Congestione facendo il bagno dopo mangiato? Chiariamoci!

di Giorgio Cuffaro - Pediatra, Giugno 23, 2025

Giorgio Cuffaro, Laureato in Medicina e Chirurgia e specializzato in Pediatria.

La credenza popolare per eccellenza delle estati italiane impone ai nostri bambini di attendere 2-3 ore in spiaggia, sotto l’ombrellone, prima di poter rientrare in acqua “in sicurezza” per evitare la “congestione“.

Ma com’è che i vicini di ombrellone tedeschi non sono mai morti durante le loro vacanze sui litorali italiani, pur andando a fare il bagno subito dopo mangiato? Scopriamolo subito.

Il mito, ma non troppo, della congestione.

Qui la faccenda si fa seria e non è semplice da chiarire una volta per tutte perché, come per altre questioni mediche, andando banalmente su Google si rischia di reperire informazioni apparentemente autorevoli, che però portano a conclusioni errate.

Ma qui, come dicevo, c’è poco da scherzare con l’avanzare dell’estate se -di una giornata in spiaggia di 7-8 ore- se ne devono trascorrere le 3 centrali, più calde e soleggiate, lontani dall’acqua.

Facendo una ricerca approfondita è possibile trovare rimandi all’antichità, dove personalità illustri come Galeno di Pergamo (medico greco del II secolo d.C.) e Haly Abbas (medico persiano del X secolo d.C), senza troppi giri di parole, controindicano il bagno dopo mangiato ai bambini (il primo) o a tutti indistintamente (il secondo).

Sono questi esempi di postulati, tramandati di generazione in generazione, considerati oggi ancora validi da persone appartenenti a qualunque ceto sociale e con qualunque livello di istruzione.

Ma come stanno realmente le cose?

Andiamo con ordine.

congestione

Cosa significa davvero congestione?

In medicina per congestione si intende un Aumento della quantità di sangue in un organo o in una parte del corpo (…).

Ma nella concezione comune per congestione si intenderebbe, di fatto, l’annegamento in acqua poco dopo aver mangiato!

Di questa definizione, cosa possiamo salvare?

Certamente, dopo aver mangiato “pesante”, per quantità o qualità, una certa quota di sangue sarà richiamata a livello dell’apparato digerente, proprio per consentire il processo digestivo. Gli alimenti ricchi di grassi richiedono molto più tempo per essere digeriti – ovvero affinché, dopo aver raggiunto lo stomaco, possano procedere in intestino per essere poi assimilati.

Cosa succederebbe se, dopo un pasto abbondante e “pesante” , andassimo a immergerci in acqua (magari fredda) o banalmente ci esponessimo a basse temperature (perché usciti a prendere una boccata d’aria, d’inverno, senza esserci adeguatamente coperti, dopo una cena da 12 portate?).

Succederebbe che una quota del sangue di cui prima, verrebbe richiamata in periferia, a livello muscolare, per scongiurare l’abbassamento di temperatura.

Lo stesso potrebbe accadere se, dopo un pasto molto abbandonante, pretendessimo di correre una mezza maratona o di svolgere una qualunque attività sportiva particolarmente impegnativa; o, ancora, se introducessimo bevande ghiacciate nel nostro corpo surriscaldato, col fine di dissetarci.

Forse si intende blocco digestivo?

In sostanza, potremmo andare incontro a un blocco digestivo che, se nel bel mezzo del mare, ci darebbe del filo da torcere per tornare a riva.

Non è però esattamente questo il punto chiave dell’argomento congestione ma, piuttosto: si può fare il bagno dopo mangiato (un pranzo leggero, da spiaggia, a base di carboidrati magari, come un bel panino o un trancio di pizza)?

E quali fattori potrebbero risultare fatali facendo il bagno, per morire annegati?

Le vere raccomandazioni e cause di annegamento

Per rispondere a questa seconda domanda possiamo andare a guardare l’elenco stilato dai Centri per la prevenzione e il controllo delle malattie americani ovvero:

  • mancata sorveglianza del bambino (non solo al mare o in piscina, ma anche nella vasca da bagno di casa);
  • assenza di recinzioni;
  • non saper nuotare;
  • patologie neurologiche come l’epilessia;
  • negli adulti, il consumo di alcolici.

E l’aver fatto il bagno dopo mangiato? Questa condizione, non è assolutamente citata.

Ma come? Che sia una svista?

Andiamo allora a verificare cosa ne pensa l’organizzazione mondiale per la sicurezza in acqua, l’International Life Saving Federation.

Essa taglia corto sostenendo che non vi è alcuna evidenza scientifica che giustifichi questa attesa (“No research, major medical or water safety organizations make any recommendations to wait before swimming after eating”).

Quindi no, nessuna svista.

Cos’è l’idrocuzione?

Per concludere, una condizione pericolosa e indipendente dalla recente alimentazione, è definita idrocuzione: “sincope (ndr perdita transitoria dello stato di coscienza, in gergo svenimento) da immersione rapida in acqua, spec. fredda, caratterizzata da riflessi neurovegetativi che possono causare anche morte per arresto cardiorespiratorio o annegamento”⁵.

In pratica si verifica un repentino abbassamento della pressione sanguigna, si sviene, e si muore annegati. Per evitarlo è sufficente, qualora si decidesse di fare un bagno in acque fredde (e non nelle nostre spiagge che d’estate raggiungono temperature decisamente elevate) dopo essersi accaldati al sole per ore, immergersi gradualmente, per adattare l’organismo alla “nuova” temperatura esterna.

Riassumendo: se per le prossime gite al mare non prevedete di far pranzare eccessivamente i vostri figli prediligendo, come è da tradizione, alimenti pratici e leggeri, dopo questa lettura avrete guadagnato 2-3 ore da poter trascorrere serenamente a mollo con loro, che ve ne saranno grati.

Sì, possono.

Ovviamente con una adeguata protezione solare.

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Fonti

https://www.cdc.gov/healthy-swimming/prevention/

Dott.ssa Claudia Denti

Esperta di Educazione, Sonno e Gestione del bambino. Laureata in Scienze dell'Educazione e Formazione, si occupa di aiutare i genitori a crescere bambini sani e felici secondo principi validati dalla comunità scientifica. Fondatrice di Genitore Informato e ideatrice del metodo Sonno Felice - certificata Sonno Sicuro e Primo Soccorso Pediatrico - supporta i genitori nel loro viaggio dal 2014.

Dott. Severino Cirillo

Esperto di Salute, Benessere ed Educazione. Laureato in Community Health, è il CEO di Genitore Informato e si occupa di validare l'informazione scientifica del blog e coordinare il team di esperti della redazione, composto da ginecologi, ostetriche, psicoterapeuti e altre figure del benessere e della salute in gravidanza, perinatale e genitoriale.

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