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Gennaio 18, 2023

Quando un bambino lancia cose a terra o in giro senza controllo siamo sempre in una situazione al limite: spesso non siamo in grado di sopportarlo e molte volte la cosa può anche diventare pericolosa a seconda degli oggetti che sta lanciando o se ci sono persone e bambini nelle vicinanze.

Ma prima di etichettare questa situazione come giusta o sbagliata, dobbiamo capire meglio le fasi della crescita e perché il bambino lancia le cose.

Cosa significa quando un bambino lancia le cose?

L’unica risposta sensata a questa domanda è: dipende. Dipende dall’età, dipende dal contesto, dipende dallo stato emozionale del bambino, dall’autostima… ci sono troppi fattori in gioco. Un ruolo fondamentale, in questo, è il tuo: osservare e comprendere il tuo bambino ti permetterà di capire perché sta lanciando le cose e come intervenire.

Per esempio, se il bambino è molto piccolo o è un neonato che sta imparando da poco le prese a pinza e a palmo, il lancio potrebbe essere involontario, un effetto collaterale di movimenti casuali molto forti. Pensa al neonato sul seggiolone che sta giocando con un sonaglio morbido e comincia a sbatterlo per sentire i suoni e questo sonaglio finisce ripetutamente a terra.

In questo caso è evidente che il lancio non è uno sfogo del bambino, né una manifestazione di rabbia o frustrazione, né un capriccio (anche se sappiamo che i capricci non esistono), ma solamente una conseguenza di un movimento brusco che il bambino sta imparando proprio in quel momento.

Interrompere il movimento, sgridare o addirittura punire il bambino in quel caso interromperebbe l’apprendimento e non sarebbe una decisione molto furba. Se invece la situazione è diversa, allora bisogna tenere conto di altri fattori.

bambino butta

Cosa fare quando un bambino lancia le cose?

Come detto poco fa, la prima cosa è comprendere il contesto in cui questi lanci avvengono. Se, per esempio, vediamo il bambino che ride e lancia oggetti più o meno duri, capiamo che a tutti gli effetti sta giocando. Se invece il lancio è conseguenza di un’arrabbiatura, e vedi dunque un bambino aggressivo, i segnali saranno evidenti: tensione muscolare, urla e lanci violenti (nel limite delle possibilità fisiche del bambino). In questo caso, naturalmente, bisognerà prima di tutto agire con un contenimento adeguato e poi dedicarsi alle cause di quest’arrabbiatura.

Naturalmente questo potrebbe non essere possibile nell’immediato, perché ormai il bambino è “esploso” e si può fare relativamente poco. Quello che invece si può fare è osservare in che modo si è arrabbiato, quali sono stati gli argomenti o i comportamenti che hanno causato l’esplosione nel bambino e cominciare a lavorare su quelli in momenti di calma, per aiutare il bambino a gestire meglio le sue emozioni e vivere in un ambiente familiare armonioso.

Come educare un bambino che urla?

Qui ci sarebbe da aprire un’enciclopedia, ma cominciamo da una base da cui non si può prescindere mai: il bambino impara attraverso l’esempio. Se in famiglia urlare è la normalità, per il bambino sarà normale alzare la voce ed esprimersi in quella maniera. Se in famiglia prevale il silenzio insieme a toni pacati, sarà molto più semplice per il bambino adeguarsi a quelle modalità di comunicazione.

Non è ovviamente assicurato e soprattutto non è garantito che sarà sempre così: urlare è anche un modo per utilizzare la voce e imparare ad usare questo nuovo strumento e come ogni allenamento, richiede l’utilizzo in tutti i range possibili. In questi casi l’urlo non è né un capriccio né una provocazione (più probabili in un momento come i terribili due), è solo un modo di parlare diverso per il bambino.

Come regola generale, per educare un bambino che urla non si usano le mani (ricordiamoci che le sculacciate sono considerate illegali in oltre 52 paesi) e non si usano le urla, perché altrimenti si dà l’esempio di normalità: se urli contro chi urla, significa che si può urlare, dopotutto.

Molto più semplice dare un rinforzo positivo al bambino e portarlo così verso un’educazione positiva ed efficace.

neonato lancia

Come insegnare ai bambini a non lanciare le cose?

Anche qui, dipende dal contesto e dipende dall’età. Ti facciamo subito un esempio: se il tuo bambino sta giocando a pallamano o palla prigioniera, lanciare le cose è sbagliato? Ovviamente no.

Se state mangiando e il bambino è abbastanza maturo per capire che quello è il momento del pasto e ha già imparato abbastanza dallo svezzamento, allora potrebbe darsi che lanciare le cose in questo caso sia inopportuno. A quel punto, però, il bambino è in grado di comprendere cosa gli dici e quindi puoi instaurare un dialogo, senza dimenticare mai di dare l’esempio. Senza esempio, qualunque parola o insegnamento rischia di essere vano.

Naturalmente non ci aspettiamo che tu lanci le cose in casa, ma ci aspettiamo che tu sia in grado di mostrare come ci si comporta in maniera corretta in quella determinata situazione. Non dimenticare che i dettagli sono importanti. Se senti di aver bisogno di un supporto per gestire situazioni difficili, puoi iscriverti al nostro corso Genitore Fuoriclasse, nato proprio per aiutarti a creare un ambiente armonico in famiglia e limitare le situazioni in cui il bambino lancia cose o urla.

Quali sono i sintomi di un bambino iperattivo?

Vedere che il bambino lancia oggetti continuamente potrebbe essere anche uno dei sintomi di un bambino iperattivo. Tieni presente, però, che bisogna fare attenzione: c’è un abuso di questo termine da parte di molti genitori. Il bambino iperattivo è un bambino che ha un disturbo che va curato, mentre un bambino esuberante (la stragrande maggioranza dei bambini) avrà semplicemente molte più energia e curiosità di te e potrebbe sembrare iperattivo, ma essere perfettamente normale. Se vuoi approfondire quali sono i sintomi, abbiamo dedicato un articolo intero al bambino iperattivo.

Noi siamo con te.

Noi di Genitore Informato sappiamo quanto possa essere difficile gestire un bambino che lancia oggetti e per questo siamo qui a supportarti ogni giorno. Lo facciamo attraverso le migliori informazioni possibili, i nostri corsi e guide, e se serve risolvere un problema specifico, anche attraverso le consulenze personalizzate.

Ricorda di rispettare e osservare il tuo bambino, di dare l’esempio e di essere paziente: i bambini sono bambini e stanno ancora imparando le regole della socialità, incluso quando è giusto e quando non è giusto lanciare gli oggetti. Tu sei la sua guida in questo apprendimento.

Dott.ssa Claudia Denti

Laureata in Scienze dell’Educazione, si occupa di aiutare i genitori a crescere bambini sani e felici secondo principi validati dalla comunità scientifica.
Fondatrice di Genitore Informato e ideatrice del metodo Sonno Felice - certificata Sonno Sicuro e Primo Soccorso Pediatrico - supporta i genitori nel loro viaggio dal 2014.

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