Come genitori, ci troviamo spesso ad affrontare domande complesse sui nostri figli, e una delle più delicate riguarda l’identità di genere e, specialmente, la disforia di genere.
In un mondo in rapida evoluzione, dove i concetti tradizionali di mascolinità e femminilità vengono sempre più messi in discussione, è naturale sentirsi spaesati quando nostro figlio esprime comportamenti o sentimenti che non corrispondono alle aspettative sociali legate al sesso assegnato alla nascita.
Punti chiave
- La disforia di genere è il disagio significativo causato dall’incongruenza tra sesso assegnato e identità percepita, diversa dalla normale esplorazione dell’identità
- Molti bambini mostrano comportamenti non conformi al genere senza però sviluppare disforia persistente
- Approccio raccomandato: metodo “affermativo” che supporta l’esplorazione dell’identità senza forzare conformità, creando un ambiente sicuro e di ascolto
- Intervento professionale: Consultare specialisti quando c’è disagio persistente, evitando terapie “riparative” (inefficaci e dannose)
- Trattamenti per età: Bambini prepuberali ricevono solo supporto psicologico; adolescenti possono considerare bloccanti puberali dopo attenta valutazione multidisciplinare
- Un ambiente familiare accogliente riduce significativamente bullismo e problemi di salute mentale
Cominciamo a capirci di più
Prima di addentrarci nelle sfumature dell’esperienza dei nostri figli, è importante chiarire alcuni concetti chiave.
L’identità di genere rappresenta il senso interno di essere maschio, femmina o qualcos’altro, che può corrispondere o meno al sesso assegnato alla nascita.
L’espressione di genere, invece, riguarda il modo in cui manifestiamo esteriormente la nostra identità attraverso abbigliamento, comportamenti e altre forme di presentazione.
La maggior parte delle persone è cisgender, termine che descrive chi ha un’identità di genere allineata con il sesso assegnato alla nascita. Tuttavia, alcune persone sperimentano quella che viene definita incongruenza di genere, ovvero una discrepanza tra il sesso assegnato e l’identità di genere percepita.
È cruciale distinguere tra:
- incongruenza di genere
- disforia di genere
Mentre la prima descrive semplicemente una variazione normale dell’esperienza umana, la disforia si manifesta quando questa incongruenza causa disagio significativo o compromette il funzionamento quotidiano della persona.

Quando l’incongruenza diventa disforia di genere
La disforia di genere non è automaticamente presente in tutti i bambini che mostrano comportamenti non conformi alle aspettative di genere.
Molti bambini attraversano fasi in cui preferiscono giochi, vestiti o attività tipicamente associati al sesso opposto, e questo fa parte del normale sviluppo infantile.
La disforia emerge quando si manifesta un disagio persistente e clinicamente significativo.
Nei bambini, questo può includere
- l’insistenza nel dire di appartenere al sesso opposto
- una forte preferenza per vestiti del genere opposto
- il rifiuto di giocattoli tipici del proprio sesso assegnato
- un’avversione marcata verso la propria anatomia
È importante sottolineare che la traiettoria dei bambini con incongruenza di genere non può essere prevista con certezza. La ricerca mostra risultati contrastanti: alcuni studi indicano che la maggior parte dei bambini mantiene la propria identità di genere diversa nell’adolescenza, mentre altri suggeriscono che solo una minoranza continua a soddisfare i criteri per la disforia di genere in età adulta.
L’approccio affermativo: sostenere senza forzare
Di fronte a queste situazioni, la comunità medica e psicologica ha sviluppato quello che viene chiamato “approccio affermativo di genere”.
Questo modello si basa sul principio fondamentale di supportare il bambino nella sua espressione di genere, evitando tentativi di costringerlo ad accettare il ruolo di genere assegnato alla nascita, che possono risultare traumatici e controproducenti.
L’approccio affermativo non significa necessariamente promuovere una transizione immediata, ma piuttosto creare uno spazio sicuro in cui il bambino possa esplorare la propria identità senza giudizio. Ricordiamo che non esiste quella che qualche disperato chiama educazione gender.
Questo può includere l’uso di nomi e pronomi preferiti, la libertà di esprimersi attraverso l’abbigliamento e le attività, e un dialogo aperto e rispettoso sui sentimenti del bambino.
Per voi genitori, questo significa camminare su un equilibrio delicato tra il supporto e la pazienza, riconoscendo che l’identità di vostro figlio potrebbe essere fluida e in evoluzione.
Non si tratta di prendere decisioni affrettate, ma di creare un ambiente familiare in cui vostro figlio si senta sicuro di esprimere i propri sentimenti autentici.
Quando cercare supporto professionale
Se notate segni persistenti di disagio legati al genere in vostro figlio, può essere utile consultare professionisti specializzati.
La valutazione professionale considera diversi aspetti:
- la storia dell’identità di genere del bambino
- la presenza di disagio clinicamente significativo,
- l’anamnesi medica e dello sviluppo
- il contesto familiare e sociale.
I professionisti esperti possono aiutarvi a distinguere tra una normale esplorazione dell’identità e una disforia che potrebbe richiedere interventi specifici.
Possono anche supportarvi nel gestire le sfide che la famiglia potrebbe affrontare, come le reazioni dell’ambiente scolastico o sociale.
È fondamentale scegliere professionisti che adottino un approccio evidence-based e che non tentino di “convertire” l’identità di vostro figlio, anche se può capitare che a causa di ideologie retrograde, non tutti i professionisti siano affidabili sotto questo punto di vista.
La cosiddetta terapia riparativa o di conversione non solo è inefficace, ma può essere dannosa e in molte giurisdizioni è considerata non etica o illegale.
Opzioni di trattamento e tempistiche
Per i bambini in età prepuberale, il trattamento si concentra principalmente sul supporto psicologico e sulla psicoeducazione. Non esistono linee guida che raccomandino interventi ormonali o chirurgici in questa fascia d’età.
Durante l’adolescenza, per i giovani con disforia persistente, possono essere considerati trattamenti più specifici.
I farmaci bloccanti della pubertà, come la leuprolide, possono essere utilizzati per “mettere in pausa” lo sviluppo puberale, offrendo tempo aggiuntivo per la valutazione senza cambiamenti fisici permanenti.
Questi interventi richiedono necessariamente valutazioni approfondite da parte di team multidisciplinari esperti e, quando appropriato, il consenso informato dei genitori e l’assenso dell’adolescente.
È cruciale che tutte le decisioni siano prese con piena comprensione dei benefici, dei rischi e delle implicazioni a lungo termine, incluse quelle sulla fertilità futura.
Il ruolo della famiglia e della società
Come genitori, il supporto è fondamentale per il benessere di vostro figlio. I bambini e adolescenti di genere diverso affrontano spesso sfide maggiori, inclusi tassi più elevati di bullismo, cyberbullismo, isolamento sociale e problemi di salute mentale. Un ambiente familiare supportivo può fare una differenza significativa nel loro sviluppo psicologico.
Allo stesso tempo, è importante riconoscere che le vostre reazioni e preoccupazioni sono legittime. Affrontare questi temi può generare ansia, confusione e stress nella famiglia.
La ricerca mostra che, quando adeguatamente supportate, le persone transgender possono raggiungere livelli di benessere e qualità di vita simili a quelli della popolazione generale. Gli interventi di affermazione di genere, quando appropriati e ben gestiti, possono alleviare significativamente la disforia e migliorare la salute mentale.
Tuttavia, è importante mantenere aspettative realistiche. Il percorso può essere lungo e complesso, e non tutte le situazioni si risolvono in modo lineare. Alcuni giovani possono scoprire che la loro identità di genere è più fluida di quanto inizialmente pensato, mentre altri possono mantenere una direzione costante verso la transizione.
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Fonti
Boucher FJO, Chinnah TI. Gender Dysphoria: A Review Investigating the Relationship Between Genetic Influences and Brain Development. Adolesc Health Med Ther. 2020 Ago 5;11:89-99. doi: 10.2147/AHMT.S259168. PMID: 32801984; PMCID: PMC7415463.
