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Novembre 3, 2023

Tra le persone che stanno per diventare genitori, ultimamente si discute più spesso di conservare cellule staminali del cordone ombelicale. Si tratta di una pratica che prevede la conservazione a temperature molto basse delle cellule staminali, solitamente raccolte dal sangue (e in alcuni casi dai tessuti) del cordone ombelicale al momento della nascita, con l’obiettivo di utilizzarle in futuro per eventuali terapie. Ma quanto costa? Come avviene? Perché può essere importante? In questo articolo, cercheremo di rispondere a queste e altre domande.

Quanto costa conservare cellule staminali?

Il costo per la crioconservazione delle cellule staminali può variare notevolmente a seconda del servizio offerto e delle politiche della banca del sangue del cordone ombelicale scelta. In generale, i costi iniziali possono oscillare tra 1000 e 2500 euro, a cui vanno aggiunti i costi annuali per la conservazione, che possono variare intorno a qualche centinaio di euro.

Dipende comunque dalla compagnia che sceglierai: ognuna offre servizi leggermente diversi a costi leggermente diversi e alcune offrono anche opzioni di finanziamento.

È importante notare che questi costi coprono non solo il processo di crioconservazione, ma anche la raccolta del sangue, i test di laboratorio per verificare la qualità delle cellule staminali, la registrazione presso la banca del cordone ombelicale, la raccolta del cordone al momento del parto e il trasporto a temperatura controllata fino alla banca, che normalmente si trova all’estero.

Come avviene la conservazione delle cellule staminali?

La conservazione delle cellule staminali avviene attraverso un processo chiamato crioconservazione. Al momento del parto, dopo aver avvisato con anticipo la banca del giorno esatto del parto, si effettua il taglio immediato del cordone che viene inserito nel kit spedito dalla banca. Entro poche ore, specialmente se il parto avviene più rapidamente del previsto, arriva il corriere che trasporterà il cordone conservato dal personale medico alla banca, dove verranno effettuati i test di compatibilità alla conservazione.

Dopo la raccolta, infatti, le cellule staminali vengono mescolate con un crioprotettore, una sostanza che protegge le cellule dal congelamento, e poi conservate a temperature molto basse, tipicamente attorno ai -196 gradi Celsius, in speciali contenitori, ma solo se il cordone è in condizioni buone e compatibili con la conservazione.

Il processo di crioconservazione deve avvenire il più rapidamente possibile dopo la nascita, in modo da minimizzare il rischio di danni alle cellule. Una volta conservate, le cellule staminali possono rimanere vitali per molti anni, pronte per essere utilizzate quando necessario.

Perché congelare le cellule staminali?

La crioconservazione delle cellule staminali offre una serie di vantaggi potenziali. Innanzitutto, le cellule staminali sono in grado di rigenerare e riparare i tessuti del corpo, rendendole un potenziale strumento per il trattamento di una serie di malattie.

Inoltre, le cellule staminali del cordone ombelicale sono particolarmente preziose perché sono “nuove”, non sono state esposte a inquinanti o malattie, e hanno una maggiore capacità di adattamento rispetto alle cellule staminali adulte. Congelarle consente di “bloccare” queste caratteristiche, rendendo le cellule disponibili per un uso futuro. Inoltre, oltre a permettere di curare alcune malattie, c’è la speranza che nei 20 anni o più di conservazione, nuove tecniche permetteranno di usare quelle cellule per curare altre malattie.

La speranza, ovviamente, è che questa conservazione non serva mai.

conservare cellule staminali

Quanto durano le cellule staminali conservate?

Le cellule staminali possono rimanere vitali per molti anni se conservate correttamente. Studi indicano che le cellule staminali conservate per oltre 20 anni mantengono ancora la capacità di proliferare e differenziarsi. Alcune banche offrono una conservazione fino a 30 anni, garantendo l’integrità, ma non necessariamente la funzionalità.

Quali malattie si possono curare con le cellule staminali ad oggi?

Le cellule staminali sono attualmente utilizzate per il trattamento di oltre 80 malattie, tra cui leucemie, linfomi, disturbi del sistema immunitario e talune malattie metaboliche.

Alcune tra le malattie attualmente trattabili sono:

  • Leucemie acute
  • Leucemia Linfoblastica acuta (ALL)
  • Leucemia Mieloide acuta (AML)
  • Leucemia Bifenotipica acuta
  • Leucemia Linfocitica cronica (LLC)
  • Leucemie croniche
  • Leucemia mieloide cronica (LMC)
  • Leucemia linfocitica cronica (LLC)
  • Leucemia mieloide cronica giovanile (J-CML)
  • Anemie
  • Anemia aplastica acquisita
  • Anemia congenita diseritropoietica congenita
  • Anemia di Fanconi
  • Emoglobinuria parossistica notturna
  • Anemia di Blackfan – Diamond
  • Disordini congeniti del sistema immunitario
  • Malattia granulomatosa cronica
  • Porfiria congenita eritropietica
  • Sindrome di Wiskott – Aldrich
  • Sindrome di Shawchman – Diamond
  • Amegacariocitosi/ Trombocitopenia
  • Immunodefficienza Severa Combinata (SCID)
  • SCID con deficit di adenosin deaminasi (ADA – SCID)
  • SCID – X linked
  • SCID con assenza di cellule T&B
  • Linfomi
  • Morbo di Hodgkin
  • Linfomi Non – Hodgkin
  • Malattie del plasma cellulare
  • Mieloma multiplo
  • Leucemia delle Plasma Cellule
  • Malattie metaboliche ereditarie
  • Muccopolisaccaridosi (MPS)
  • Sindrome di Hurler (MPS – IH)
  • Sindrome di Scheie (MPS- IS)
  • Sindrome di Maroteaux – Lamy (MPS – VI)
  • Sindrome di Sly
  • Mucolipidosi II
  • Leucodistrofie
  • Adrenoleucodistrofie (ALD)
  • Adrenomieloneuropatia (AMN)
  • Malattia di Krabbe
  • Malattie di accumulo lisosomiale
  • Malattia di Gaucher
  • Malattia di Sandhoff
  • Istiocitosi
  • linfoistiocitosi eritropagocitica familiare
  • Istiocitosi -X
  • hemofagocitosi
  • Talassemie
  • Beta talassemia
  • Aplasia eritrocitaria pura
  • Piastrinopatie congenite
  • Trombocitopenia congenita
  • Tromboastenia di Glanzmann
  • Osteopetrosi
  • Tumori
  • Tumore al seno
  • Sarcoma di Ewing
  • Neuroblastoma
  • Retinoblastoma

In futuro, speriamo che altre condizioni risultino trattabili attraverso terapie non invasive con le cellule staminali.

Ricordiamo che è possibile anche donare gratuitamente il cordone ombelicale (anche perché in Italia non si può conservare il cordone, che verrà sempre trasportato in una banca estera). La donazione del cordone (che non tutti gli ospedali fanno, quindi bisogna chiedere con un certo anticipo se sono preparati a farla), permette ai malati di malattie compatibili di accedere al sangue e ai tessuti donati per ricevere le cellule staminali di cui hanno bisogno.

Non essendo molte le persone che accedono a queste cure, la probabilità che in caso di bisogno ricapiti proprio il proprio cordone sono abbastanza alte, ma non c’è nessuna garanzia. In ogni caso la donazione è un atto di gentilezza verso chi ha bisogno e non si può permettere di curarsi in altro modo.

Perché donare il cordone ombelicale?

Come abbiamo detto, la donazione del cordone ombelicale è una pratica meritoria e sostenuta da molte organizzazioni sanitarie. Tuttavia, alcuni genitori scelgono di crioconservare le cellule staminali privatamente per un eventuale utilizzo futuro per il loro bambino o per un membro della famiglia in caso di necessità, anche grazie alla maggiore compatibilità del DNA di queste cellule. Questa decisione è molto personale e dipende da vari fattori, tra cui le condizioni di salute della famiglia, le condizioni economiche (i costi sono comunque importanti) e le convinzioni personali.

Noi siamo con te.

La crioconservazione delle cellule staminali è un investimento per il futuro. Mentre la ricerca continua a progredire, le potenziali applicazioni delle cellule staminali potrebbero espandersi ulteriormente. Tuttavia, è importante fare una scelta informata, considerando attentamente i costi, i benefici e le altre opzioni disponibili.

Noi di Genitore Informato siamo qui per aiutarti ad avere sempre le migliori informazioni e il supporto di cui necessiti. Lo facciamo attraverso guide, corsi e consulenze personalizzate per seguirti lungo tutto il viaggio della genitorialità.

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Dott.ssa Claudia Denti

Laureata in Scienze dell’Educazione, si occupa di aiutare i genitori a crescere bambini sani e felici secondo principi validati dalla comunità scientifica.
Fondatrice di Genitore Informato e ideatrice del metodo Sonno Felice - certificata Sonno Sicuro e Primo Soccorso Pediatrico - supporta i genitori nel loro viaggio dal 2014.

Dott. Severino Cirillo

Laureato in Community Health, è il CEO di Genitore Informato e si occupa di validare l'informazione scientifica del blog e coordinare il team di esperti della redazione, composto da ginecologi, ostetriche, psicoterapeuti e altre figure del benessere e della salute in gravidanza, perinatale e genitoriale.

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