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Cerchiaggio Utero: Quali Sono Le Conseguenze?

di Severino Cirillo, Maggio 31, 2024

Nell’articolo di oggi parleremo di un intervento noto come cerchiaggio utero o cerchiaggio uterino, un procedimento che può essere cruciale per il successo di una gravidanza a rischio.

Scopriremo perché si fa il cerchiaggio, in cosa consiste, quanto dura, cosa succede dopo e quando viene tolto.

Perché si fa il cerchiaggio utero?

Il cerchiaggio uterino viene eseguito principalmente per prevenire il parto pretermine in donne con incompetenze cervicali.

L’incompetenza (o insufficienza) cervicale è una condizione in cui il collo dell’utero si dilata prematuramente durante la gravidanza, aumentando il rischio di aborti spontanei o di parti prematuri.

Questa condizione può essere diagnosticata tramite ecografie o anamnesi di gravidanze precedenti.

Il cerchiaggio è indicato in donne che hanno avuto un parto pretermine in precedenza, in presenza di una dilatazione cervicale precoce o in caso di anomalie anatomiche dell’utero.

Talvolta, il cerchiaggio può essere raccomandato anche come misura preventiva in donne con fattori di rischio elevato, come una storia familiare di incompetenza cervicale.

In che consiste il cerchiaggio uterino?

Il cerchiaggio uterino è una procedura chirurgica utilizzata per prevenire la dilatazione prematura del collo dell’utero, che come abbiamo detto può portare a un parto pretermine o ad un aborto spontaneo.

Viene eseguito solitamente tra la 12a e la 14a settimana di gravidanza e consiste nel posizionare una sutura intorno al collo dell’utero per rinforzarlo e mantenerlo chiuso.

Esistono diverse tecniche di cerchiaggio, tra cui il cerchiaggio transvaginale e il cerchiaggio transaddominale.

Il primo è il più comune e viene eseguito attraverso la vagina, mentre il secondo è meno frequente e richiede un’incisione addominale.

La scelta della tecnica dipende principalmente dalla situazione clinica specifica della paziente.

Quanto dura il cerchiaggio cervicale?

Il cerchiaggio uterino viene generalmente mantenuto fino a circa la 37a settimana di gravidanza, momento in cui viene rimosso per permettere il normale processo del parto.

Tuttavia, la durata esatta può variare a seconda delle circostanze individuali e delle raccomandazioni del medico.

In alcune situazioni, il cerchiaggio può essere rimosso prima se insorgono complicazioni come infezioni, contrazioni premature o rottura delle membrane.

Al contrario, in casi particolari, potrebbe essere necessario mantenere il cerchiaggio fino al momento del parto cesareo, se previsto.

La durata del cerchiaggio è quindi strettamente legata alla salute della paziente e del feto, e viene costantemente monitorata dal team medico.

Cosa succede dopo il cerchiaggio dell’utero?

Dopo l’intervento di cerchiaggio uterino, è fondamentale seguire alcune precauzioni per garantire il successo del procedimento e minimizzare i rischi.

Generalmente, la paziente viene monitorata attentamente nelle ore successive all’intervento per assicurarsi che non ci siano complicazioni immediate, come infezioni o sanguinamenti anomali.

Il riposo è una delle prime raccomandazioni: spesso viene consigliato di limitare le attività fisiche e, in alcuni casi, potrebbe essere necessario il riposo a letto.

È altresì essenziale seguire una dieta bilanciata e mantenere una buona idratazione.

Il medico potrebbe prescrivere farmaci specifici per prevenire contrazioni uterine o infezioni.

Le visite di controllo sono cruciali: dovrebbero essere programmate regolarmente per monitorare lo stato del cerchiaggio e la salute del feto.

In caso di sintomi come dolore intenso, sanguinamento o perdite inusuali, è importante contattare immediatamente il medico.

Come si toglie il cerchiaggio in gravidanza?

La rimozione del cerchiaggio uterino è un procedimento relativamente semplice ma che richiede l’attenzione di un professionista.

Come abbiamo detto, il cerchiaggio viene rimosso intorno alla 37a settimana di gravidanza o prima se insorgono complicazioni.

La procedura può essere eseguita in ambulatorio o, in alcuni casi, in sala operatoria.

Durante la rimozione, il medico utilizza uno speculum per visualizzare il collo dell’utero e successivamente taglia il filo o la banda utilizzata per il cerchiaggio.

La procedura è solitamente rapida e viene eseguita senza anestesia generale, sebbene un’anestesia locale possa essere utilizzata per ridurre il disagio.

Dopo la rimozione, la paziente potrebbe avvertire qualche lieve crampo o un leggero sanguinamento, ma questi sintomi tendono a risolversi rapidamente.

Quando non si può fare il cerchiaggio?

Non tutte le gravidanze a rischio possono beneficiare del cerchiaggio uterino.

Esistono situazioni in cui questa procedura non è consigliata, come in presenza di infezioni uterine o vaginali, che potrebbero peggiorare con la sutura.

Inoltre, il cerchiaggio non è indicato se il collo dell’utero è già ampiamente dilatato o se sono già presenti contrazioni regolari.

Altre controindicazioni includono anomalie fetali incompatibili con la vita, sanguinamenti vaginali significativi e condizioni mediche materne gravi che renderebbero l’intervento rischioso.

La decisione di eseguire un cerchiaggio deve essere presa dopo una valutazione accurata da parte del medico, tenendo conto di tutti i fattori di rischio e benefici potenziali.

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Fonti

Bieber KB, Olson SM. Cervical Cerclage. [Updated 2023 Jul 25]. In: StatPearls [Internet]. Treasure Island (FL): StatPearls Publishing; 2024. Disponibile qui: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/books/NBK560523/

Dott.ssa Claudia Denti

Esperta di Educazione, Sonno e Gestione del bambino. Laureata in Scienze dell'Educazione e Formazione, si occupa di aiutare i genitori a crescere bambini sani e felici secondo principi validati dalla comunità scientifica. Fondatrice di Genitore Informato e ideatrice del metodo Sonno Felice - certificata Sonno Sicuro e Primo Soccorso Pediatrico - supporta i genitori nel loro viaggio dal 2014.

Dott. Severino Cirillo

Esperto di Salute, Benessere ed Educazione. Laureato in Community Health, è il CEO di Genitore Informato e si occupa di validare l'informazione scientifica del blog e coordinare il team di esperti della redazione, composto da ginecologi, ostetriche, psicoterapeuti e altre figure del benessere e della salute in gravidanza, perinatale e genitoriale.

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