Inappetenza bambini: cosa fare per farli mangiare?

di Severino Cirillo, Luglio 28, 2024

Severino Cirillo, Laureato in Health Sciences, CEO di Genitore Informato

Ci sono delle situazioni di inappetenza bambini che è meglio risolvere.

In questo articolo parlaremo delle cause dell’inappetenza nei bambini, quando preoccuparsi e come risolvere.

Cosa provoca inappetenza bambini?

L’inappetenza è caratterizzata dal rifiuto totale o parziale delle preparazioni che si mangiano abitualmente.

Spesso è un momento, più o meno lungo, che caratterizza un periodo stressante per il bambino: malattia, dentizione e/o scatti di crescita, o neofobia, dove l’irritabilità diventa protagonista e dove il senso della fame viene meno.

È normale che il bambino passi queste fasi, perché determinanti e caratterizzanti i suoi cambiamenti sia fisici (strutturali) che cognitivi.

Quando preoccuparsi se il bambino non mangia?

È spontaneo per il genitore preoccuparsi nel momento in cui il piccolo non mangia o mangia meno del solito.

Ma è del tutto normale che questi momenti debbano essere attraversati, per poi essere superati.

Spesso i bambini nel momento del malessere acuto rifiutano il cibo e, nonostante il passare dei giorni, l’appetito finisce per non ritornare come prima.

La prima cosa da fare è praticare la pazienza e continuare ad offrire ai nostri piccoli l’esperienza della tavola, evitando di mostrare una preoccupazione tale, da far vivere loro il pasto in maniera molto ansiosa.

Ovviamente esiste solo un dato per stare maggiormente tranquilli: l’analisi della curva di crescita da parte del pediatra curante.

A seguito di questa analisi, sarà il medico a decidere se integrare o indagare con ulteriori verifiche cliniche successive.

Cosa dare ai bambini per stimolare appetito?

La stimolazione migliore che può essere fatta nei confronti dei piccoli è sempre l’esempio.

Il momento del pasto è una routine da vivere con le peculiarità dei piccoli, cercando di cambiare le consistenze degli ingredienti che proponiamo, per stimolare il tratto oro-faringeo e la loro conoscenza.

Ma non solo, più iniziano a diventare grandi e autonomi, sempre più importante sarà il loro apporto pratico nelle decisioni e nelle preparazioni.

Bisogna far diventare il momento del pasto un potente vettore di apprendimento: stimolare con la conoscenza di nuovi ingredienti, rinforzare le abilità da mettere in pratica nel tempo per far sì che diventi un momento speciale nelle abitudini della giornata.

Certo non è facile, ma è un punto da cui partire.

bambina che non vuole mangiare per inappetenza bambini

Quanto può durare l’inappetenza nei bambini?

Diciamo che nei periodi di malattia o dentizione la durata di questo problema potrebbe variare, ma mediamente si tratta di non più una settimana.

Ovviamente è un dato molto soggettivo e potrebbe durare anche di meno.

Chiaro che se il bambino non mangia per molto tempo e perde peso, abbiamo un problema da risolvere.

Cosa fare se un bambino rifiuta il cibo?

Se sono piccoli, ad inizio svezzamento, è importante assecondare il rifiuto, mantenendo basse aspettative per non aumentare lo stress di un momento di grande cambiamento.

I primi momenti servono a conoscere il cibo e spesso non è detto che questo sia accettato senza opportuna conoscenza (altamente variabile nei tempi).

Non bisogna scoraggiarsi e continuare a proporre il cibo, evitando un clima di ansia nei confronti del pasto e cambiando le consistenze per garantire una variabilità sensoriale diversa.

Qualora fossero più grandi e autonomi sarà importante coinvolgerli nelle preparazioni, facendo diventare questo momento importante e costruttivo.

l loro aiuto pratico, sia nella decisione dei pasti, sia nella loro preparazione pratica, sarà un punto di svolta nella loro vita a tavola.

Cerchiamo di renderli partecipi nelle abitudini di vita familiare e saranno più incentivati a cogliere il momento del pasto con meno rifiuti.

Come possiamo aiutarti?

Noi di Genitore Informato siamo al tuo fianco lungo tutto il viaggio della genitorialità e, per quanto riguarda i momenti dei pasti abbiamo tre percorsi che puoi affiancare alle nostre consulenze personalizzate.

Questi percorsi sono Svezzamento Sereno, Mangio Tutto e Ciao Ciao Allattamento.

Sentiti libero di scoprire di più e valutare l’inizio di un percorso insieme a noi per risolvere questo problema (sempre che non sia un problema di salute: per quelli c’è sempre il pediatra come figura di riferimento).

Noi siamo con voi.

Fonti

Białek-Dratwa A, Szczepańska E, Szymańska D, Grajek M, Krupa-Kotara K, Kowalski O. Neophobia-A Natural Developmental Stage or Feeding Difficulties for Children? Nutrients. 2022 Apr 6;14(7):1521. doi: 10.3390/nu14071521. PMID: 35406134; PMCID: PMC9002550.

Dott.ssa Claudia Denti

Esperta di Educazione, Sonno e Gestione del bambino. Laureata in Scienze dell'Educazione e Formazione, si occupa di aiutare i genitori a crescere bambini sani e felici secondo principi validati dalla comunità scientifica. Fondatrice di Genitore Informato e ideatrice del metodo Sonno Felice - certificata Sonno Sicuro e Primo Soccorso Pediatrico - supporta i genitori nel loro viaggio dal 2014.

Dott. Severino Cirillo

Esperto di Salute, Benessere ed Educazione. Laureato in Community Health, è il CEO di Genitore Informato e si occupa di validare l'informazione scientifica del blog e coordinare il team di esperti della redazione, composto da ginecologi, ostetriche, psicoterapeuti e altre figure del benessere e della salute in gravidanza, perinatale e genitoriale.

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