Broncospasmo acuto: cortisone, broncodilatatore o antibiotico?

di Giorgio Cuffaro - Pediatra, Febbraio 4, 2025

Giorgio Cuffaro, Laureato in Medicina e Chirurgia e specializzato in Pediatria.

Vi è mai capitato di vedere il vostro bambino in difficoltà con il respiro?

Quel momento in cui il cuore di un genitore sembra fermarsi, mentre cerca di capire cosa stia succedendo al proprio piccolo? Oggi parliamo di come gestire al meglio il broncospasmo acuto.

Cos’è il broncospasmo acuto?

Il broncospasmo acuto è una contrazione anomala ed eccessiva della muscolatura liscia bronchiale, che provoca un restringimento dei bronchi.

Ne consegue quindi difficoltà respiratoria legata alla riduzione del passaggio dell’aria nei polmoni.

Il broncospasmo acuto si può associare a:

  • Tosse
  • Respiro affannoso e veloce
  • Sibili e fischi
  • Oppressione toracica (che spesso il bambino descrive come “dolore” al petto)

Nei bambini è dovuto soprattutto a infezioni virali come il Virus Respiratorio Sinciziale (VRS), Rhinovirus, influenza e parainfluenza, Bocavirus.

Altre cause di asma bronchiale sono:

  • esposizione ad allergeni od irritanti, inclusi il fumo di tabacco (anche di seconda e terza mano!) e inquinanti ambientali;
  • esercizio fisico o altre tipologie di stress;
  • farmaci: beta-bloccanti e aspirina (infrequente nei bambini non essendo di uso comune e, anzi, l’aspirina controindicata).
broncospasmo

Si usa l’antibiotico?

Riprendendo il titolo, parto dalla fine: il broncospasmo acuto è causato da infezioni virali e pertanto, salvo i rarissimi casi di sovrainfezione batterica e quindi di polmonite (che si presenta alla fine, dopo svariati giorni di sintomi respiratori e di febbre!), l’antibiotico non è mai indicato in quanto inutile (i virus non si curano con l’antibiotico!).

Anche per l’asma, che comprende il broncospasmo acuto di origine virale (che guarda caso gli inglesi, a scanso di equivoci, chiamano viral wheezing), disponiamo di linee guida nazionali e internazionali.

Quelle probabilmente più autorevoli sono redatte dalla GINA (Global INitiative for Asthma), board indipendente con oltre 30 anni di attività, nato per migliorare la qualità di vita dei pazienti affetti da asma bronchiale.

Il board è stato fortemente voluto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e “si occupa di tradurre nella pratica clinica le innovazioni scientifiche basate sulle evidenze, con linee guida che vengono aggiornate ogni anno”.

Quella stessa OMS che qualche fenomeno vorrebbe “far fuori” o, se non altro, da cui vorrebbe “farci fuori”, dimostrando ancora una volta di non capire molto di salute pubblica.

Come si valuta la gravità?

Per valutare la gravità del broncospasmo acuto, consideriamo aspetti quali (Immagine 1):

  • Saturazione di ossigeno. Lo metto per primo perché ci tengo a sottolinearne l’importanza. La saturazione va SEMPRE rilevata in caso di broncospasmo, anche apparentemente lieve, perché l’aspetto del bambino e il suo quadro auscultatorio possono ingannare. E una saturazione inferiore a 92% è sufficiente da sola a inquadrare l’episodio come “Grave”. Ma se non la rilevo… non lo so!
  • Frequenza respiratoria: che varia a seconda dell’età;
  • Dinamica respiratoria: i movimenti della pancia, i rientramenti al giugulo, i rientramenti intercostali e sottocostali (ricordate questo video?https://www.facebook.com/share/v/1UUrxznT3g/?mibextid=WC7FNe);
  • Rumori auscultatori e in particolare i “sibili”; tenendo conto che spesso nei bambini anche i “rantoli” in assenza di sibili (che qualcuno etichetta come “bronchite” dando poi l’antibiotico) possono essere causati da broncospasmo che, se non trattato col broncodilatatore ma solo con l’antibiotico (inutile trattandosi di forme virali!), può comportare un peggioramento che si manifesterà inevitabilmente nelle ore/giorni successivi, talvolta con necessità di accesso in pronto soccorso e ricovero, come mi è capitato più volte di vedere.

Broncodilatatori

Tornando al titolo, prima dell’antibiotico: broncodilatatori, e qui viene il bello.

Salbutamolo (es. Broncovaleas, Ventolin).

Le linee guida GINA, ma che sono in linea con quelle italiane, non vanno per il sottile e prediligono l’uso dei puff (spray con distanziatore) all’aerosol, come riportato di seguito.

  • Bambini < 5 anni: 2-6 puff alla volta, che possono essere eseguiti ogni 20-30 minuti nella prima ora, poi ogni 1-4 ore a seconda del caso.
  • Bambini > 5 anni: 4-10 puff ogni 20-30 minuti nella prima ora, poi ogni 1-4 ore a seconda del caso.

In alternativa ai puff è indicato l’uso di salbutamolo in gocce, non meno di 10, massimo 20.

Io seguo questo schema (che usa un dosaggio leggermente inferiore nel primo anno di vita ma che aiuta ad “aggiustare” la posologia in base al peso):

  • 0-10 kg di peso: 8 gocce
  • 10-20 kg di peso: 10 gocce.
  • >20 kg di peso: peso/2, per un massimo di 20 gocce. Es. bambino di 36 kg, 18 gocce.

Se provate a leggere il foglietto illustrativo del salbutamolo noterete notevoli discrepanze (troverete dosaggi ben inferiori).

Ma per noi medici le evidenze scientifiche, e quindi le linee guida, valgono ben più dei “bugiardini” che, guarda caso, possono anche mentire.

Ipratropio bromuro

Sebbene la formulazione combinata con salbutamolo sia controindicata nei bambini per rischio di sovradosaggio, il farmaco può essere usato in caso di mancata risposta al salbutamolo da solo o più spesso in combinazione con quest’ultimo.

Non è quindi vera la sua controindicazione al di sotto dei 18 anni!

Cortisone

L’attacco lieve, che tipicamente viene gestito a domicilio avendo buona saturazione e buona dinamica respiratoria, non richiede l’uso di cortisone orale.

Il cortisone per bocca è indicato solo nel caso di attacchi moderati e severi, nei quali DEVE essere somministrato (anche se l’amministratore non medico di una pagina Facebook che si occupa di tutt’altro vi dice il contrario).

Il cortisone è un farmaco immunosoppressore che, nelle forme virali, può certamente ostacolare la guarigione e favorire la progressione dell’infezione, come dimostrato per il COVID (sebbene certi “luminari” in Italia lo prescrivessero via Whatsapp al quinto giorno di sintomi, senza insufficienza respiratoria, così, a caso).

Va quindi usato solo quando indicato, e cioè quando necessario. Come tutti i farmaci, del resto.

In caso di episodi ricorrenti è inoltre indicata la “terapia di fondo” con cortisone inalatorio, mattina e sera, allo scopo di ridurre le ricadute o quantomeno di attenuarne l’entità.

Ancora una volta ribadisco come, sia per l’asma che per la maggior parte delle altre problematiche di salute non solo pediatriche, disponiamo di linee guida che ci consentono di offrire al paziente la migliore terapia possibile, sulla base delle più aggiornate evidenze scientifiche.

Noi siamo con te.

Sappiamo che gestire questi episodi può essere spaventoso, ma ricordate che non siete soli. Il vostro pediatra è lì per questo: non esitate mai a chiamarlo per ogni dubbio. Con il tempo, imparerete a riconoscere i segnali e a gestire queste situazioni con sempre maggiore sicurezza.

Noi di Genitore Informato siamo qui per supportarvi con i nostri percorsi, il nostro libro Impara a dire No e con consulenze personalizzate.

Noi siamo con voi.

Fonti

1. Edwards LR, Borger J. Pediatric Bronchospasm. [Aggiornato il 2023 Giu 12]. In: StatPearls [Internet]. Treasure Island (FL): StatPearls Publishing; 2024 Gen-. Disponibile qui: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/books/NBK546685/
2. https://omceomi.it/2023/07/20/aifa-associazione-fissa-salbutamolo-ipratropio-bromuro-solo-per-adulti/20773
3. https://campus.meyer.it/wp-content/uploads/2023/02/5.newsletter_simyoung_asma.pdf
4. https://www.aiporassegna.it/article/view/757

Dott.ssa Claudia Denti

Esperta di Educazione, Sonno e Gestione del bambino. Laureata in Scienze dell'Educazione e Formazione, si occupa di aiutare i genitori a crescere bambini sani e felici secondo principi validati dalla comunità scientifica. Fondatrice di Genitore Informato e ideatrice del metodo Sonno Felice - certificata Sonno Sicuro e Primo Soccorso Pediatrico - supporta i genitori nel loro viaggio dal 2014.

Dott. Severino Cirillo

Esperto di Salute, Benessere ed Educazione. Laureato in Community Health, è il CEO di Genitore Informato e si occupa di validare l'informazione scientifica del blog e coordinare il team di esperti della redazione, composto da ginecologi, ostetriche, psicoterapeuti e altre figure del benessere e della salute in gravidanza, perinatale e genitoriale.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati

{"email":"Email address invalid","url":"Website address invalid","required":"Required field missing"}