Visti i fatti recenti e le notizie pericolose che circolano ogni estate sulle creme solari fanno male, ci tengo a parlare (di nuovo) di questo argomento.
In breve: Le creme solari non fanno male, anzi riducono il rischio di melanoma e fotoinvecchiamento se scelte bene: SPF 30+ ad ampio spettro (UVA+UVB), preferibilmente filtri inorganici (ossido di zinco/biossido di titanio) o organici sicuri (avobenzone+octocrilene, Tinosorb®), evitando ossibenzone ed enzacamene (interferenti endocrini); riapplicare ogni 2-3h e dopo bagno/sudore; sotto i 6 mesi niente crema né esposizione diretta; da integrare sempre con protezione fisica (ombra, cappello, indumenti UV).
Come in molti (ma non tutti) gli argomenti medici non può essere tutto “bianco” o “nero”, e parto da 2 premesse.
Premessa 1: tutte le creme solari inquinano e sarebbero sempre da preferire “schermi” diversi: occhiali da sole, ombrelloni, cappellini, indumenti con protezione UV.
Premessa 2: sotto i 6 mesi di vita nessuna crema solare è indicata in quanto i bambini non andrebbero esposti al sole nei primi mesi di vita.
Ma passiamo al dunque parlando di tumori, perché è di tumori che bisogna parlare.

Creme solari e melanoma
Il cancro della pelle è il tumore maligno più diagnosticato negli Stati Uniti mentre il melanoma è la quinta diagnosi di cancro più comune in assoluto. L’American Cancer Society stima che il 45% dei decessi per melanoma possa essere prevenuto con le dovute precauzioni UV.
5 ustioni solari aumentano il rischio dell’80% di sviluppare melanoma, con rischio che di fatto è quasi raddoppiato rispetto a chi non si è mai scottato.
Esistono tre tipi di radiazioni ultraviolette: 𝐔𝐕𝐀, 𝐔𝐕𝐁 e UVC ma solo 𝐔𝐕𝐀 e 𝐔𝐕𝐁 penetrano l’atmosfera raggiungendo la nostra cute.
I tipi di raggi UV
𝐔𝐕𝐁: causano il famoso eritema (“scottatura”) e l’esposizione massima si verifica tra le ore 10:00 e le 15:00. Causano melanoma (da eritema: c’è una correlazione tra ripetute scottature dolorose e l’insorgenza di melanoma oltre al foto-invecchiamento, sempre da scottature ripetute!) e altri tumori della cute.
𝐔𝐕𝐀: meno potenti e dannose della UVB ma comportano una esposizione 20-30 volte superiore e massima tra le 8:00 e le 17:00. NON CAUSANO ERITEMA ma provocano melanoma, altri tumori della cute e foto-invecchiamento avendo elevato potere ossidativo.
I 𝐟𝐢𝐥𝐭𝐫𝐢 𝐬𝐨𝐥𝐚𝐫𝐢 (creme) sono classificati in base al 𝒇𝒂𝒕𝒕𝒐𝒓𝒆 𝒅𝒊 𝒑𝒓𝒐𝒕𝒆𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆 𝒔𝒐𝒍𝒂𝒓𝒆 (𝑺𝑷𝑭) CHE PERO’ misura la protezione da eritema solare a 24 ore dopo l’esposizione per cui, di fatto, 𝐪𝐮𝐚𝐧𝐭𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚 𝐬𝐨𝐥𝐨 𝐥𝐚 𝐜𝐚𝐩𝐚𝐜𝐢𝐭𝐚̀ 𝐝𝐢 𝐩𝐫𝐨𝐭𝐞𝐠𝐠𝐞𝐫𝐞 𝐝𝐚𝐠𝐥𝐢 𝐔𝐕𝐁!
Il 𝒇𝒂𝒕𝒕𝒐𝒓𝒆 𝒅𝒊 𝒑𝒓𝒐𝒕𝒆𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆 𝒔𝒐𝒍𝒂𝒓𝒆 (𝑺𝑷𝑭) è la quantità di radiazioni ultraviolette (UV) che la crema solare può 𝒂𝒔𝒔𝒐𝒓𝒃𝒊𝒓𝒆 (creme organiche, vedi poi) o 𝒓𝒊𝒇𝒍𝒆𝒕𝒕𝒆𝒓𝒆 (creme inorganiche, vedi poi).
L’uso di una protezione solare SPF 50 sulla pelle funzionerà efficacemente contro le radiazioni UVB per 50 volte la quantità di esposizione alle radiazioni rispetto alla pelle non protetta: più alto è l’SPF, più lunga è la durata della protezione.
Le creme solari sembrano proteggere da melanoma e fotoinvecchiamento ma non dall’insorgenza di altri tumori della pelle come il carcinoma squamocellulare e il carcinoma basocellulare (che riguardano cellule diverse dai melanociti che sono deputati alla produzione di melanina).
Esistono 2 tipi di creme solari.
𝐂𝐑𝐄𝐌𝐄 𝐒𝐎𝐋𝐀𝐑𝐈 𝐈𝐍𝐎𝐑𝐆𝐀𝐍𝐈𝐂𝐇𝐄
A base di ossido di zinco (ZnO), meno efficace, e biossido di titanio (TiO2), più efficace, creano una una patina variabilmente biancastra sulla cute che blocca/riflette il passaggio dei raggi UV, sono 𝐞𝐟𝐟𝐢𝐜𝐚𝐜𝐢 𝐞 𝐩𝐫𝐞𝐬𝐞𝐧𝐭𝐚𝐧𝐨 𝐬𝐜𝐚𝐫𝐬𝐢 𝐞𝐟𝐟𝐞𝐭𝐭𝐢 𝐚𝐯𝐯𝐞𝐫𝐬𝐢.
Da evitare le formulazioni spray in quanto il biossido di titanio, se inalato, può persistere a lungo nei polmoni causando conseguenze anche sistemiche (ad altri organi interni).
𝐂𝐑𝐄𝐌𝐄 𝐒𝐎𝐋𝐀𝐑𝐈 𝐎𝐑𝐆𝐀𝐍𝐈𝐂𝐇𝐄
Vengono assorbite dalla cute, sono “invisibili”, assorbono i raggi UV evitando la loro penetrazione nella cute.
(𝐎𝐬𝐬𝐢𝐛𝐞𝐧𝐳𝐨𝐧𝐞 ed 𝐄𝐧𝐳𝐚𝐜𝐚𝐦𝐞𝐧𝐞 possono potenzialmente danneggiare le cellule neurali e agire sulla modulazione endocrina, si accumulano nell’organismo, vengono secreti nel latte materno, passano la placenta causando la nascita di maschi di peso elevato e femmine di peso ridotto.)
𝐀𝐯𝐨𝐛𝐞𝐧𝐳𝐨𝐧𝐞 𝐞 𝐎𝐜𝐭𝐨𝐜𝐫𝐢𝐥𝐞𝐧𝐞 sembrano sicuri: il secondo stabilizza il primo evitando che i raggi UV lo alterino, sono ben tollerati perché invisibili e confortevoli sulla cute. Sicuri si sono dimostrati inoltre 𝐓𝐢𝐧𝐨𝐬𝐨𝐫𝐛® 𝐌, 𝐓𝐢𝐧𝐨𝐬𝐨𝐫𝐛® 𝐒.
Take home message in 12 punti:
1) buonsenso;
2) attendere 20 minuti dopo l’applicazione della crema e prima del bagno in acqua e ripetere l’applicazione ogni 2-3 ore;
3) buonsenso;
4) utilizzare creme con SFP almeno 30, meglio 50+ (esperienza personale: io e mia moglie da 9 anni usiamo solo 50+, non ci scottiamo mai e la nostra meravigliosa abbronzatura dura a lungo, provare per credere);
5) buonsenso;
6) verificare che la crema protegga sia da UVB che UVA (creme ad “ampio spettro”);
7) buonsenso;
8 ) prediligere i filtri inorganici rispetto agli organici specie per i bambini (più antiestetici ma anche più sicuri); in alternativa scegliere quelli organici a base di Avobenzone + Octocrilene, Tinosorb® M o Tinosorb® S;
9) buonsenso;
10) sebbene le creme solari siano resistenti all’acqua, vengono eliminate dalla sudorazione: riapplicare più spesso in caso di sudorazione;
11) buonsenso;
12) evitare creme contenenti Ossibenzone ed Enzacamene, che interferiscono col sistema endocrino e non solo.
N.B. buonsenso, anche sotto al sole, come in tutte le cose della vita che riguardano i bambini. Andare al mare o in piscina (magari dopo aver pagato un salato biglietto) dalle 8:00 alle 10:00 e dopo le 17:00 mi pare eccessivo e poco praticabile. Tanto vale stare a casa, no?
Buon sole a tutti,
Dott. Giorgio Cuffaro
P.S. gli indumenti certificati per la protezione solare proteggono dal sole. Come anche il tetto di casa.
Fonti
Revisione sistematica della letteratura di marzo 2024 www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC11022667/
