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Febbre Bambino: Perché NON la devi abbassare!

di Giorgio Cuffaro - Pediatra, Maggio 11, 2024

Avrai certamente avuto a che fare con la febbre bambino e qualcuno ti avrà consigliato il paracetamolo.

Ma perché non sempre va abbassata?

In questo articolo parliamo di cos’è la febbre, quando è preoccupante e quando invece si può non abbassare per facilitare la guarigione del bambino.

Febbre bambino: cominciamo con le basi.

Iniziamo l’articolo con un po’ di termini utili:

  • 𝒇𝒆𝒃𝒃𝒓𝒊𝒄𝒐𝒍𝒂: tra i 37-38 °C;
  • 𝒇𝒆𝒃𝒃𝒓𝒆: tra i 38-40 °C;
  • 𝒊𝒑𝒆𝒓𝒑𝒊𝒓𝒆𝒔𝒔𝒊𝒂: oltre i 40 °C.

Adesso che abbiamo chiare almeno le basi, parliamo di quello che dice la scienza riguardo alla febbre bambino.

Cominciamo con il capire le fonti, ne abbiamo diverse ma possiamo trovarle tutte in UpToDate, per noi “addetti ai lavori” una sorgente inesauribile di conoscenza medica solida e sempre aggiornata, basata su studi solidi e pubblicati su riviste autorevoli.

Da qui possiamo dedurre una cosa:

“[…] gli interventi educativi forniti prima degli episodi di malattia avevano il potenziale di migliorare la gestione dei farmaci e il comportamento di richiesta di assistenza sanitaria da parte dei genitori quando il bambino si ammalava”.

Fonte 1 – Nota a pie’ di pagina.

Ancora una volta, viene sottolineata l’importanza dell’informazione e dell’educazione sanitaria di cui, in Italia, c’è un estremo bisogno. Dunque, vediamo insieme quali sono le linee guida sulla febbre del bambino. Troverai alcune sorprese!

febbre bambino

Cosa faccio se il bambino ha la febbre?

Cosa ci dicono le linee guida riguardo la febbre nel bambino?

Riassumiamole in 10 punti (Fonti 2 e seguenti che troverai in fondo all’articolo).

  1. La febbre non è una malattia ma una risposta fisiologica dell’organismo all’infezione;
  2. Nei bambini senza patologie di base, la maggior parte delle febbri sono autolimitanti e benigne, a condizione che la causa sia nota e la perdita di liquidi venga reintegrata;
  3. La febbre non provoca danni al cervello;
  4. Se ci sono segni di malattia grave (dolore importante, difficoltà respiratoria, eccessiva sonnolenza o agitazione, vomito ripetuto o scariche numerose con conseguente contrazione della diuresi per impossibilità a integrare le perdite bevendo) o se si tratta di un neonato (primi 30 giorni di vita) o di un lattante (dal primo mese all’anno di età e in particolare nei primi 6 mesi di vita) è necessario far visitare il bambino in tempi brevi (se sta abbastanza bene non serve precipitarsi in Pronto Soccorso dopo un’ora dall’insorgenza della febbre!);
  5. La febbre non peggiora la malattia infettiva anzi, serve a combatterla.
    Durante la fase iniziale di rialzo febbrile in cui il bambino trema e/o sente freddo con mani e piedi freddi e talvolta pallore periorale, è possibile coprirlo: sta generando calore!
    Una volta che la temperatura avrà raggiunto il valore massimo, è bene scoprirlo e offrire spesso da bere.
  6. La febbre va abbassata coi farmaci (paracetamolo o ibuprofene) se e solo se il bambino è sofferente/lamentoso, e non se ha solo bisogno di riposare e stare “in pace” per lasciare che il suo sistema immunitario (che lo ricordiamo è aiutato dalla febbre!) possa contrastare al meglio l’infezione.
  7. Il fatto che un bambino risponda o meno alla terapia antipiretica non ci aiuta a capire se si tratti di un’infezione batterica o virale. Se però, dopo l’effetto antipiretico del farmaco (da somministrare sempre per bocca quando possibile, e ci vuole almeno un’ora perché agisca) il bambino sta meglio, è sempre un buon segno.
  8. Se un bambino febbrile dorme tranquillo, è evidente non sia sofferente e quindi non va svegliato per somministrargli un farmaco (e tantomeno condotto in Pronto Soccorso a qualunque ora del giorno o della notte!): la febbre, lo ricordiamo, non è una malattia.
  9. La somministrazione di antipiretici non è in grado di prevenire gli episodi di convulsioni febbrili (nei bambini predisposti): inutile accanirsi (come troverai alla fonte 9). Al massimo riduce il rischio di episodi successivi al primo nell’ambito di quello stesso episodio febbrile.
  10. I farmaci antipiretici vanno dosati sempre in base al peso e non all’età e, possibilmente, somministrati dopo che la temperatura avrà raggiunto il valore massimo.

    Consideriamo una buona risposta al farmaco una diminuzione di temperatura di almeno 1°C (es. da 40°C a 38,9°C).

    Se si somministra il farmaco appena superati i 38,5°C (come spesso viene fatto senza un razionale) non sapendo quale sarebbe stato il valore massimo (magari 40°C), si potrebbe restare “delusi” dall’effetto antipiretico del farmaco: il tipico “la febbre non scende”.

    In realtà non è salita ulteriormente, ma è come se fosse scesa.

La febbre alta è un problema?

Buona parte degli accessi in Pronto Soccorso Pediatrico è dovuta alla famigerata “febbre alta”. Senza difficoltà respiratoria, senza cefalea insolita e importante, senza vomito ripetuto, senza dolore (pancia, orecchie, gola), senza alterazione dello stato di coscienza.

Quasi tutti codici bianchi, quasi tutti accessi impropri.

Se il bambino presenta dolore o è sofferente/lamentoso, è bene scegliere un farmaco TRA paracetamolo e ibuprofene.

Il paracetamolo è ripetibile ogni 6 ore, l’ibuprofene ogni 8 ore.

Se non fosse possibile attendere i rispettivi intervalli (in quanto il bambino è sofferente/ha male, non perché la febbre sta salendo nuovamente!), i 2 farmaci possono essere alternati ogni 4 ore per qualche giorno.

Ma per la gestione del dolore che va SEMPRE risolto, non della febbre!

La febbre alta può essere indicativa di una infezione severa? Sì, ma anche le infezioni di poco conto (es. faringite) possono presentarsi con febbre superiore a 40°C (iperpiressia).

Come anche una setticemia o una grave insufficienza respiratoria virale potrebbero presentarsi in apiressia o con poche linee di febbricola.

Come la misuro bene?

Per misurare la febbre è preferibile la classica rilevazione ascellare alle altre (auricolare, frontale, rettale): non mente.

Chiudo l’articolo informativo con un calcolo semplice per dosare sempre precisamente paracetamolo sciroppo e ibuprofene sospensione orale in base al peso:

– Paracetamolo sciroppo (24 mg/mL, es Tachipirina): peso x 0,625 ripetibile ogni 6 ore. Es. Bimbo di 10 kg, deve assumere 6,25 mL.

– Ibuprofene sospensione orale 100 mg/5 mL (“classica”, es. Momentkid, Nurofen con confezione arancione): peso diviso 2 ripetibile ogni 8 ore. Es. bimbo di 10 kg deve assumere 5 mL.

– Ibuprofene sospensione orale 200 mg/5 mL (es. Nurofen con confezione verde, più concentrata della “classica”): peso diviso 4 ripetibile ogni 8 ore. Es. bimbo di 10 kg deve assumere 2,5 mL.

Conclusioni

Abbiamo capito da questo articolo che non sempre è necessario abbassare la febbre e che non è una malattia, ma solo uno tra i sintomi. Ci sono situazioni, in concomitanza di sintomi di malessere, che potrebbero richiedere di abbassare la febbre, o in cui questa è un segno da non sottovalutare, ma presa da sola non è quasi mai un indicatore della condizione sottostante.

Ecco perché è importante la visita pediatrica e la conoscenza del funzionamento del nostro corpo e di quello dei nostri bambini, per fornire loro il miglior supporto durante i periodi di malattia.

Noi siamo con voi.

Noi di Genitore Informato siamo qui per supportarti con le informazioni migliori possibili, con le nostre guide e corsi e con consulenze personalizzate. Ricorda, in questo viaggio non sarete mai soli, noi siamo con voi.

Fonti

1. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/27432451/
2. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/6333668/
3. www.nice.org.uk/guidance/ng143CG160
4. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/18562453/
5. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/21357332/
6. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/3324040/
7. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/3627881/
8. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/8344044/
9. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/23702315/

Dott.ssa Claudia Denti

Esperta di Educazione, Sonno e Gestione del bambino. Laureata in Scienze dell'Educazione e Formazione, si occupa di aiutare i genitori a crescere bambini sani e felici secondo principi validati dalla comunità scientifica. Fondatrice di Genitore Informato e ideatrice del metodo Sonno Felice - certificata Sonno Sicuro e Primo Soccorso Pediatrico - supporta i genitori nel loro viaggio dal 2014.

Dott. Severino Cirillo

Esperto di Salute, Benessere ed Educazione. Laureato in Community Health, è il CEO di Genitore Informato e si occupa di validare l'informazione scientifica del blog e coordinare il team di esperti della redazione, composto da ginecologi, ostetriche, psicoterapeuti e altre figure del benessere e della salute in gravidanza, perinatale e genitoriale.

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