Esami in gravidanza: la guida

Nel periodo di gestazione, il corpo di una donna cambia e quindi diventa molto importante effettuare una serie di controlli per verificare lo stato di salute di mamma e bimbo.

La lista degli esami consigliati in gravidanza è abbastanza corposa, ma sono indispensabili per verificare se embrione e feto si stiano sviluppando in modo corretto.

Allo stesso tempo, gli esami servono per assumere i comportamenti migliori da seguire in tema di alimentazione e igiene.

Quali sono gli esami di routine in gravidanza?

Gli esami in gravidanza cambiano in base al periodo di gestazione e servono non solo per controllare la salute del bambino e della mamma, ma anche per conoscere il sesso del nascituro, il peso, la data prevista del parto e molto altro ancora.

Una volta scoperta la gravidanza è importante iniziare a svolgere tutti gli accertamenti necessari per assicurarsi che vada tutto bene.

Secondo quanto disposto dal Sistema Sanitario Nazionale, l’elenco degli esami da effettuare in gravidanza si divide in due gruppi: esami obbligatori ed esami facoltativi (ma consigliati).

Vediamo i vari esami suddivisi per periodo di gestazione.

Ecografie in gravidanza

Quali sono gli esami da fare nel primo trimestre di gravidanza?

Il primo esame si esegue dopo che il test di gravidanza ha dato esito positivo e si concretizza con il dosaggio delle Beta hCG tramite un semplice prelievo del sangue.

Da questo momento inizieranno le visite in gravidanza; la prima va fatta entro le 10 settimane dove il ginecologo misurerà la pressione arteriosa della gestante e il suo peso corporeo.

Gli esami obbligatori da eseguire nel primo trimestre sono:

  • Esame delle urine: verifica la salute del fegato, eventuale gestosi e la funzionalità renale;
  • Urinocoltura: verifica la presenza di eventuali infezioni alle vie urinarie;
  • Esami del sangue: emocromo completo, transaminasi e glicemia.
    Gli esami del sangue servono inoltre per determinare il gruppo sanguigno, il fattore Rh e la presenza di anemia.
    Con gli esami del sangue viene inoltre verificata la presenza di alcune malattie infettive dannose per l’embrione come la toxoplasmosi, la rosolia, il citomegalovisus, la sifilide e l’HIV.

Oltre a questi il ginecologo può prescrivere:

  • pap-test se la gestante non lo effettua da più di tre anni
  • ulteriori analisi come il dosaggio degli ormoni tiroidei (indispensabile per donne che soffrono di ipertiroidismo o ipotiroidismo)
  • visita ECG per le donne a rischio cardiovascolare

Nel primo trimestre il ginecologo effettua anche la prima ecografia che serve per individuare la data presunta del parto e la vitalità degli embrioni e può prescrivere due tipologie di test:

  • test combinato (o bi-test) da effettuare tra le 11 e le 13 settimane
  • villocentesi (diagnosi prenatale della Sindrome di Down)
  • amniocentesi (diagnosi prenatale della Sindrome di Down)

Quali sono gli esami da fare nel secondo trimestre di gravidanza?

Alcuni degli esami gravidanza prescritti per il primo trimestre di gestazione vengono ripetuti anche nel secondo e terzo trimestre.

In particolare nel secondo trimestre vengono effettuate:

  • ecografie ostetriche
  • esami del sangue completi
  • esame delle urine completo

Il ginecologo avrà inoltre il compito di monitorare la pressione sanguigna della gestante e il suo peso corporeo che non deve aumentare in maniera troppo esponenziale per scongiurare il rischio di gestosi e altre patologie.

Tra gli esami del sangue possono essere riproposte nuove analisi per la ricerca di patologie quali toxoplasmosi e rosolia (che non vengono invece prescritti per le donne che hanno avuto la malattia e quindi sono considerate immuni).

Tra la 24esima e la 28esima settimana viene prescritto l’esame della curva glicemica ed effettuata la prima ecografia morfologica tra le 19 e le 23 settimane.

Esami gravidanza

Quali sono gli esami da fare nel terzo trimestre di gravidanza?

Negli ultimi tre mesi di gestazione il ginecologo avrà il compito di controllare pressione sanguigna e peso della gestante che, a sua volta, dovrà ripetere alcuni esami che sono:

1. emocromo completo;
2. esame delle urine completo.

Possono inoltre essere previsti altri esami come urinocoltura e test di Combs (per valutare un’eventuale incompatibilità tra sangue materno e fetale).

Nel terzo trimestre (in particolare tra la 36esima e la 37esima settimana) la gestante si deve poi sottoporre a un ulteriore esame: il tampone retto-vaginale per determinare la presenza di un batterio pericoloso (Streptococcus agalactiae).

Se l’esito del tampone sarà negativo, alla gestante verrà prescritta una terapia antibiotica.

Nel terzo trimestre vengono effettuate una serie di ecografie:

  • 36 settimane per verificare la posizione cefalica del nascituro
  • 38 settimane per controllare le contrazioni uterine, la frequenza cardiaca fetale e la quantità di liquido amniotico presente.

Quanti esami del sangue si fanno in gravidanza?

Gli esami principali che si effettuano durante tutti i nove mesi di gestazione sono quelli del sangue.
In linea generale gli esami del sangue vengono prescritti alla gestante una volta al mese e comprendono sempre un emocromo completo e un esame delle urine completo.

A questi seguono le urinocolture (che non sono indispensabili ogni mese se non si riscontrano delle infezioni alle vie urinarie).

Quanto costano gli esami in gravidanza?

Come previsto dal D.M. del 10 settembre 1998 ora contenuto nel DPCM del 12 gennaio 2017, l’elenco degli esami in gravidanza e delle ecografie in gravidanza obbligatori sono esenti da ticket.

Nel caso in cui la gestante sia portatrice di una gravidanza a rischio, l’esenzione si estende anche a quegli esami che invece sono a pagamento.

Per godere dell’esonero dal ticket è importante che esami ed ecografie vengano eseguiti nei periodi stabiliti dalla legge e in una struttura pubblica (ospedale, centro privato accreditato o consultorio).

A differenza di quanto previsto dal D.M. del 1998, il DPCM del 2017 prevede inoltre l’esenzione anche per il test combinato (composto da prelievo del sangue e translucenza nucale) da effettuare nel primo trimestre mentre alcuni esami invasivi come l’amniocentesi sono sempre gratuiti per le donne che corrono rischi di anomalie cromosomiche, per le gestanti in età avanzata e per quelle che hanno avuto un esito dubbio dal test combinato.

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