Iperlessia nei bambini: è un DSA?

di Severino Cirillo, Gennaio 22, 2025

Severino Cirillo, Laureato in Health Sciences, CEO di Genitore Informato

L’iperlessia è una condizione affascinante che si manifesta quando un bambino inizia a leggere molto precocemente, mostrando capacità di lettura sorprendentemente superiori a quelle attese per la sua età.

Questo fenomeno è spesso accompagnato da un interesse quasi ossessivo per lettere e numeri, che si sviluppa fin dalla prima infanzia.

Come genitori, comprendere questa condizione può aiutarci a supportare al meglio il nostro bambino nel suo sviluppo unico.

Comprendere l’iperlessia

L’iperlessia non è semplicemente una precoce capacità di lettura.

È una condizione complessa che può presentarsi in modi diversi e, in alcuni casi, può essere associata allo spettro autistico o all’ADHD.

Spesso i bambini che la presentano non comprendono realmente o completamente il testo che stanno leggendo.

Nonostante questo, non è considerata un DSA come la dislessia, la discalculia e la disgrafia.

È importante sapere che viene considerata una “abilità isolata”, ovvero una capacità straordinaria in un’area specifica che potrebbe non avere immediate applicazioni pratiche nella vita quotidiana, soprattutto perché in realtà si porta con sé diversi problemi.

I tre tipi di Iperlessia

La comunità scientifica ha riconosciuto finora tre diverse tipologie di iperlessia, ognuna con le proprie caratteristiche distintive. Vediamole insieme.

Tipo I

Questa forma si manifesta in bambini con sviluppo tipico che imparano a leggere molto presto e a un livello significativamente superiore rispetto ai coetanei.

È una condizione temporanea, poiché col tempo gli altri bambini raggiungono livelli simili di capacità di lettura.

Non è considerata un disturbo e non richiede interventi specifici.

iperlessia

Tipo II

Questa variante si presenta in bambini con disturbo dello spettro autistico.

Questi bambini mostrano una vera e propria ossessione per numeri e lettere, preferendo libri e lettere magnetiche rispetto ad altri giocattoli.

Hanno spesso una memoria eccezionale per numeri significativi come targhe automobilistiche e date di nascita.

In questi casi, l’iperlessia si accompagna ai segni tipici dell’autismo, come

  • difficoltà nel contatto visivo
  • resistenza alle manifestazioni di affetto
  • sensibilità agli stimoli sensoriali

Tipo III

Questa forma è simile alla tipo II, ma i sintomi tendono a diminuire nel tempo fino a scomparire.

I bambini con iperlessia di tipo III mostrano un’eccellente comprensione della lettura, anche se il loro sviluppo del linguaggio verbale potrebbe essere in ritardo.

A differenza dei bambini con autismo, sono solitamente socievoli, affettuosi e aperti al contatto con gli altri.

Quanto è comune?

Sebbene sia difficile stabilire l’esatta prevalenza, alcuni dati ci aiutano a comprenderne la diffusione.

Tra i bambini con autismo, circa il 6-14% presenta iperlessia.

È interessante notare che non tutti i bambini con iperlessia hanno l’autismo, anche se circa l’84% dei bambini iperlessici rientra nello spettro autistico.

Come viene diagnosticata?

Il processo diagnostico varia a seconda del tipo.

L’iperlessia di tipo I, essendo una variante dello sviluppo tipico, non richiede una diagnosi formale.

Per gli altri tipi, la valutazione si basa su diversi elementi, tra cui la capacità di lettura eccezionalmente precoce, l’interesse ossessivo per numeri e lettere, e il modo di apprendere, spesso caratterizzato dalla ripetizione di informazioni in modo meccanico.

Come posso aiutare il mio bambino?

Come genitori, è fondamentale adottare un approccio equilibrato.

Mentre è naturale essere orgogliosi delle straordinarie capacità di lettura del proprio figlio, è altrettanto importante assicurarsi che lo sviluppo sia armonico in tutte le aree. Ecco alcuni suggerimenti pratici.

Per prima cosa, incoraggiare le interazioni sociali attraverso il gioco e le attività di gruppo, utilizzando le capacità di lettura come ponte per la comunicazione con gli altri.

Utilizzare la passione per la lettura come strumento per migliorare le capacità di comunicazione verbale, incoraggiando la discussione su ciò che viene letto.

Integrare le capacità di lettura con esperienze pratiche e concrete, aiutando il bambino a collegare le parole scritte con il mondo reale.

C’è una terapia?

Il trattamento varia a seconda del tipo e delle necessità individuali del bambino.

La terapia del linguaggio può essere molto utile per migliorare le capacità comunicative e sociali, utilizzando le abilità di lettura avanzate come punto di forza per sviluppare altre aree.

La terapia occupazionale può aiutare con eventuali difficoltà sensoriali o pratiche nella vita quotidiana.

Noi siamo con te.

L’iperlessia può rappresentare sia una sfida che un’opportunità.

La chiave sta nel comprendere le caratteristiche uniche di ogni bambino e nel fornire il supporto appropriato per un sviluppo equilibrato.

Noi di Genitore Informato siamo al tuo fianco lungo tutto il viaggio della genitorialità e ti supportiamo con guide, corsi, il nostro libro Impara a dire No e con consulenze personalizzate.

Siamo con voi.

Fonti

Ostrolenk A, Forgeot d’Arc B, Jelenic P, Samson F, Mottron L. Hyperlexia: Systematic review, neurocognitive modelling, and outcome. Neurosci Biobehav Rev. 2017 Aug;79:134-149. doi: 10.1016/j.neubiorev.2017.04.029. Epub 2017 May 3. PMID: 28478182.

Dott.ssa Claudia Denti

Esperta di Educazione, Sonno e Gestione del bambino. Laureata in Scienze dell'Educazione e Formazione, si occupa di aiutare i genitori a crescere bambini sani e felici secondo principi validati dalla comunità scientifica. Fondatrice di Genitore Informato e ideatrice del metodo Sonno Felice - certificata Sonno Sicuro e Primo Soccorso Pediatrico - supporta i genitori nel loro viaggio dal 2014.

Dott. Severino Cirillo

Esperto di Salute, Benessere ed Educazione. Laureato in Community Health, è il CEO di Genitore Informato e si occupa di validare l'informazione scientifica del blog e coordinare il team di esperti della redazione, composto da ginecologi, ostetriche, psicoterapeuti e altre figure del benessere e della salute in gravidanza, perinatale e genitoriale.

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