Nell’articolo di oggi parleremo del Citrobacter Koseri, un batterio tristemente noto per alcune faccende che hanno riguardato delle terapie intensive neonatali.
Scopriremo cos’è, quali sono i sintomi del citrobacter, quali possono essere le complicanze e quali sono i trattamenti disponibili.
Cos’è il Citrobacter koseri?
Il Citrobacter koseri (C. koseri) è un batterio gram-negativo, non sporigeno e anaerobico facoltativo, appartenente alla famiglia delle Enterobacteriaceae.
Questi microrganismi vivono prevalentemente nel tratto digestivo umano e animale, ma possono essere trovati anche nel suolo, nelle acque e nei cibi contaminati.
Sebbene siano poco conosciuti, possono causare infezioni gravi e talvolta letali, specialmente in neonati, bambini e persone immunodepresse.
Sintomi del Citrobacter koseri
L’infezione da C. koseri può manifestarsi con diversi sintomi, a seconda del comparto corporeo colpito. Nei neonati, i sintomi più comuni includono:
- Instabilità termica
- Irritabilità
- Convulsioni e sintomi simil-epilettici
- Ittero
- Letargia
Questi segni sono particolarmente preoccupanti nei neonati prematuri e nei bambini con basso peso alla nascita, poiché il loro sistema immunitario è meno sviluppato rispetto ai neonati a termine.

Complicanze causate dal Citrobacter koseri
L’infezione da Citrobacter koseri può portare a gravi complicanze, come abbiamo detto specialmente nei neonati e negli adulti immunodepressi. Tra le complicanze più serie troviamo:
- Sepsi–meningite, che può evolvere in ascessi cerebrali
- Deficit neurologici
- Ritardo mentale
- Epilessia
- Idrocefalia
- Paralisi cerebrale
Gli adulti con sistema immunitario compromesso potrebbero sviluppare ulteriori complicanze come per esempio ventricolite, cerebrite, infezioni muscolo-scheletriche, aneurisma dell’aorta, infezioni addominali ricorrenti e ascessi epatici.
Insomma, è un batterio con cui è meglio non scherzare.
Che problemi può causare a un neonato?
Nei neonati, l’infezione da Citrobacter koseri è particolarmente preoccupante per la sua capacità di causare sepsi e meningite, spesso complicate da ascessi cerebrali.
Queste condizioni sono estremamente gravi e possono portare al decesso di circa un terzo dei neonati colpiti.
Non solo, ma circa la metà dei sopravvissuti possono subire danni permanenti al sistema nervoso centrale, manifestandosi come deficit neurologici, ritardo mentale, epilessia, idrocefalo o paralisi cerebrale.
Per fortuna esiste una terapia che se fatta per tempo può diminuire le possibilità di danni permanenti.
Qual è la terapia per il Citrobacter koseri?
Il trattamento dell’infezione da C. koseri si basa principalmente sull’uso di antibiotici efficaci, come le cefalosporine e gli aminoglicosidi.
In alcuni casi, può essere necessaria l’aspirazione percutanea degli ascessi per aumentare l’efficacia della terapia antibiotica.
Tuttavia, è importante notare che il Citrobacter koseri può sviluppare resistenze agli antibiotici, rendendo necessario il monitoraggio e l’adattamento continuo della terapia.
Le misure di prevenzione sono cruciali per limitare la diffusione delle infezioni da C. koseri.
Tra queste, la corretta igiene delle mani rappresenta una delle azioni più efficaci per prevenire la trasmissione del batterio, sia nell’ambiente ospedaliero che a casa.
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Fonti
1. Neonatal Citrobacter koseri Meningitis: Report of Four Cases, Rodrigues J, Rocha D, Santos F, João A, 2014
