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Bambino non parla: quando preoccuparsi e come intervenire?

di Claudia Denti, Marzo 18, 2024

Ogni bambino ha il suo ritmo di sviluppo e non tutti i bambini iniziano a parlare allo stesso tempo. Tuttavia, è normale preoccuparsi se il bambino non parla ancora, specialmente quando si è “in ritardo” rispetto ai tempi normali. In questo articolo, tratteremo diversi aspetti relativi al ritardo del linguaggio nei bambini e forniremo semplici consigli su quando e come intervenire.

Quando bisogna preoccuparsi se il bambino non parla?

Non esiste una risposta univoca a questa domanda, poiché ogni bambino è unico. Tuttavia, ci sono alcune tappe dello sviluppo del linguaggio che possono essere utili per valutare se il bambino sta procedendo nel giusto modo:

  • Tra i 4 a i 10 mesi, il bambino dovrebbe fare un po’ di lallazione;
  • intorno ai 12 mesi, il bambino dovrebbe iniziare a pronunciare le prime parole;
  • tra i 18 e i 24 mesi, il bambino dovrebbe essere in grado di unire due parole per formare frasi semplici;
  • a 3 anni, il bambino dovrebbe avere un vocabolario di almeno 200 parole e parlare in frasi di tre o più parole.

Se il tuo bambino non sta rispettando queste tappe, potrebbe essere utile consultare un pediatra o un logopedista per una valutazione più approfondita, anche se potrebbe non essere necessario farlo con una preoccupazione di fondo: saranno i dottori a dirti se c’è qualcosa che non va e, la maggior parte delle volte, non c’è.

Come sbloccare un bambino che non parla?

Se il tuo bambino è davvero in ritardo nello sviluppo del linguaggio, ecco alcuni suggerimenti su come aiutarlo a “sbloccarsi” (anche se ovviamente sarebbe meglio che foste seguiti da un logopedista):

  • Parla con il tuo bambino. Anche se non risponde, è importante che ascolti il suono della tua voce e impari nuove parole. Parla come parleresti con un adulto, senza usare il “bambinese” che potrebbe solo impedire un adeguato sviluppo;
  • Leggi storie insieme, mostrando le immagini e parlando di ciò che sta accadendo nel libro;
  • Canta canzoni e filastrocche, che possono aiutare il bambino a memorizzare nuove parole e suoni;
  • Gioca con il tuo bambino, chiedendogli di nominare gli oggetti e descrivere le azioni che sta compiendo;
  • Usa gesti e linguaggio del corpo per sottolineare il significato delle parole che stai pronunciando, così che il tuo bambino possa anche collegarvi le emozioni;
neonato non parla

Perché mio figlio a 2 anni non parla?

Se il tuo bambino di 2 anni non parla ancora, potrebbero esserci diverse ragioni, vediamo insieme alcune delle possibilità:

  • Alcuni bambini sono semplicemente “parlatori tardivi” e inizieranno a parlare più tardi rispetto ai loro coetanei, senza problemi a lungo termine;
  • Il bambino potrebbe avere difficoltà uditive, che possono impedirgli di ascoltare e imparare nuovi suoni e parole;
  • Alcuni bambini hanno difficoltà nel linguaggio a causa di un disturbo dello spettro autistico, della disprassia verbale o di altri problemi di sviluppo.

In ogni caso, se il tuo bambino di due anni non parla, è importante consultare un professionista per una valutazione accurata: conoscere la situazione familiare e lo stato psicofisiologico del bambino permetterà di comprendere meglio le cause di questo ritardo.

Perché un bambino di 3 anni non parla ancora?

Se un bambino di 3 anni non parla ancora, le cause potrebbero essere simili a quelle menzionate per i bambini di 2 anni. Tuttavia, è ancora più importante consultare un professionista in quanto, a questa età, il ritardo nel linguaggio può influire negativamente sullo sviluppo sociale ed emotivo del bambino.

bambina non parla

Chi sono i parlatori tardivi?

I parlatori tardivi sono bambini che iniziano a parlare più tardi rispetto ai loro coetanei, ma che alla fine recuperano lo sviluppo del linguaggio senza difficoltà a lungo termine. Essi possono essere influenzati da fattori genetici, ambientali o entrambi. In molti casi, non vi è una causa chiara per il ritardo nel linguaggio e si ritiene che il bambino sia semplicemente più lento nello sviluppo delle abilità linguistiche. Si è notata una leggera correlazione inversa nei bambini che hanno uno sviluppo motorio più rapido, tendono spesso a parlare più tardi o comunque a sviluppare il linguaggio un po’ dopo i compagni che hanno abilità motorie inferiori, ma per ora è solo una correlazione.

Quando un bambino ha bisogno di un logopedista?

Se sei preoccupato per lo sviluppo del linguaggio del tuo bambino, consultare un logopedista può essere molto utile. Un logopedista è un professionista specializzato nella diagnosi e nel trattamento dei disturbi della comunicazione. Essi possono aiutare a determinare se il tuo bambino ha bisogno di interventi specifici per migliorare le sue abilità linguistiche.

In generale, si consiglia di consultare un logopedista se:

  • il bambino non pronuncia le prime parole entro i 18 mesi di età;
  • il bambino non riesce a unire due parole entro i 24 mesi;
  • il bambino ha difficoltà a pronunciare le parole correttamente o a farsi capire dagli altri;
  • il bambino mostra segni di frustrazione o difficoltà sociale a causa della sua incapacità di comunicare.

Il logopedista può anche essere d’aiuto in tutte le situazioni dove la motilità della bocca impedisce movimenti come quelli della masticazione o della deglutizione – o di bruxismo – che potrebbero essere causati da uno sviluppo motorio rallentato o da una muscolatura non adeguata.

Noi siamo con te.

Noi di Genitore Informato, siamo qui per aiutarti a navigare attraverso le sfide e le incertezze associate allo sviluppo del tuo bambino. Offriamo guide, corsi e consulenze personalizzate per aiutarti a comprendere meglio le esigenze del tuo bambino e fornirti le risorse necessarie per affrontare eventuali problemi che potresti incontrare. Se il tuo bambino non parla, non esitare a contattarci per discutere delle tue preoccupazioni e ricevere il supporto di cui hai bisogno.

Dott.ssa Claudia Denti

Esperta di Educazione, Sonno e Gestione del bambino. Laureata in Scienze dell'Educazione e Formazione, si occupa di aiutare i genitori a crescere bambini sani e felici secondo principi validati dalla comunità scientifica. Fondatrice di Genitore Informato e ideatrice del metodo Sonno Felice - certificata Sonno Sicuro e Primo Soccorso Pediatrico - supporta i genitori nel loro viaggio dal 2014.

Dott. Severino Cirillo

Esperto di Salute, Benessere ed Educazione. Laureato in Community Health, è il CEO di Genitore Informato e si occupa di validare l'informazione scientifica del blog e coordinare il team di esperti della redazione, composto da ginecologi, ostetriche, psicoterapeuti e altre figure del benessere e della salute in gravidanza, perinatale e genitoriale.

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