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Epilessia notturna: come scoprirla?

di Severino Cirillo, Marzo 2, 2023

L’epilessia notturna è un disturbo che si può presentare già in età molto giovane, per varie ragioni, tra cui alcune fisiche e altre invece relative al contesto di chi la subisce. In questo articolo vediamo tutto quello che c’è da sapere sull’epilessia notturna e cosa fare per gestirla.

Come si manifesta l’epilessia notturna?

L’epilessia notturna si manifesta con crisi epilettiche che si verificano durante il sonno. Queste crisi possono variare in intensità e durata e possono coinvolgere diverse parti del corpo, o anche tutto il corpo.

Alcuni dei sintomi tipici che possono verificarsi durante una condizione attiva di epilessia notturna includono:

  • Movimenti involontari degli arti o del corpo
  • Sbalzi di umore o comportamenti insoliti prima e durante il sonno
  • Sospensione della respirazione per breve tempo
  • Confusione o disorientamento dopo il risveglio
  • Momenti di amnesia

È importante notare che non tutte le crisi epilettiche che si verificano durante il sonno sono necessariamente epilessia notturna, poiché l’epilessia può avere caratteri cronici e verificarsi con attacchi durante tutte le ore del giorno.

epilessia notturna

Quali sono i primi sintomi di epilessia?

È importante fare una distinzione tra crisi convulsive ed epilessia. Per quanto possano essere simili, almeno a uno sguardo esterno, non sono la stessa cosa. La crisi convulsiva è una serie incontrollata di spasmi di un corpo spesso incosciente e può essere causata da varie situazioni, in alcuni casi persino da una febbre troppo alta.

L’epilessia invece è un problema principalmente neurologico, che va indagato con tutti i sistemi diagnostici a nostra disposizione.

Alcuni sintomi a cui prestare particolare attenzione sono i seguenti:

  • Crisi convulsive: sono uno dei sintomi più comuni dell’epilessia. Durante una crisi convulsiva si può avere una perdita di coscienza, contrazioni muscolari involontarie e talvolta, perdita di controllo della vescica o dell’intestino.
  • Sensazioni “strane”: alcune persone che hanno un disturbo epilettico possono sperimentare sensazioni strane o insolite, come ad esempio un senso di de-realizzazione o di depersonalizzazione.
  • Aura: l’aura è un senso di premonizione o di avvertimento che può precedere una crisi epilettica. Può includere sintomi come vertigini, nausea, sensazioni di formicolio.
  • Problemi di memoria: le crisi epilettiche possono causare problemi di memoria, in particolare nella memorizzazione di eventi recenti.
  • Confusione: dopo una crisi epilettica, si può sperimentare un breve periodo di confusione o disorientamento.

Come si diagnostica l’epilessia?

La diagnosi di epilessia si basa su diversi fattori, tra cui i sintomi riferiti dal paziente (o da chi ha visto il paziente durante una crisi), l’esame obiettivo, i risultati di esami strumentali e test diagnostici. È probabile che vengano

  1. Anamnesi e valutazione dei sintomi: il medico inizia con un’intervista dettagliata per raccogliere informazioni sulle crisi epilettiche del paziente, tra cui la frequenza, la durata, i sintomi associati e le eventuali cause scatenanti. Il medico può anche esaminare i fattori di rischio per l’epilessia, come la storia familiare di epilessia o lesioni cerebrali.
  2. Esame neurologico: il medico esamina le funzioni neurologiche del paziente, come la coordinazione, il movimento e i riflessi, per cercare eventuali segni di disfunzione cerebrale.
  3. Elettroencefalogramma (EEG): un test non invasivo che registra l’attività elettrica del cervello. Un EEG può rilevare anomalie nell’attività elettrica del cervello, come le scariche epilettiche, che possono suggerire la presenza di epilessia. Nei casi di epilessia morfeica, è possibile che l’EEG venga fatto con privazione di sonno.
  4. Immagini del cervello: Tramite la tomografia computerizzata (TAC) o la risonanza magnetica (con o senza contrasto), si possono rilevare anomalie strutturali nel cervello, come lesioni cerebrali, che potrebbero essere una delle cause dell’epilessia.
  5. Test di provocazione di crisi epilettiche: in alcuni casi, potrebbe essere necessario provocare artificialmente una crisi epilettica in modo da confermare la diagnosi di epilessia.

Diagnosticare l’epilessia può essere un processo complesso e lungo, oltre a richiedere la collaborazione di diversi specialisti, come neurologi, radiologi e psicologi.

epilessia morfeica

Quando si guarisce dall’epilessia?

La guarigione completa dall’epilessia è un concetto che non si applica alla maggior parte dei casi di epilessia, poiché la condizione è spesso cronica e richiede una gestione a lungo termine, principalmente tramite farmaci ed evitamento di situazioni di pericolo (per esempio alcuni epilettici hanno limitazioni sugli sport agonistici e sulla guida di veicoli).

In alcuni casi, l’epilessia può essere causata da una condizione medica sottostante, come un tumore cerebrale, un’infiammazione o un trauma, e la guarigione può essere possibile trattando o curando la causa scatenante. In questi casi, la terapia può includere farmaci, chirurgia o altre terapie mirate al trattamento della causa reale.

In molti altri casi, non si scopre la causa dell’epilessia e il trattamento si può concentrare solo sulla gestione dei sintomi. Questo può includere farmaci antiepilettici come la carbamazepina, terapie comportamentali e altre forme di gestione dello stress. Sebbene i farmaci antiepilettici possano aiutare a controllare le crisi epilettiche, non curano l’epilessia e possono avere effetti collaterali significativi.

In alcuni casi, l’epilessia può scomparire spontaneamente senza trattamento, ma questo è raro e imprevedibile. In generale, l’obiettivo della gestione dell’epilessia è quello di controllare le crisi epilettiche e migliorare la qualità della vita, consentendo alle persone di condurre una vita normale e produttiva nonostante le eventuali crisi.

Cosa fare quando ci sono problemi medici.

Spesso, nella cura quotidiana del nostro bambino, ci confrontiamo con problemi di ogni tipo, dalle malattie tipiche come varicella, morbillo, mani bocca piedi a influenze stagionali, infortuni, coliche, disturbi dell’apprendimento… quando c’è qualcosa che ci sembra non andare bene, la prima persona da sentire è SEMPRE il pediatra se il problema riguarda la salute del bambino. Un articolo può darti informazioni, anche buone, ma non può visitare tuo figlio e conoscerne la storia. Senti SEMPRE il tuo medico di riferimento.

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Dott.ssa Claudia Denti

Esperta di Educazione, Sonno e Gestione del bambino. Laureata in Scienze dell'Educazione e Formazione, si occupa di aiutare i genitori a crescere bambini sani e felici secondo principi validati dalla comunità scientifica. Fondatrice di Genitore Informato e ideatrice del metodo Sonno Felice - certificata Sonno Sicuro e Primo Soccorso Pediatrico - supporta i genitori nel loro viaggio dal 2014.

Dott. Severino Cirillo

Esperto di Salute, Benessere ed Educazione. Laureato in Community Health, è il CEO di Genitore Informato e si occupa di validare l'informazione scientifica del blog e coordinare il team di esperti della redazione, composto da ginecologi, ostetriche, psicoterapeuti e altre figure del benessere e della salute in gravidanza, perinatale e genitoriale.

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