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Se avete notato che il vostro bambino durante la notte digrigna i denti producendo uno strano rumore, potrebbe trattarsi di Bruxismo.

Per buona pace di mamma e papà diciamo subito che è un disturbo abbastanza diffuso in età prescolare quando, per intenderci, si hanno ancora i denti da latte e che tende a regredire spontaneamente senza particolari conseguenze.

Ma vediamo di comprendere più a fondo di cosa si tratti e quale sia il giusto approccio da avere qualora si presenti il problema.

Cos’è il Bruxismo?

Il bruxismo è, in linea generale, l’abitudine di digrignare i denti, sfregando quelli dell’arcata inferiore a quelli dell’arcata superiore: è per questo che in alcuni casi, quelli più gravi, può provocare una erosione dei denti.

Tecnicamente è definito come un disturbo del movimento in sonno, proprio perché si manifesta durante le ore di riposo.

Come dicevamo è un abbastanza diffuso se si pensa che interessi circa il 30% dei soggetti in età pediatrica e normalmente si risolve con la comparsa della dentizione permanente.

Nei rari casi in cui persiste nonostante il cambio e il completamento dei denti, sarà opportuno svolgere un’indagine approfondita per non sottovalutare un problema che potrebbe avere, alla lunga, spiacevoli conseguenze.

Quali sono i sintomi e come si manifesta il bruxismo?

Per poter arrivare alla diagnosi di bruxismo bambini è necessario innanzitutto che questo comportamento sia reiterato e frequente: si parla mediamente di ben quattro episodi ogni ora.

Solitamente il bruxismo si manifesta durante la notte (anche se esiste una forma, meno diffusa, di bruxismo diurno), in maniera involontaria e inconsapevole, in corrispondenza di microrisvegli che sono appunto piccoli e improvvisi e che sono considerati una concausa del disturbo.

Infatti non si identifica mai una sola causa-effetto, ma una serie di cause che incidono sulla serenità del bambino e che lo portano ad avere questo atteggiamento di sfogo dello stress.

Tra i sintomi che portano alla diagnosi, primo tra tutti è sicuramente il rumore prodotto dallo sfregamento dei denti che è inconfondibile perchè metallico, per molti anche fastidioso: difficile non accorgersene!

Inoltre, i bambini che ne sono affetti, appariranno stanchi in conseguenza dei frequenti risvegli notturni che compromettono la qualità del sonno e del riposo.

I bambini e anche gli adulti che ne soffrono, manifesteranno una sintomatologia dolorosa a carico dei muscoli mandibolari, dovuta sia al movimento che all’involontario stato tensivo e, interessando anche parte del collo, potrebbe essere confuso con un disturbo di altra origine.

bruxismo bambini

Come si può curare il bruxismo?

In linea generale possiamo dire che non esiste una cura unica o specifica per il Bruxismo: normalmente si evolve e scompare spontaneamente in maniera benigna.

Il primo consiglio, soprattutto in età pediatrica, rimane sempre quello di fare un’attenta valutazione dello stato emotivo del bambino e lavorare su tutto ciò che possa dargli o restituirgli serenità.

Solo in casi più rari e gravi sarà opportuno valutare un approccio multidisciplinare coinvolgendo innanzitutto il proprio pediatra e, in base al tipo di sintomatologia presentata, un’apposito specialista.

Cosa fare se il bambino digrigna i denti?

Durante la notte può essere anche normale che il bambino digrigni i denti, quasi fisiologico: è infatti una risposta molto comune allo stress che può essere originato da diverse circostanze.

In questo caso, pur prestando la dovuta attenzione e monitorandone la frequenza, non è necessario alcun tipo di intervento medico.

Bisogna invece, come dicevamo, prestare attenzione e verificare che non ci siano disturbi correlati: stabilito un eventuale nesso di causalità, sarà più facile intervenire prevenendo ed evitando le fonti di stress che causano il disturbo.

Molte volte, proprio perché avviene in maniera spontanea e inconsapevole, è considerato un atteggiamento consolatorio al pari della suzione del pollice.

In tal caso, tutte le volte in cui la causa dello stress è facilmente identificabile, un’aggiunta alla solita dose di coccole, magari prima di andare a dormire, potrebbe portare ad un riposo più sereno e, di conseguenza, ad un minor numero di microrisvegli e quindi di episodi di digrignamento.

Può sembrare strano che bambini così piccoli possano avere un disturbo di origine emotiva: in realtà ogni cambiamento, anche il più piccolo, da loro è sempre percepito con grande sensibilità (talvolta può arrivare anche a scatenare episodi di sonnambulismo) quindi non bisogna sottovalutare l’impatto che i cambiamenti possono avere sui loro comportamenti (più o meno consapevoli!).

Inoltre, è opportuno ricordare che, essendo un movimento completamente involontario, raccomandare ai bambini di “non farlo!” sarà solo un’inutile fonte di ulteriore stress.

Quanto dura il bruxismo?

Normalmente il disturbo scompare entro i 7 anni d’età, una volta completata la nuova dentizione. Tuttavia il dato è da considerarsi approssimativo: non tutti i bambini hanno analoghi tempi di sviluppo.

Resta inteso che, in tal caso, stiamo parlando del disturbo comune che si risolve in maniera spontanea che non presenta particolari campanelli d’allarme di altre patologie.

bruxismo bambini

Quale specialista cura il bruxismo?

Nel caso in cui il disturbo sia legato a una malocclusione, sarà opportuno rivolgersi ad un odontoiatra: anche se solitamente l’uso del bite (un apparecchio di protezione dei denti) non è considerato opportuno in questa fascia d’età.

Una visita per controllare lo stato di salute dei denti e prevenire successivi problemi di masticazione, sarà comunque sicuramente utile.

Nel caso in cui invece le coccole e le attenzioni non siano sufficienti a ritrovare serenità e si arrivi ad una diagnosi di vero e proprio disagio emotivo, sarà allora opportuno chiedere la consulenza di un neuropsichiatra infantile.

Anche se i medici sono solitamente (e giustamente!) contrari ad interventi farmacologici e integrativi che inducano il sonno, come ad esempio la melatonina, in alcuni sporadici casi, viene prescritta una terapia che agisca sui movimenti involontari, migliorando quindi la qualità del sonno.

La diminuzione sostanziale dei microrisvegli procurerà infatti un riposo più sereno e ristoratore che, non dimentichiamo, è fondamentale per lo sviluppo e crescita dei bambini.

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