Disegno del bambino: dallo scarabocchio al significato

Il disegno del bambino ha sempre qualcosa da comunicare e, anche se all’inizio si tratta di uno scarabocchio, indica sempre l’evoluzione del suo sviluppo psico motorio.
La tendenza a scarabocchiare si manifesta in tutti i bambini, senza alcuna differenza tra contesto sociale, cultura o etnia. I piccoli producono scarabocchi rappresentati da linee, cerchi e altre forme apparentemente senza un ordine logico e in modo causale e incontrollato.

Quando i bimbi cominciano a disegnare

Il periodo degli scarabocchi compreso tra i 12 mesi e i 2 anni viene convenzionalmente diviso in 3 fasi.

La prima fase è quella, appunto, dello scarabocchio del tutto disordinato.
Il disegno del bambino ha in tal caso delle caratteristiche precise che sono tratti casuali e in ogni direzione. Tendono a trovarsi su una zona precisa del foglio che è in genere quella con il quale il piccolo tiene in mano il colore. In relazione a questo particolare bisogna ricordare che ancora il piccolo non ha scelto la mano dominante, quindi può tenere il colore passandolo indistintamente dalla mano destra a quella sinistra.
Le linee che traccia sono per lo più centrifughe, cioè con cerchi concentrici.

Nella seconda fase c’è invece un vago riordino degli scarabocchi, per cui si cominciano a distinguere forme primordiali riconducibili a quelle più elementari della palla, dei triangoli o altre forme geometriche, comunque sbilenche.
Intorno a un anno e mezzo non è ancora possibile dare un significato ai disegni del bambino, in quanto si rimane nel campo di un’attività meramente ludica.

La terza fase intorno ai 3 anni è quella in cui gli stessi scarabocchi trovano finalmente un’organizzazione. Il bambino comprende che a determinati movimenti corrispondono delle figure e cerca di ripeterle, per ottenere quello che vuole rappresentare.
In questa fase il bambino inizia a rappresentare la propria famiglia, l’amico immaginario, animali e tutto quello che fa parte della sua quotidianità.

Le prime tracce sul foglio

Avrai di certo notato come nel tempo lo sviluppo grafico del bambino progredisce e si perfeziona, fino a quando non tenta di riprodurre quello che gli viene detto.
Dalle prime tracce sul foglio disorganizzate, passa a rappresentare alcune forme precise, che lentamente impara a ripetere in base a quello che ha in mente.

Si instaura, inoltre, un meccanismo di compiacimento nei confronti dell’adulto, genitore o insegnante, che lo invita a riprodurre una qualsiasi figura.
Quando il bambino presenta ciò che ha realizzato, riceve la gratificazione per aver creato quanto gli è stato chiesto, anche se probabilmente si tratta ancora di un disegno poco chiaro.
Quello che devi tenere presente è che in quel momento il piccolo sta esprimendo i sentimenti e le emozioni che ha dentro.

Per questo i disegni non devono essere giudicati, o peggio criticati, perché si tratta di una sua personale “composizione”, criticarli e sminuire il disegno comporta una un’abbassamento della sua autostima.

bambino disegna

I primi disegni

A tale proposito è importante osservare alcune caratteristiche del disegno infantile, in particolare dai 3 anni in poi.
In questo periodo il bambino sviluppa le capacità sia motorie che intellettive che gli consentono di controllare i movimenti e anche di accompagnarli con lo sguardo. È cosi che si creano i primi disegni che richiamano la sua attenzione e che sono realizzati con una certa consapevolezza.
Oltre alle capacità appena citate il piccolo pronuncia anche le prime parole. È per tale motivo che comincia a chiamare per nome gli oggetti che si trovano nel suo disegno.
L’attribuzione di senso è l’ancoraggio che rappresenta tutto quello che prova in quel momento ed è in questo senso che i disegni si possono interpretare per capire il suo stato emotivo.

L’uso del colore

L’uso dei colori attrae molto i bambini che cominciano a scoprire l’arte rappresentativa del disegno.
Quando scelgono colori chiari molto probabilmente sono timidi e hanno ancora quelle piccole grandi paure dovute all’insicurezza di trovarsi lontano dalla figura genitoriale per qualche ora al giorno.
La scelta dei colori vivaci rappresenta invece un carattere aperto, gioviale ed espansivo.
Se le tinte dominanti sono molto scure, come il blu, il nero, il marrone, allora c’è qualcosa che lo rattrista o lo preoccupa.
Un disegno molto importante che può essere interpretato è quello dove il piccolo rappresentano la famiglia.
In tal senso è importante individuare la figura che disegna per prima, in quanto rappresenta la persona a cui è più legato e che stima maggiormente. Una figura più piccola rispetto alle altre rappresenta il conflitto con quella persona di famiglia, mentre un famigliare più grande rispetto agli altri è quello che lo mette in soggezione.
Nel caso il bambino dovesse rifiutare di disegnare la propria famiglia è sintomo di un forte disagio o di un vero e proprio stato di sofferenza.
Lo spazio occupato dal disegno è indicativo della sua indole: se lo disegna completamente vuol dire che è sicuro e ha molto curiosità di ciò che non conosce, mentre se la zona utilizzata è ridotta, sei di fronte a un bambino introverso.

Chiaramente queste indicazioni sono puramente informative e generalizzate, nel caso in cui si riscontrasse qualcosa nei disegni del proprio bambino, si consiglia di parlarne con la scuola o con uno specialista.

Quando dare i pennarelli

Molti genitori si chiedono quando è giusto dare i pennarelli ai bambini. I pedagogisti suggeriscono che si possono utilizzare i colori appositi per i bambini intorno ai 4 anni.
Ci sono tuttavia dei casi in cui già a 2 anni il piccolo può cimentarsi nel loro utilizzo. Tieni presente che ogni bambino ha i suoi tempi di sviluppo.
L’importante è scegliere prodotti con marchio CE e colori che siano adatti ai bambini, a cera o a dita e con un tappo anti-soffocamento.

Bambino disegno

Come disegna un bambino di 3 anni

Come accennato capire come disegna un bambino di 3 anni è semplice, perché si tratta di scarabocchi e di accenni a figure nelle quali riconosce vagamente alcuni oggetti. Si tratta comunque ancora di soggetti non precisamente identificabili.
La tendenza comune ai bambini di questa età è quella di disegnare ovunque, dai muri ai divani, per un bisogno lasciare tracce del loro passaggio.

L’importanza del disegno libero

L’importanza del disegno libero consiste nel comprendere il significato di quello che il piccolo vuole rappresentare. È fondamentale osservarlo anche mentre lo realizza, lasciandogli piena libertà nel riempire il foglio con linee, forme, colori, figure.
Attraverso il disegno libero gli psicologi possono comprendere se il piccolo sta vivendo in un contesto di disagio, se è emotivamente provato, se subisce violenza, se è sereno o meno.

Il disegno racconta come sta in quel preciso momento.

L’importanza di lasciare un traccia e far si che quella traccia diventi qualcosa di più, come ad esempio un disegno o un’emozione sono uno degli argomenti che trattiamo all’interno del nostro percorso dedicato alla crescita e allo sviluppo del bambino: GIFAMILY, se ancora non ne fai parte, saremo felicissimi di accoglierti!