Le convulsioni febbrili sono una delle principiali preoccupazioni dei genitori quando i bambini presentano febbre.
Le convulsioni febbrili sono uno dei motivi per cui la febbre viene abbassata coi farmaci antipiretici, magari 2 diversi alternati ogni 4 ore, senza una vera indicazione.
Indicazione che, chi mi segue, sa dovrebbe essere quella e solo quella di trattare dolore o malessere che, le linee guida internazionali, chiamano “discomfort”.

Cosa sono le convulsioni febbrili?
Sono eventi critici di natura epilettica (e quindi in tutto e per tutto simili a una crisi epilettica vera e propria) che si verificano però:
- in corso di febbre: temperatura > 38°C (rilevabile anche poco dopo l’episodio);
- in assenza di infezioni del sistema nervoso centrale (che altrimenti sono manifestazione di una encefalite o meningite);
- tra i 6 mesi e i 60 mesi (che pare una stagionatura ma aiuta a ricordare l’intervallo di tempo: entro i 5-6 anni).
Riguardano circa il 3% della popolazione pediatrica con picco di incidenza attorno ai 18 mesi (un anno e mezzo).
Si distinguono in semplici e complesse.
Convulsioni febbrili semplici
Si verificano se sono presenti tutti i seguenti criteri:
- sono generalizzate: interessano entrambi gli emisferi cerebrali e riguardano “tutto” il corpo;
- durano meno di 15 minuti (si risolvono da sole);
- non si ripetono nelle 24 ore successive;
- non causano danni cerebrali;
- dopo risoluzione il bambino si riprende completamente.
Convulsioni febbrili complesse
In questo caso basta la presenza di un solo criterio:
– sono parziali (interessano una delimitata area del cervello riguardando poi “una parte” del corpo);
– durano più di 15 minuti;
– si ripetono entro 24 ore;
– persistono segni neurologici dopo la risoluzione (paralisi di Todd);
– richiedono la somministrazione di farmaci per la risoluzione;
– si verificano in pazienti con problemi neurologici pregressi.
Gestione secondo linee guida
Convulsioni febbrili semplici: in bambino con più di 18 mesi: osservazione di almeno 2 ore e dimissione senza ulteriori accertamenti (non richiederebbe esami del sangue e visita neurologica con EEG – ElettroEncefaloGramma).
Convulsioni febbrili semplici in bambini con meno di 18 mesi: osservazione di almeno 24 ore per valutare eventuale insorgenza di segni che facciano pensare a una infezione del sistema nervoso centrale (con eventuale esecuzione di esami).
Convulsioni febbrili complesse: ricovero ed accertamenti (anche in caso di temperatura rilevata < 38°C o età inferiore ai 6 mesi o superiore ai 6 anni, che allora va esclusa una forma di epilessia).
3-4 casi su 10 presenteranno una recidiva.
1-2 casi su 100 delle forme semplici evolveranno in epilessia vera e propria.
10 casi su 100 delle forme complesse evolveranno in epilessia vera e propria.
Cosa fare durante una convulsione febbrile (e durante una crisi epilettica in generale)?
- mantenere la calma (non facile)
- registrare la durata della crisi, possibilmente eseguendo un video che sarà molto utile ai medici;
- allentare indumenti stretti, in particolare cinture ed eventuali colletti;
- NON IMMOBILIZZARE (rischio fratture!);
- posizionare il bambino di fianco, possibilmente col capo più in basso del torace (per prevenire l’inalazione di vomito o secrezioni);
- imuovere con un fazzoletto eventuali secrezioni nasali/orali, ma senza aprire la bocca (che non va MAI aperta tantomeno introducendo dita o altri oggetti tra i denti, che potrebbero rompersi o causare amputazione delle dita del soccorritore sprovveduto);
- Se al primo episodio, chiamare i soccorsi.
- Se l’episodio successivo al primo (30-40% dei casi) segue le indicazioni già fornite e, in caso di convulsione febbrile, chiamare i soccorsi se somministrati farmaci e/o durata superiore ai 5 minuti.
N.B. 1: non è dimostrato che, trattate tempestivamente la febbre al suo insorgere prevenga la comparsa di convulsioni febbrili.
N.B. 2: ci sono deboli evidenze che, dopo il primo episodio convulsivo e all’interno di quello stesso evento infettivo, mantenere bassa la temperatura nelle ore successive prevenga le recidive.
E quindi, salvo non si sia appena verificata una convulsione febbrile, NON HA ALCUN SENSO trattare compulsivamente la febbre magari alternando ogni 4 ore paracetamolo e ibuprofene, salvo il bambino non presenti discomfort.
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Nota: l’immagine è stata generata con IA
