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Cronoinserimenti: cosa sono? Sono davvero utili?

Quando arriva il momento dello svezzamento si sente spesso parlare di cronoinserimenti.

In questo articolo vediamo insieme che cosa sono, se è utile rispettarli, cosa succede se si inizia lo svezzamento troppo presto e alcuni accenni sulle allergie in svezzamento.

Che cosa sono i cronoinserimenti?

I crono-inserimenti sono tempistiche attraverse le quali gli alimenti vengono inseriti nei pasti dei piccoli.

Soprattutto nel passato, i pediatri facevano iniziare lo svezzamento anche prima dei sei mesi, non introducendo tutti gli alimenti.

I genitori venivano guidati nell’iniziare gradualmente, preferibilmente con frutta frullata, durante spuntini e merende.

Con il passare delle settimane e dei mesi venivano, piano piano, inseriti tutti gli alimenti fino al compimento del 12° mese.

L’attenzione ai crono-inserimenti era amplificata nei confronti di alimenti definiti “allergizzanti”.

È utile rispettare i cronoinserimenti?

Per molto tempo e ancora oggi i crono-inserimenti vengono rispettati da molte famiglie, perché i loro pediatri sono fermamente convinti della loro utilità.

Ad oggi l’OMS chiarisce che il bambino può introdurre, ad inizio svezzamento (che non dovrebbe essere prima dei 6 mesi) tutti gli alimenti (tranne mitili, miele e funghi) anche quelli che possono causare allergie.

Sembrerebbe, attraverso gli studi sistematici riportati anche dalle linee guida OMS, che inserire ad inizio svezzamento tutti gli alimenti, anche quelli riconosciuti più pericolosi (perché causa di potenziali reazione allergiche), sembra essere protettivo verso il loro sistema immunitario ed istruttorio nel limitare le reazioni più gravi.

cronoinserimenti

Cosa succede se si inizia lo svezzamento troppo presto?

In tutto il primo anno di vita del piccolo è consigliato far sì che il latte, sia materno che in formula, rappresenti la prima fonte di nutrimento ed idratazione.

Lo svezzamento, come da linee guida OMS, dovrebbe iniziare non prima dei sei mesi.

Questo rappresenta un segnale importante in quanto saranno contemplati altri fattori necessari per l’inizio, come il mantenimento di una posizione seduta forte (non con l’aiuto dello schienale del seggiolone), mancanza del riflesso di estrusione (quando la lingua spinge, per protezione, il cucchiaino o il cibo) e l’interesse per il cibo.

Notevoli sono gli studi a riguardo su possibili fattori di rischio per alcune condizioni o patologie, nella situazione in cui lo svezzamento venga iniziato prima dei sei mesi (specialmente in casi molto forti di reflusso)

Comunque, rimane competenza del pediatra valutare i dati clinici in suo possesso per capire come indirizzare i genitori in questo percorso, ogni bambino è a se.

Quali sono i maggiori alimenti allergizzanti nella prima infanzia?

Gli alimenti definiti allergizzanti sono prodotti che contengono allergeni che possono provocare una reazione del nostro sistema immunitario.

Gli allergeni sono molecole proteiche che non vengono riconosciute come “sicure” dal nostro sistema immunitario, vengono combattute per essere eliminate.

La lista degli allergeni alimentari la trovi qui sotto (ai sensi Regolamento UE 1169/2011)

  • Cereali contenenti glutine (grano, orzo, segale, avena, farro, kamut o i loro ceppi ibridati);
  • Crostacei e derivati;
  • Uova e derivati;
  • Pesce e derivati;
  • Arachidi e derivati;
  • Soia e derivati;
  • Latte e derivati;
  • Frutta con guscio (mandorle, nocciole, noci, anacardi, pistacchi);
  • Sedano e derivati;
  • Senape e derivati;
  • Sesamo e derivati;
  • Anidride solforosa e solfiti in concentrazione superiore a 10 mg/kg o mg/l
  • Lupini e derivati;
  • Molluschi e derivati.

Da tenere sotto controllo anche frutta come: fragole, kiwi, pesca e possibili reazoni incrociate con la mela.

Come riconoscere allergia svezzamento?

Ci sono diverse situazioni che possono far pensare che il bambino sia allergico ad un particolare alimento.

Bisogna prestare particolare attenzione a questi segnali: arrossamenti intorno alla bocca e al naso (che non si smorza nelle ora e rimane pruriginoso), dermatite, vomito o scariche acquose di feci nel giro di pochi momenti dopo l’ingestione del cibo.

Tra quelle più gravi è da sottolineare il gonfiore della bocca e del viso e la difficoltà nel respirare, dato dal rigonfiamento del tratto respiratorio (shock anafilattico).

Cosa dice l’OMS sullo svezzamento?

L’OMS ha stilato linee guida per l’alimentazione complementare infantile nella fascia 6-23 mesi. Vi elenco dei piccoli estratti:

  • Fino al compimentoto del 12 mese, l’allattamento, materno o in formula, rimane la fonte principale di nutrizione ed idratazione.
  • Le forme di introduzione del cibo solido dovrebbero iniziare a 6 mesi (180 giorni);
  • Dovrebbero essere fortemente limitati cibi ricchi in zucchero e grassi trans e anche i succhi di frutta 100%;
  • L’alimentazione dovrebbe risultare diversificata e tale da poter sostenere le funzioni cognitive del bambino;
  • Consumi quotidiani dovrebbero essere rappresentati da fonti proteiche di origine animale, frutta e verdura e consumare spesso legumi, noci e semi (con particolare riguardo in diete vegetariane e vegane).

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Fonti

1. https://www.epicentro.iss.it/allattamento/alimentazione-complementare-infantile-linea-guida-oms-2023
2. https://www.who.int/publications/i/item/9789240081864

Dott.ssa Claudia Denti

Esperta di Educazione, Sonno e Gestione del bambino. Laureata in Scienze dell'Educazione e Formazione, si occupa di aiutare i genitori a crescere bambini sani e felici secondo principi validati dalla comunità scientifica. Fondatrice di Genitore Informato e ideatrice del metodo Sonno Felice - certificata Sonno Sicuro e Primo Soccorso Pediatrico - supporta i genitori nel loro viaggio dal 2014.

Dott. Severino Cirillo

Esperto di Salute, Benessere ed Educazione. Laureato in Community Health, è il CEO di Genitore Informato e si occupa di validare l'informazione scientifica del blog e coordinare il team di esperti della redazione, composto da ginecologi, ostetriche, psicoterapeuti e altre figure del benessere e della salute in gravidanza, perinatale e genitoriale.

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