Crema solare bambino: fa davvero male?

di Giorgio Cuffaro - Pediatra, Giugno 3, 2025

Giorgio Cuffaro, Laureato in Medicina e Chirurgia e specializzato in Pediatria.

Nella mia attività mi capita spesso di sentirmi dire che “Le creme solari fanno male!”.

In questo articolo parliamo di tutto quello che c’è da sapere sulla crema solare bambino e se davvero fa male.

Concetti chiave

  • Le creme solari sono fondamentali per la prevenzione: Il 45% dei decessi per melanoma può essere prevenuto con le dovute precauzioni UV, rendendo la protezione solare essenziale per la salute della pelle.
  • UVA e UVB hanno effetti diversi: I raggi UVB causano eritemi e scottature (10:00-15:00), mentre gli UVA non causano eritemi ma provocano melanoma e fotoinvecchiamento con esposizione 20-30 volte superiore (8:00-17:00).
  • L’SPF misura solo la protezione UVB: Il fattore di protezione solare quantifica principalmente la capacità di proteggere dalle scottature, non fornisce informazioni complete sulla protezione UVA.
  • Esistono due tipi di creme solari: Le creme inorganiche (ossido di zinco, biossido di titanio) riflettono i raggi UV e sono più sicure ma antiestetiche; quelle organiche vengono assorbite dalla pelle e sono invisibili ma alcuni ingredienti possono essere problematici.
  • Ingredienti da evitare e preferire: Evitare Ossibenzone ed Enzacamene per possibili interferenze endocrine; preferire Avobenzone + Octocrilene, Tinosorb® M o Tinosorb® S per la sicurezza.
  • Regole d’uso essenziali: Utilizzare SPF 30-50+, scegliere creme ad “ampio spettro” (UVA+UVB), applicare 20 minuti prima dell’esposizione, riapplicare ogni 2-3 ore e dopo il bagno o sudorazione intensa.

Le creme solari fanno male?

Il cancro della pelle è il più diagnosticato negli Stati Uniti mentre il melanoma è la quinta diagnosi di cancro più comune in assoluto.

L’American Cancer Society stima che il 45% dei decessi per melanoma possa essere prevenuto con le dovute precauzioni UV.

Esistono tre tipi di radiazioni ultraviolette: UVA, UVB e UVC ma solo UVA e UVB penetrano l’atmosfera raggiungendo la nostra cute.

  • UVB: causano il famoso eritema (“scottatura”) e l’esposizione massima si verifica tra le ore 10:00 e le 15:00. Causano melanoma (da eritema: c’è una correlazione tra ripetute scottature dolorose e l’insorgenza di melanoma oltre al foto-invecchiamento, sempre da scottature ripetute!) e altri tumori della cute.
  • UVA: meno potenti e dannose della UVB ma comportano una esposizione 20-30 volte superiore e massima tra le 8:00 e le 17:00. NON CAUSANO ERITEMA ma provocano melanoma, altri tumori della cute e foto-invecchiamento avendo elevato potere ossidativo.

I filtri solari (creme) sono classificati in base al fattore di protezione solare (SFP) CHE PERÒ misura la protezione da eritema solare a 24 ore dopo l’esposizione per cui, di fatto, quantifica solo la capacità di proteggere dagli UVB!

crema solare bambino

Crema solare bambino: cos’è SPF?

Il fattore di protezione solare è la quantità di radiazioni ultraviolette (UV) che la crema solare può assorbire (creme organiche, vedi poi) o riflettere (creme inorganiche, vedi poi).

L’uso di una protezione solare SPF 50 sulla pelle funzionerà efficacemente contro le radiazioni UVB per 50 volte la quantità di esposizione alle radiazioni rispetto alla pelle non protetta: più alto è l’SPF, più lunga è la durata della protezione.

Le creme solari sembrano proteggere da melanoma e fotoinvecchiamento ma non dall’insorgenza di altri tumori della pelle come il carcinoma squamocellulare e il carcinoma basocellulare (che riguardano cellule diverse dai melanociti che sono deputati alla produzione di melanina).

Esistono 2 tipi di creme solari, vediamo come funzionano.

Creme solari inorganiche

A base di ossido di zinco (ZnO), meno efficace, e biossido di titanio (TiO2), più efficace, creano una una patina variabilmente biancastra sulla cute che blocca/riflette il passaggio dei raggi UV, sono efficaci e presentano scarsi effetti avversi.

Da evitare le formulazioni spray in quanto il biossido di titanio, se inalato, può persistere a lungo nei polmoni causando conseguenze anche sistemiche (ad altri organi interni).

Creme solari organiche

Vengono assorbite dalla cute, sono “invisibili”, assorbono i raggi UV evitando la loro penetrazione nella cute.

  • Ossibenzone ed Enzacamene possono potenzialmente danneggiare le cellule neurali e agire sulla modulazione endocrina, si accumulano nell’organismo, vengono secreti nel latte materno, passano la placenta causando la nascita di maschi di peso elevato e femmine di peso ridotto.
  • Avobenzone e Octocrilene sembrano sicuri: il secondo stabilizza il primo evitando che i raggi UV lo alterino, sono ben tollerati perché invisibili e confortevoli sulla cute. Sicuri si sono dimostrati inoltre 𝐓𝐢𝐧𝐨𝐬𝐨𝐫𝐛® 𝐌, 𝐓𝐢𝐧𝐨𝐬𝐨𝐫𝐛® 𝐒.

Come gestire le creme solari?

  1. buon senso;
  2. attendere 20 minuti dopo l’applicazione della crema e prima del bagno in acqua e ripetere l’applicazione ogni 2-3 ore;
  3. buon senso;
  4. utilizzare creme con SFP almeno 30, meglio 50+ (esperienza personale: io e mia moglie da 8 anni usiamo solo 50+, non ci scottiamo mai e la nostra meravigliosa abbronzatura dura a lungo, provare per credere);
  5. buon senso;
  6. verificare che la crema protegga sia da UVB che UVA (creme ad “ampio spettro”);
  7. buon senso;
  8. prediligere i filtri inorganici rispetto agli organici specie per i bambini (più antiestetici ma anche più sicuri); in alternativa scegliere quelli organici a base di Avobenzone + Octocrilene, Tinosorb® M o Tinosorb® S.
  9. buon senso;
  10. sebbene le creme solari siano resistenti all’acqua, vengono eliminate dalla sudorazione: riapplicare più spesso;
  11. buon senso;
  12. evitare creme contenenti Ossibenzone ed Enzacamene, che interferiscono col sistema endocrino e non solo.

N.B. buonsenso, anche sotto al sole, come in tutte le cose specie in presenza di bambini. Andare al mare o in piscina (magari dopo aver pagato un salato biglietto) dalle 8:00 alle 10:00 e dopo le 17:00 mi pare eccessivo e poco praticabile. Tanto vale stare a casa.

No?

Buon sole a tutti.

PS: gli indumenti certificati per la protezione solare proteggono dal sole. Come anche il tetto di casa.

Fonti

Fonte: revisione sistematica della letteratura di marzo 2024 https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC11022667/

Dott.ssa Claudia Denti

Esperta di Educazione, Sonno e Gestione del bambino. Laureata in Scienze dell'Educazione e Formazione, si occupa di aiutare i genitori a crescere bambini sani e felici secondo principi validati dalla comunità scientifica. Fondatrice di Genitore Informato e ideatrice del metodo Sonno Felice - certificata Sonno Sicuro e Primo Soccorso Pediatrico - supporta i genitori nel loro viaggio dal 2014.

Dott. Severino Cirillo

Esperto di Salute, Benessere ed Educazione. Laureato in Community Health, è il CEO di Genitore Informato e si occupa di validare l'informazione scientifica del blog e coordinare il team di esperti della redazione, composto da ginecologi, ostetriche, psicoterapeuti e altre figure del benessere e della salute in gravidanza, perinatale e genitoriale.

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