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Depressione post partum: ho bisogno di aiuto?

di Claudia Denti, Ottobre 7, 2023

Finalmente ci siamo: un sogno che abbiamo atteso a lungo, e arriva il meraviglioso quanto tremendo giorno del parto. Passiamo ore di dolore e di ansia e, con la faccia ancora tutta affaticata vediamo il nostro bambino: il primo incontro è meraviglioso, anche se siete entrambi distrutti dallo sforzo e dal cambio di contesto. Mai penseresti alla depressione post partum.

L’intera famiglia è su un altro pianeta: la mamma osserva il suo corpicino e i suoi occhi per trovare quello che di lei potrebbe esserci in lui. 

Le emozioni scoppiano nel cuore e la gioia si alterna a spossatezza e paure.

La permanenza in ospedale è dura ma ci si sente al sicuro, c’è un forte desiderio di portarlo finalmente a casa, ma ci si comincia a chiedere se saremo mai all’altezza di prenderci cura di quella piccola creatura innocente.

depressione post partum

Lo osserviamo riposare e gli ormoni che circolano nel corpo della mamma e del bambino aiutano ad affrontare serenamente i primi attimi di vita del neonato.

A casa

All’uscita dall’ospedale la destinazione è solo una: casa.

A casa tutto è preparato per bene e al tuo rientro è tutto lì ad accogliervi. 

Distrutti, entrate in casa e iniziate questa nuova vita tutti insieme, una nuova famiglia.

Iniziano le sperimentazioni con l’allattamento, con il sonno e scopri che il bambino non dorme sempre come desideri tu e le notti insonni, se sei sfortunata, iniziano ad accumularsi. 

Inizia il periodo chiamato “Baby blues”: solitamente una settimana dopo il parto, il 70% delle mamme lo attraversa ed è fortunatamente solo una fase passeggera in cui la paura prende il sopravvento e si trasforma in pianti e tristezza. 

Come capire se si soffre di depressione post parto?

A distanza di un mese circa dal parto, più o meno quando riparte il ciclo mestruale, 1 su 10 inizia a sentirsi una mamma affaticata e stanca, ha grosse difficoltà a gestire il bambino… e a questo affaticamento mentale e fisico spesso non si presta molta attenzione.

Questa stanchezza e frustrazione prende il nome di depressione post partum. 

La depressione post partum ha più possibilità di essere sviluppata in donne che hanno già dei precedenti di depressione nella loro vita. Non sottovalutiamo questo periodo, perché può avere conseguenze molto importanti su di te, sulle tue relazioni e potrebbe portarti a fare cose che mai penseresti possibili. La prima cosa da fare è sentire un professionista della salute mentale, o il tuo ginecologo che saprà indirizzarti alla figura giusta.

Purtroppo, le mamme che chiedono aiuto in questa situazione sono pochissime e spesso la ignorano sottovalutando quello che invece stanno passando. Non dimenticarti, specialmente in un periodo così difficile che sei mamma e donna.

Quali sono i sintomi della depressione post partum?

  • tristezza estrema
  • pianto 
  • senso di colpa
  • insonnia o ipersonnia
  • irritabilità o rabbia
  • perdita dell’appetito o continua fame
  • estrema stanchezza
  • paura di far male al bambino
  • attacchi di panico e ansia
  • preoccupazioni eccessive o disinteresse nei confronti del bambino
  • non sentirsi in grado di prendersi cura del bambino o di essere una brava madre
  • pensieri di suicidio
  • ….

La depressione post partum arriva piano piano per poi sfociare all’improvviso e rende la mamma incapace di essere razionale e prendersi cura di se stessa e del proprio bambino.

Una mamma che viene travolta dalla depressione post partum non è una mamma che vuole meno bene al proprio bambino o una mamma che non è in grado di essere all’altezza di tale ruolo; si tratta di una mamma che sta passando una fase molto difficile e ha bisogno di essere aiutata, questo aiuto DEVE arrivare da uno specialista che con piccole accortezze riesce a restituire serenità e tranquillità. 

La diagnosi di depressione post-partum

La diagnosi, se fatta precocemente, ha dei risultati molto rapidi.

La mamma viene sottoposta a una valutazione clinica da parte di uno specialista.

Una diagnosi viene fatta quando i sintomi sopra elencati si presentano per più di 2 settimane e impediscono la gestione della quotidianità.

Durante le visite di controllo del bambino, il personale sanitario dovrebbe prendersi cura anche della madre e dello stato psicologico in cui si trova.  

La cura, decisa da uno specialista, solitamente è a base di antidepressivi e psicoterapia.

La distinzione tra “Baby blues” e depressione post-partum è che la prima è una fase breve e leggera di tristezza che si risolve da sola in pochi giorni e si manifesta subito dopo il parto mentre la depressione è invalidante e necessita di un intervento approfondito e mirato. 

Depressione post partum nel papà.

La depressione post partum esiste anche per i papà.

Spesso i papà si sentono esclusi da questo legame molto forte tra madre e figlio, si sentono esclusi dalla vita di coppia e sottoposti ad uno stress altrettanto forte.

Si sentono schiacciati dalle responsabilità, magari dall’aspetto economico e questo grava ulteriormente su uomini che hanno precedenti disturbi di salute mentale. 

I padri tendono anche loro a sottovalutare i sintomi che spesso si manifestano con attacchi d’ansia, paure, sudorazione eccessiva, insonnia. Si tende a non parlarne, a non chiedere aiuto e se questo silenzio è presente nelle mamme, spesso lo è ancora di più nei papà.

La depressione post partum negli uomini è meno conosciuta e meno discussa, ma è bene iniziare a prenderci cura anche di questo se vogliamo che le nostre famiglie siano un posto accogliente e positivo. 

Come prevenire la depressione post partum?

La gravidanza e il post partum sono periodi critici per le donne, con un alto rischio di depressione post partum. Questa condizione, che colpisce il 7-12% delle nuove mamme con vari livelli di gravità, tende a manifestarsi tra la 6ª e la 12ª settimana dopo il parto, durando tipicamente da 2 a 6 mesi. I sintomi includono tristezza inspiegabile, irritabilità, pianto facile e sensazione di non essere all’altezza delle responsabilità.

Tra il 70-80% delle nuove mamme sperimenta il “baby blues”, un’instabilità emotiva che si verifica subito dopo il parto e che tende a risolversi spontaneamente in due settimane. Questo non è uno stato patologico e non richiede un intervento terapeutico. Tuttavia, il 10-15% delle donne post parto sviluppa una depressione vera e propria che non scompare spontaneamente. Se non trattata, il 50% di queste madri rimane depresso dopo 6 mesi e il 25% dopo 1 anno.

La depressione è un disturbo prevenibile e pertanto è fondamentale mettere in atto misure integrate a diversi livelli per promuovere l’inclusione sociale e coinvolgere l’intera comunità. La depressione post partum non trattata può interferire con la capacità della madre di instaurare un legame emotivo con il bambino, con potenziali conseguenze negative sul suo sviluppo a lungo termine.

Nonostante le frequenti interazioni con il personale sanitario durante e dopo la gravidanza, spesso la depressione post partum non viene identificata o trattata. Programmi di screening mirati a individuare le donne a rischio di sviluppare depressione post partum, insieme a interventi clinici successivi, hanno dimostrato risultati promettenti, suggerendo che una diagnosi e un trattamento precoce e strutturato sono efficaci e ben accettati.

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Dott.ssa Claudia Denti

Esperta di Educazione, Sonno e Gestione del bambino. Laureata in Scienze dell'Educazione e Formazione, si occupa di aiutare i genitori a crescere bambini sani e felici secondo principi validati dalla comunità scientifica. Fondatrice di Genitore Informato e ideatrice del metodo Sonno Felice - certificata Sonno Sicuro e Primo Soccorso Pediatrico - supporta i genitori nel loro viaggio dal 2014.

Dott. Severino Cirillo

Esperto di Salute, Benessere ed Educazione. Laureato in Community Health, è il CEO di Genitore Informato e si occupa di validare l'informazione scientifica del blog e coordinare il team di esperti della redazione, composto da ginecologi, ostetriche, psicoterapeuti e altre figure del benessere e della salute in gravidanza, perinatale e genitoriale.

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