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Enuresi: cos’è e come si risolve?

di Severino Cirillo, Gennaio 6, 2024

L’enuresi è una problematica che tocca molte famiglie, suscitando imbarazzo e preoccupazione sia nei genitori che nei bambini. In questo articolo, ci proponiamo di esplorare in profondità questo argomento, offrendo alcune informazioni su cause, rimedi e comportamenti da adottare.

Che cosa è enuresi?

L’enuresi è definita come l’incapacità di controllare la minzione durante il sonno. In genere, si parla di enuresi notturna quando il fenomeno si verifica in età superiore ai cinque anni, periodo in cui la maggior parte dei bambini ha già acquisito un controllo completo della vescica durante la notte ed è riuscito a togliere il pannolino. L’enuresi può essere primaria, quando il bambino non ha mai raggiunto un controllo completo della minzione notturna, o secondaria, se si manifesta dopo un periodo di almeno sei mesi di controllo.

L’enuresi non è una malattia, ma un disturbo del sonno che, nella maggior parte dei casi, è legato a fattori maturativi e non a patologie organiche. I bambini con enuresi spesso hanno un sonno molto profondo e non si svegliano quando la loro vescica è piena. Questo disturbo può avere un impatto significativo sulla qualità della vita del bambino e della sua famiglia, portando a stress e imbarazzo.

Perché un bambino di 10 anni fa la pipì a letto?

Entrando nella seconda decade di vita, l’aspettativa comune è che un bambino abbia pieno controllo della vescica durante la notte. Tuttavia, ciò non accade sempre. L’enuresi in un bambino di 10 anni può essere causata da diversi fattori. Alcuni aspetti rilevanti includono fattori genetici, ritardi nella maturazione del sistema nervoso o problemi psicologici come stress o ansia. Inoltre, alcune condizioni mediche come infezioni del tratto urinario, diabete o anomalie anatomiche possono essere all’origine del problema.

È importante non sottovalutare l’enuresi, poiché può essere il sintomo di questioni sottostanti che richiedono attenzione. Un approccio multidisciplinare, che coinvolga pediatri, psicologi e, se necessario, specialisti urologi, è spesso la chiave per risolvere efficacemente il disturbo.

Cosa fare se fai la pipì a letto?

Se tu o tuo figlio fate la pipì a letto, il primo passo è consultare un medico per escludere cause mediche. Una volta fatto ciò, ci sono diverse strategie comportamentali e modifiche allo stile di vita che possono aiutare. È importante creare un ambiente privo di stress e di supporto in cui l’individuo non si senta in colpa o imbarazzato.

Un approccio comune è quello di limitare l’assunzione di liquidi alcune ore prima di andare a letto e assicurarsi di urinare immediatamente prima di coricarsi. Inoltre, ci sono tecniche di addestramento alla vescica che possono aiutare a incrementare la capacità della vescica e migliorare il controllo della minzione. In alcuni casi, può essere utile l’uso di allarmi per enuresi, che svegliano l’individuo non appena inizia a urinare, aiutandolo a riconoscere il bisogno di andare al bagno.

Come mai un adulto fa la pipì a letto?

Nonostante sia meno comune, l’enuresi può verificarsi anche negli adulti. Questa può essere il risultato di fattori come stress, ansia, traumi, disturbi del sonno o patologie mediche come il diabete, le malattie neurologiche o le infezioni del tratto urinario. Inoltre, l’uso di alcune sostanze come l’alcol o farmaci può aggravare il problema.

In caso di enuresi adulta, è essenziale consultare un medico per una valutazione approfondita. Il trattamento può variare a seconda della causa sottostante e può includere terapie comportamentali, farmacologiche o, in rari casi, interventi chirurgici. La chiave è affrontare il problema senza vergogna e cercare attivamente una soluzione.

Quante volte si deve urinare durante la notte?

La frequenza delle minzioni notturne varia da persona a persona. In condizioni normali, la maggior parte degli adulti non ha bisogno di alzarsi per urinare durante la notte o lo fa una volta al massimo. Questo perché durante il sonno la produzione di urina diminuisce. Tuttavia, con l’avanzare dell’età o a causa di condizioni mediche come l’ipertrofia prostatica negli uomini o la menopausa nelle donne, può aumentare la necessità di urinare di notte.

Se un individuo deve alzarsi due o più volte per urinare durante la notte (condizione nota come nicturia), questo può segnalare una problematica che richiede attenzione medica. È importante discuterne con il proprio medico per individuare la causa e il trattamento più appropriati.

Perché non si riesce a trattenere la pipì?

La capacità di trattenere la pipì è una funzione complessa che coinvolge il sistema nervoso, i muscoli della vescica e gli sfinteri. Diverse condizioni possono compromettere questa capacità. Tra queste ci sono le infezioni del tratto urinario, la debolezza dei muscoli pelvici, disturbi neurologici, e l’uso di alcuni farmaci. Come abbiamo detto, anche fattori psicologici, come l’ansia o lo stress, possono influenzare la capacità di controllo della vescica.

Interventi come gli esercizi di Kegel, che rafforzano i muscoli pelvici, possono essere di aiuto nel migliorare la capacità di trattenere l’urina. Se il problema persiste, è importante consultare un medico per un’accurata diagnosi e un piano di trattamento personalizzato.

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Fonti

Gomez Rincon M, Leslie SW, Lotfollahzadeh S. Nocturnal Enuresis. [Updated 2023 Jun 26]. In: StatPearls [Internet]. Treasure Island (FL): StatPearls Publishing; 2023 Jan-. Available from: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/books/NBK545181/

Dott.ssa Claudia Denti

Esperta di Educazione, Sonno e Gestione del bambino. Laureata in Scienze dell'Educazione e Formazione, si occupa di aiutare i genitori a crescere bambini sani e felici secondo principi validati dalla comunità scientifica. Fondatrice di Genitore Informato e ideatrice del metodo Sonno Felice - certificata Sonno Sicuro e Primo Soccorso Pediatrico - supporta i genitori nel loro viaggio dal 2014.

Dott. Severino Cirillo

Esperto di Salute, Benessere ed Educazione. Laureato in Community Health, è il CEO di Genitore Informato e si occupa di validare l'informazione scientifica del blog e coordinare il team di esperti della redazione, composto da ginecologi, ostetriche, psicoterapeuti e altre figure del benessere e della salute in gravidanza, perinatale e genitoriale.

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