Avrai spesso sentito dire “una banale influenza“: solo che è una malattia grave che può portare a decessi per varie cause, tra cui encefalite.
In questo articolo capiamo cos’è davvero, quali sono i sintomi di quest’anno, quanto dura in media, come si cura, la differenza con le sindromi influenzali e se c’è bisogno dell’antibiotico.
Cos’è davvero l’influenza?
L’influenza è una malattia respiratoria acuta causata da virus appartenenti alla famiglia degli Orthomyxoviridae. Questi virus infettano le vie aeree, inclusi naso, gola e polmoni, provocando una serie di sintomi caratteristici.
In Italia, l’influenza segue un andamento stagionale, con un picco di casi generalmente registrato tra dicembre e fine febbraio, anche se dopo il COVID questa cosa è cambiata almeno un po’.
I virus dell’influenza: tipologie e caratteristiche
I virus responsabili si dividono in tre generi principali:
- Influenza di tipo A: è la forma più comune e subisce frequenti mutazioni.
- Influenza di tipo B: meno diffusa del tipo A, subisce mutazioni meno frequenti.
- Influenza di tipo C: la meno comune delle tre, con caratteristiche antigeniche più stabili.
Una delle peculiarità dei virus influenzali, soprattutto quelli di tipo A, è la loro elevata capacità di mutare.
Questa caratteristica comporta cambiamenti a livello genetico che rendono il virus leggermente diverso ogni anno, sfidando il nostro sistema immunitario e richiedendo l’aggiornamento annuale dei vaccini.
Come si trasmette?
Questa malattia si diffonde principalmente per via aerea, attraverso le goccioline di saliva e muco emesse quando una persona infetta tossisce, starnutisce o parla.
Queste goccioline possono raggiungere direttamente le mucose delle vie respiratorie di altre persone nelle vicinanze, causando l’infezione.
Inoltre, i virus influenzali possono sopravvivere temporaneamente su superfici e oggetti contaminati. Ciò significa che la trasmissione può avvenire anche indirettamente, toccando superfici contaminate e poi portando le mani a contatto con bocca, naso o occhi.
Periodo di contagiosità
È importante notare che una persona infetta può trasmettere il virus anche prima che i sintomi si manifestino.
Il periodo di contagiosità inizia circa 36-48 ore prima dell’insorgenza dei sintomi e può durare fino a 3-7 giorni dopo l’inizio della malattia.
In alcuni casi, come nei bambini piccoli o nelle persone con sistema immunitario indebolito, questo periodo può essere più lungo.

Sintomi: come riconoscerla?
L’influenza si caratterizza per un esordio rapido e improvviso di sintomi sia respiratori che sistemici. I sintomi tipici includono:
- Febbre elevata (superiore a 38°C), che dura generalmente 3-4 giorni
- Brividi
- Mal di testa
- Dolori muscolari e ossei diffusi
- Senso di spossatezza e malessere generale
- Tosse secca
- Mal di gola
- Congestione nasale o naso che cola
- Starnuti
In alcuni casi, possono manifestarsi anche sintomi gastrointestinali come nausea, vomito o diarrea, specialmente nei bambini.
Differenze con il raffreddore
È comune confonderla con un semplice raffreddore, ma ci sono alcune differenze chiave:
- L’influenza ha un esordio più rapido e sintomi più intensi del raffreddore
- La febbre è generalmente più alta e di durata maggiore
- I dolori muscolari e la spossatezza sono più pronunciati
- Il raffreddore tende a concentrarsi maggiormente sulle vie aeree superiori, mentre l’influenza può coinvolgere anche le vie aeree inferiori e facilitare l’insorgere di bronchite o polmonite
Durata e decorso
Nella maggior parte dei casi, l’influenza ha un decorso benigno e si risolve spontaneamente entro una settimana.
Tuttavia, alcuni sintomi, come la stanchezza, possono persistere per alcune settimane dopo la guarigione.
La febbre, uno dei sintomi più caratteristici, dura solitamente 3-4 giorni.
È importante monitorare la temperatura corporea e consultare un medico se la febbre persiste oltre questo periodo o se si manifesta nuovamente dopo un apparente miglioramento.
Complicanze: chi è più a rischio?
Sebbene l’influenza sia generalmente una malattia autolimitante, in alcuni casi può portare a complicanze serie, soprattutto in determinate categorie di persone considerate a rischio. Tra queste:
- Anziani (oltre i 65 anni)
- Bambini piccoli (sotto i 5 anni)
- Donne in gravidanza
- Persone con malattie croniche (diabete, malattie cardiache, respiratorie o immunitarie)
- Pazienti sottoposti a terapie immunosoppressive
Le complicanze più comuni dell’influenza includono:
- Bronchite
- Polmonite
- Disidratazione
- Otite
- Sinusite
- Esacerbazione di condizioni croniche preesistenti
In casi rari, può portare a complicanze più gravi come miocardite, encefalite o insufficienza multiorgano e in diverse centinaia di migliaia di casi nel mondo, anche la morte.
Prevenzione dell’influenza: strategie efficaci
La prevenzione si basa su diverse strategie, che vanno dalle buone pratiche igieniche alla vaccinazione.
Misure igieniche
- Lavaggio frequente delle mani con acqua e sapone o utilizzo di soluzioni alcoliche
- Coprire bocca e naso quando si tossisce o starnutisce, preferibilmente con un fazzoletto usa e getta
- Evitare il contatto ravvicinato con persone malate
- Mantenere pulite le superfici di uso comune
- Aerare regolarmente gli ambienti chiusi
Vaccinazione antinfluenzale
La vaccinazione rappresenta il metodo più efficace per prevenire l’influenza e le sue complicanze.
Il vaccino antinfluenzale viene aggiornato ogni anno per adattarsi ai ceppi virali circolanti previsti per la stagione successiva.
Quando vaccinarsi
In Italia, il periodo ottimale per la vaccinazione va da metà ottobre a fine dicembre. La protezione si sviluppa circa due settimane dopo la somministrazione del vaccino.
Chi dovrebbe vaccinarsi
La vaccinazione è particolarmente raccomandata per:
- Persone di età superiore ai 65 anni
- Bambini di età compresa tra 6 mesi e 5 anni
- Persone con malattie croniche
- Donne in gravidanza
- Operatori sanitari e persone che lavorano a stretto contatto con il pubblico
Trattamento: cosa fare se ci si ammala?
Nella maggior parte dei casi, il trattamento è sintomatico e mira ad alleviare i disturbi mentre il sistema immunitario combatte l’infezione.
Rimedi casalinghi
- Riposo: è fondamentale per permettere all’organismo di concentrare le energie sulla guarigione
- Idratazione: bere abbondanti quantità di liquidi aiuta a prevenire la disidratazione e a fluidificare le secrezioni
- Alimentazione leggera: privilegiare cibi facilmente digeribili e ricchi di nutrienti
- Umidificazione dell’ambiente: può aiutare a ridurre l’irritazione delle vie respiratorie
Trattamenti farmacologici
In caso di sintomi intensi, possono essere utilizzati:
- Antipiretici e analgesici (come paracetamolo o ibuprofene) per ridurre la febbre e alleviare i dolori
- Decongestionanti nasali per facilitare la respirazione
- Antitussivi per calmare la tosse secca
È importante notare che gli antibiotici non sono efficaci contro l’influenza, essendo questa causata da virus e non da batteri. Gli antibiotici vengono prescritti solo in caso di complicanze batteriche.
Farmaci antivirali
In casi selezionati, soprattutto per le persone ad alto rischio di complicanze, il medico può prescrivere farmaci antivirali specifici (come oseltamivir o zanamivir).
Questi farmaci possono ridurre la durata e la gravità della malattia se somministrati precocemente, idealmente entro 48 ore dall’insorgenza dei sintomi.
Quando consultare un medico
Nella maggior parte dei casi, l’influenza non richiede una visita medica. Tuttavia, è consigliabile consultare un medico se:
- I sintomi persistono o peggiorano dopo una settimana
- La febbre rimane alta (sopra i 39°C) per più di tre giorni- intesi come 72 ore
- Si manifestano difficoltà respiratorie o dolore toracico
- Compaiono segni di disidratazione
- Si è in una categoria a rischio di complicanze
Conclusioni
Come avrai capito, è una malattia comune ma non banale e potenzialmente seria, soprattutto per alcune categorie di persone.
La prevenzione, attraverso buone pratiche igieniche e la vaccinazione annuale, rimane la strategia più efficace per proteggersi.
Prendersi cura della propria salute durante la stagione influenzale non solo protegge te stesso, ma contribuisce anche a limitare la diffusione del virus nella comunità.
Sappiamo che spesso nei luoghi di lavoro e negli asili nido si incuba la maggior parte delle malattie stagionali, ma con le giuste precauzioni e una buona consapevolezza, possiamo tutti contribuire a rendere la stagione influenzale meno impattante sulla nostra salute e su quella di chi ci circonda.
Noi siamo con te.
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Fonti
Rosano A, Bella A, Gesualdo F, Acampora A, Pezzotti P, Marchetti S, Ricciardi W, Rizzo C. Investigating the impact of influenza on excess mortality in all ages in Italy during recent seasons (2013/14-2016/17 seasons). Int J Infect Dis. 2019 Nov;88:127-134. doi: 10.1016/j.ijid.2019.08.003. Epub 2019 Ago 8. PMID: 31401203.
