cui tuo figlio si senta a proprio agio, così che possa essere più propenso a condividere i propri pensieri ed emozioni con te. 

In caso di dubbio, la cosa migliore è richiedere una visita presso il pediatra di riferimento per accertare che non vi siano cause di salute dietro tale malessere.

Qualora non ci fossero malattie o disturbi organici, allora sarà il caso di rivolgersi ad uno specialista della salute mentale.

Non aspettare che si risolva da sola.

Il consiglio migliore che posso darti da professionista è di NON aspettare. 

Lo so, fa paura vedere il proprio bambino stare male. Soprattutto se quel malessere si sente ma non si può toccare, soprattutto se non è tangibile. 

La sensazione è quella di avere a che fare con qualcosa di più grande di te e il senso di colpa ti induce a fare pensieri quali “ma sarà colpa mia?”, “cos’ho sbagliato?”, “perchè si comporta così, cosa c’è che non va?”

L’illusione che prima o poi passerà “da sola” mette i genitori nelle condizioni di aspettare e di non farsi carico, come dovrebbero, del malessere del proprio bambino, ma, appunto è solo un’illusione. 

Chiediti sempre “Se al mio bambino facesse male la gola, cosa farei?”, “Se mia figlia, anzi che avere comportamenti eccessivamente aggressivi, tossisse tutto il giorno, aspetterei a portarla dal medico?”.

In caso di diagnosi positiva, non spaventarti, sarà compito del professionista scelto stabilire una cura per accompagnare tuo figlio/a in un percorso che possa guarirlo/a e riportarlo/a alla serenità.

Noi siamo con te.

Noi di Genitore Informato siamo al tuo fianco lungo tutto il viaggio della genitorialità, dal periodo fertile, al preparto, alla vita con i bambini.

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Ricorda, non sarete mai soli, noi siamo con voi.

Fonti

Bernaras E, Jaureguizar J, Garaigordobil M. Child and Adolescent Depression: A Review of Theories, Evaluation Instruments, Prevention Programs, and Treatments. Front Psychol. 2019 Mar 20;10:543. doi: 10.3389/fpsyg.2019.00543. PMID: 30949092; PMCID: PMC6435492.

Dott.ssa Claudia Denti

Esperta di Educazione, Sonno e Gestione del bambino. Laureata in Scienze dell'Educazione e Formazione, si occupa di aiutare i genitori a crescere bambini sani e felici secondo principi validati dalla comunità scientifica. Fondatrice di Genitore Informato e ideatrice del metodo Sonno Felice - certificata Sonno Sicuro e Primo Soccorso Pediatrico - supporta i genitori nel loro viaggio dal 2014.

Dott. Severino Cirillo

Esperto di Salute, Benessere ed Educazione. Laureato in Community Health, è il CEO di Genitore Informato e si occupa di validare l'informazione scientifica del blog e coordinare il team di esperti della redazione, composto da ginecologi, ostetriche, psicoterapeuti e altre figure del benessere e della salute in gravidanza, perinatale e genitoriale.

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