fbpx

Favismo: cos’è e come proteggere la salute?

di Severino Cirillo, Marzo 8, 2024

Il favismo è una condizione genetica che può avere un impatto significativo sulla qualità della vita di chi ne è affetto. In questo articolo, analizzeremo cosa comporta vivere con questa patologia, quali alimenti evitare, come diagnosticarla e le possibili cure. Queste informazioni sono essenziali per tutti, ma soprattutto per i genitori che vogliono tutelare la salute dei propri figli.

Cosa succede a chi soffre di favismo?

Il favismo è una malattia genetica dovuta ad un deficit dell’enzima glucosio-6-fosfato deidrogenasi (G6PD), che gioca un ruolo cruciale nella protezione dei globuli rossi. I pazienti affetti da favismo possono andare incontro a episodi di emolisi, ovvero la distruzione dei globuli rossi, in risposta a certi alimenti, farmaci o persino stress ossidativo. Ciò può portare a sintomi come pallore, stanchezza, urine scure e in casi gravi, ittero e insufficienza renale acuta.

favismo

L’episodio acuto, noto come crisi emolitica, può svilupparsi in poche ore e richiede un intervento medico immediato. Tuttavia, è importante notare che il favismo può variare in gravità. Alcuni individui possono vivere senza presentare episodi sintomatici per lunghi periodi, mentre altri possono sperimentare crisi più frequenti e gravi.

Chi soffre di favismo cosa non deve mangiare?

La dieta gioca un ruolo fondamentale nella gestione del favismo. Il principale cibo da evitare è la fava o baccello della Vicia faba. Il consumo di fave può scatenare rapidamente una crisi emolitica nei soggetti sensibili. Tuttavia, non solo le fave fresche sono da evitare, ma anche fave secche, estratti e polline di fava possono essere pericolosi.

Altri alimenti potenzialmente pericolosi includono alcuni tipi di legumi come piselli e lenticchie, che andrebbero consumati con cautela. Inoltre, molte persone con favismo devono evitare o usare con attenzione determinati farmaci e sostanze chimiche. È essenziale consultare un medico per ottenere un elenco completo degli alimenti e farmaci da evitare.

Come sapere se si ha favismo?

La diagnosi di favismo viene di solito effettuata attraverso un semplice esame del sangue, che misura l’attività dell’enzima G6PD nei globuli rossi. Questo test è particolarmente raccomandato in presenza di una storia familiare della malattia o dopo un episodio di anemia emolitica inspiegata.

I genitori che sospettano il favismo nei loro bambini dovrebbero parlare con il pediatra, che può fornire una diagnosi precoce e consigli per la gestione della malattia. In alcuni Paesi, il test per il favismo fa parte dello screening neonatale, consentendo di identificare i neonati a rischio e di prendere precauzioni fin dai primi giorni di vita.

Chi ha il favismo può toccare le fave?

È una domanda comune e la risposta è meno intuitiva di quanto si possa pensare. Nonostante il contatto diretto con le fave non causi generalmente una crisi emolitica, si consiglia cautela. L’inalazione del polline delle fave può effettivamente scatenare una reazione in individui estremamente sensibili, per cui anche il solo maneggiare le fave potrebbe teoricamente rappresentare un rischio.

Inoltre, per chi soffre di favismo, è importante evitare non solo il consumo, ma anche la presenza in ambienti dove si cucinano fave, per prevenire l’esposizione al loro aroma e potenziali vapori che potrebbero provocare una reazione. La prevenzione è sempre la migliore strategia.

Qual è la cura per il favismo?

Attualmente, non esiste una cura definitiva per il favismo. La gestione della malattia si basa sulla prevenzione delle crisi emolitiche, evitando i fattori scatenanti come certi alimenti, farmaci e sostanze chimiche. In caso di crisi emolitica, il trattamento può richiedere l’ospedalizzazione e dipende dalla gravità dei sintomi.

Le terapie possono includere trasfusioni di sangue, fluidi intravenosi, e trattamenti per proteggere i reni e altri organi vitali. La ricerca è attiva nel campo della terapia genica e altre potenziali soluzioni, ma al momento la prevenzione rimane l’approccio migliore.

Quanto si vive con il favismo?

Con una gestione adeguata, gli individui con favismo possono vivere una vita normale e piena. La chiave sta nell’evitare gli scatenanti che possono provocare le crisi emolitiche e nel seguire le linee guida fornite dai professionisti della salute. La prognosi è in genere buona, e molti pazienti non sperimentano alcuna riduzione dell’aspettativa di vita.

Tuttavia, è fondamentale che le persone affette da favismo siano consapevoli della loro condizione e prendano le giuste precauzioni, specialmente quando si tratta di cibo, medicine e ambienti potenzialmente pericolosi. Con il supporto di medici, familiari e istituzioni, vivere con il favismo può essere gestito efficacemente, garantendo una vita sana e attiva.

Noi siamo con te.

Il favismo dunque è una condizione che richiede attenzione e cura, ma con le informazioni appropriate e il supporto necessario, chi ne è affetto può condurre una vita normale e soddisfacente. Noi di Genitore Informato siamo qui per supportarti lungo tutto il viaggio della genitorialità, dal periodo fertile, al preparto alla vita con i bambini. Lo facciamo attraverso le nostre guide, corsi e consulenze personalizzate. Ricorda, non sarete mai soli, noi siamo con voi.

Fonti

Beretta A, Manuelli M, Cena H. Favism: Clinical Features at Different Ages. Nutrients. 2023 Jan 10;15(2):343. doi: 10.3390/nu15020343. PMID: 36678214; PMCID: PMC9864644.

Dott.ssa Claudia Denti

Esperta di Educazione, Sonno e Gestione del bambino. Laureata in Scienze dell'Educazione e Formazione, si occupa di aiutare i genitori a crescere bambini sani e felici secondo principi validati dalla comunità scientifica. Fondatrice di Genitore Informato e ideatrice del metodo Sonno Felice - certificata Sonno Sicuro e Primo Soccorso Pediatrico - supporta i genitori nel loro viaggio dal 2014.

Dott. Severino Cirillo

Esperto di Salute, Benessere ed Educazione. Laureato in Community Health, è il CEO di Genitore Informato e si occupa di validare l'informazione scientifica del blog e coordinare il team di esperti della redazione, composto da ginecologi, ostetriche, psicoterapeuti e altre figure del benessere e della salute in gravidanza, perinatale e genitoriale.

{"email":"Email address invalid","url":"Website address invalid","required":"Required field missing"}