Si faccia avanti chi non ha mai sentito dire che l’eruzione dentaria del lattante possa associarsi a febbre da denti, diarrea e magari altri sintomi quali eruzioni cutanee o crisi convulsive.
Anche in questo come in altri casi, nozioni mediche dall’antichità sono entrate a fare parte del pensiero comune, tramandate di generazione in generazione per centinaia di anni.
Talvolta anche ad opera di noi medici.
Tipo il temutissimo “colpo di freddo”.
Da dove arriva la “febbre da denti”?
Ma partiamo dalle origini, chiamando in causa nientepopodimeno che Ippocrate di Coo, proprio lui, quello del nostro giuramento.
Nel XXV aforisma del suo III libro scriveva:
“Avvicinandosi la dentizione, succedono le inquetudini alle gengive, le febbri, le convulsioni, le diarree; questi mali riescono maggiori in coloro ai quali spuntano i denti canini, negli altri che sono molto nudriti, ed in quelli stitici di ventre.”
Ma come stanno realmente le cose?
Per questa come per tutte le altre questioni mediche, al fine di stabilire se una ipotesi sia vera o falsa, possiamo servirci della letteratura scientifica.
Alcuni studi sono a favore?
Facendo questo (con l’accortezza di selezionare studi autorevoli pubblicati su analoghe riviste) sulla questione denti e complicanze, ci si imbatte in studi con numerosità scarse, talvolta contraddittori, almeno apparentemente, ma tutti concordi su una importante conclusione (che vedremo alla fine).
Uno studio con pochi soggetti e alcuni errori
Uno studio prospettico del 1992, condotto su una numerosità scarsa di pazienti, analizza il rapporto tra febbre ed eruzione del primo incisivo deciduo. Su 46 bambini esaminati (pochi!), 20 presentavano il giorno dell’eruzione dentaria una temperatura rettale superiore a 37,5°C, e in 15 era superiore a 38 °C.
Gli autori hanno quindi concluso che l’eruzione dentaria provoca un rialzo della temperatura rettale oltre i 37,5 °C in percentuale statisticamente significativa rispetto ai giorni precedenti l’eruzione, ipotizzando che la febbre e altri sintomi potessero essere legati al processo di riassorbimento della gengiva, per poi cessare ad eruzione completata.
Ma non dimentichiamo che la temperatura rettale è di per sé 0,5-0,6°C superiore a quella ascellare!

I risultati di un altro studio
In un altro studio del 2000, è stato chiesto a 125 genitori di registrare l’eruzione dentaria, la temperatura timpanica ed eventuali sintomi associati quotidianamente a partire dal quinto mese di vita e fino a 1 anno (per 8 mesi totali).
Nel corso di complessivi 19.422 giorni di osservazione, sono state registrate 475 eruzioni dentarie.
I sintomi erano significativamente più frequenti nei 4 giorni prima dell’eruzione del dente, nel giorno dell’eruzione, e nei 3 giorni successivi, andando a definire questa finestra temporale come il “periodo della dentizione”.
In circa 1/3 dei bambini, in questo periodo, si sono manifestati
- tendenza a mordere
- ipersalivazione
- sfregamento delle gengive
- suzione
- eruzioni cutanee al viso (causate dall’irritazione della saliva
- diminuzione dell’appetito per cibi solidi
- lieve aumento della temperatura
Niente di strano!
Questi sintomi, tuttavia, si sono manifestati in corso di dentizione solo in circa il 20% di bambini in più rispetto ai bambini non in corso di dentizione.
Dei 125 bambini osservati per 8 mesi ciascuno, nessuno ha mai presentato, in corso di eruzione dentaria, una temperatura superiore a 39°C.
Sintomi quali:
- congestione nasale
- disturbi del sonno
- aumento delle quantità delle scariche e diminuzione della loro consistenza
- bere meno
- tosse
- eruzioni cutanee diverse dalle facciali
- febbre superiore a 38.8
- vomito
NON erano significativamente associati all’eruzione dei denti. Purtroppo non ho trovato il testo completo dello studio per verificare la % di bambini con febbre.
Quali sono le nostre certezze
Certamente la dentizione causa dolore, e per questo motivo si manifesta con scialorrea (salivazione eccessiva, come anche in caso di faringodinia, che sarebbe il mal di gola), pianto e irrequietezza.
In questa condizione, come in tutte le altre che riguardino i bambini, il dolore DEVE essere trattato.
Di tutti i sintomi correlati sopra riportati, l’unico che, oltre al dolore, meriti attenzione da parte di genitori e pediatri è sicuramente la febbre che, se di origine infettiva, potrebbe essere sottovalutata, qualora usassimo l’alibi dei denti: “ha la febbre perché stanno uscendo i denti”.
Un esempio utile.
Penso ad esempio a un lattante (bambino dal compimento di 1 mese fino all’anno di età; per neonato si intende invece un bambino con meno di 30 giorni), con febbre (temperatura ascellare superiore a 38°C, prima della quale si dovrebbe più correttamente parlare di febbricola).
Se attribuissimo all’eruzione dentaria la sua origine, potremmo ad esempio non pensare, e quindi non diagnosticare e non trattare, un’infezione urinaria che, nel lattante, tipicamente si presenta con febbre in assenza di altri sintomi, e che potrebbe portare a gravi conseguenze.
Senza contare che non sarebbe possibile esclude con assoluta certezza che, la febbricola presente in corso di eruzione dentaria non sia invece causata da una banale virosi.
Sempre e comunque da evitare, in conclusione, l’attribuzione della febbre all’eruzione dei denti.
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Fonti
1. https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/instance/1793425/pdf/archdisch00641-0087.pdf
2. https://publications.aap.org/pediatrics/article-abstract/105/4/747/65718/Symptoms-Associated-With-Infant-Teething-A?redirectedFrom=PDF
