Capricci: perché il bambino li fa?

di Claudia Denti, Agosto 15, 2024

Fondatrice di Genitore Informato, Laureata in Scienze dell'Educazione e della formazione, Consulente del Sonno IACSC

Nell’articolo di oggi parliamo di un argomento sempre caldo: i capricci del bambino.

Nonostante i capricci non esistano, useremo questo termine affinché sia tutto più comprensibile.

Lo so, sembra una frase strana, ma di fatto quelli che spesso chiamamo capricci, non sono altro che crisi emotive e comportamentali.

Cosa sono i capricci?

I capricci sono momenti in cui il bambino è sopraffatto da un’emozione (normalmente frustrante) e non ha le competenze per gestirla con un comportamento adeguato.

Siccome non può farlo, si comporta in maniera disordinata e spesso molto fastidiosa.

Imparare a gestire il bambino e comunicare insieme nella modalità corretta non è semplice, specialmente in questi momenti difficili.

Ci abbiamo scritto un intero libro a riguardo, “Impara a dire NO“, che ti invitiamo a leggere.

Con la crescita le modalità cambiano per adattarsi all’età del bambino. 

A due anni, per esempio, la nostra comunicazione sarà semplice e breve, man mano che nostro figlio cresce possiamo usare un linguaggio sempre più articolato e specifico. 

Cosa vuol dire fare i capricci?

Un capriccio viene definito dal nostro vocabolario in questo modo:

“Voglia o idea stravagante o bizzarra, di bambini: fare i capricci, far le bizze”

Con il termine capriccio abbiamo detto che possiamo identificare un comportamento del bambino che non siamo in grado di gestire e che il bambino manifesta attraverso:

Prima di capire come comportarsi in queste situazioni, bisogna imparare a capire perché il bambino si comporta in questo modo. 

I bambini più piccoli, come abbiamo anticipato, non sono ancora in grado di controllare le proprie emozioni e non sanno riconoscerle e gestirle.

Questa immaturità emotiva li fa spesso esplodere in comportamenti incontrollabili, mentre l’immaturità linguistica non gli dà gli strumenti per comunicare con precisione il loro disagio.

Questo mix esplosivo sfocia presto in scontri, incomprensioni. 

Esiste un’età in cui iniziano i primi capricci? 

A dire la verità, se vogliamo considerare i capricci come qualcosa che esiste davvero e non solo un modo di comunicare un disagio, potremmo individuare i 2 anni come un periodo standard in cui questo tipo di comportamento esplode.

Proprio intorno ai due anni il bambino ricerca sempre più l’indipendenza sia fisica che mentale e i limiti imposti dal genitore diventano una sfida.

Si parla di “terribili due anni” per definire proprio l’inizio della ribellione del bambino. 

Se sei in questo periodo e non sai come gestirlo, puoi iniziare dalla nostra guida dedicata: CAPRICCI ADDIO.

Quando il bambino inizia a “non ascoltare”

Arriva per tutti il momento in cui il bambino inizia a non ascoltare ciò che diciamo, – in realtà ascolta, nella maggior parte dei casi, specialmente se non ha un DSA – a non rispettare le nostre regole, a mancarci di rispetto o inizia a usare metodi per convincerci a fare quello che vuole lui e purtroppo, la maggior parte delle volte, ci riesce. 

I bambini imparano velocemente come manipolarci e in molti casi nemmeno se ne rendono conto, soprattutto quando sono piccoli. 

Conoscendo le nostre reazioni si comportano in modo differente con un genitore piuttosto che con l’altro, perché sanno come ottenere qualcosa dalla mamma o dal papà.

Ti sarà sicuramente capitato di andare al supermercato con il tuo bambino e di passare nel reparto dolciumi o giocattoli e sentire svariate richieste da parte del tuo bambino:

“Mamma, mamma mi prendi la macchina rossa? Dai, dai!”

oppure

“Papà voglio il cioccolato, quello con l’ovetto!”

capricci

In quel preciso momento, sai benissimo che scatenerà l’inferno pur di ottenere quello che vuole. Questo sfocia solitamente in 4 tipi di reazioni:

  1. Il genitore concede al bambino l’oggetto richiesto;
  2. Mamma o papà resistono e negano l’oggetto richiesto per poi cedere 10 minuti dopo solo per evitare l’imbarazzo di chi sta osservando la situazione;
  3. Il genitore si mette ad urlare più forte del bambino, lo sgrida e lo mette in punizione, per poi strattonarlo fuori dal supermercato con la promessa che non lo porterà mai più;
  4. Il genitore adotta modalità d’interazione che ormai applica da tempo che portano il bambino a tranquillizzarsi per evitare l’imbarazzo del giudizio esterno;

Io non so quale di questi genitori tu sia, ma sicuramente penserai che sarebbe bello evitare ogni volta di cadere in questi capricci. 

Quando i bambini fanno i capricci cosa bisogna fare?

Sarebbe bello avere in mano la situazione e sapere esattamente come comportarsi non solo per gestire questa situazione, ma anche per evitare che si ripresenti. 

Per educare e crescere i propri figli ci vogliono prima di tutto coerenza e coesione. 

La mamma e il papà devono essere coerenti e sempre allineati, con una sola modalità educativa: non si può dire ai bambini che la televisione deve essere spenta un’ora prima di dormire e poi, al primo pianto del bambino, la televisione rimane accesa. 

Tra la mamma e il papà ci deve essere una coesione forte: sarebbe inutile che la mamma dicesse sempre di no e il papà sempre di sì – o viceversa – alle medesime situazioni. Entrambi devono propendere per il sì o per il no, allo stesso identico modo. 

Riuscire ad applicare anche solo questi due consigli non è semplice, ma farlo cambierà radicalmente le interazioni all’interno della tua famiglia. 

Consapevoli del fatto che non esistono corsi che preparano il genitore a gestire e comprendere i capricci dei bambini, abbiamo realizzato un video-corso e una guida, con tutti i migliori consigli per affrontare questa delicata fase di crescita del tuo bambino per evitare che i terribili due anni diventino anche i terribili tre, quattro…

Noi siamo con te.

Certi del fatto che essere genitore non è semplice, vogliamo starti vicino e darti tutti gli strumenti necessari a sentirti meglio e a tuo agio nel tuo ruolo da genitore.

Ti supportiamo in questo viaggio con guide, corsi e consulenze personalizzate.

Ricorda, in questo viaggio non sarete mai soli, noi siamo con voi.

Fonti

Sisterhen LL, Wy PAW. Temper Tantrums. [Aggiornato 2023 Feb 4]. In: StatPearls [Internet]. Treasure Island (FL): StatPearls Publishing; 2023 Gen.

Dott.ssa Claudia Denti

Esperta di Educazione, Sonno e Gestione del bambino. Laureata in Scienze dell'Educazione e Formazione, si occupa di aiutare i genitori a crescere bambini sani e felici secondo principi validati dalla comunità scientifica. Fondatrice di Genitore Informato e ideatrice del metodo Sonno Felice - certificata Sonno Sicuro e Primo Soccorso Pediatrico - supporta i genitori nel loro viaggio dal 2014.

Dott. Severino Cirillo

Esperto di Salute, Benessere ed Educazione. Laureato in Community Health, è il CEO di Genitore Informato e si occupa di validare l'informazione scientifica del blog e coordinare il team di esperti della redazione, composto da ginecologi, ostetriche, psicoterapeuti e altre figure del benessere e della salute in gravidanza, perinatale e genitoriale.

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